C'è un vuoto, a Marina di Massa, che nessuna bottega, nessun locale, nessuna insegna potrà mai colmare. Se n'è andata a soli 35 anni Federica Savarola, l'anima di Caffè & Parole: per tutti noi semplicemente "Fede", la nostra "Trottolina", ci ha lasciati dopo una battaglia combattuta a testa alta contro una malattia che ha provato in ogni modo a spegnerla. Non ci è riuscita fino in fondo: perché il sorriso di Fede, la sua voglia di vivere, il suo modo di affrontare tutto — anche il momento più buio — con leggerezza e coraggio, quello non glielo ha portato via nessuno.
Non è un addio semplice da scrivere, questo. Perché Fede non era soltanto la titolare di un bar: era diventata, negli anni, un pezzo dell'identità stessa di noi Marinelli, una di quelle persone che quando arrivano in un posto lo cambiano, lo rendono più vivo, più colorato, più caldo. E oggi, mentre proviamo a metterla in parole, ci rendiamo conto che nessuna frase basterà mai a restituire davvero chi era Fede per tutti noi.
𝐔𝐧𝐚 𝐦𝐢𝐥𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐢𝐧𝐧𝐚𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞
Federica non era nata qui. Era di Milano, ma aveva scelto Marina di Massa come sua casa, e l'aveva amata — dicono chi la conosceva bene — forse anche più di chi qui c'è nato. Non è un caso: chi arriva da fuori e decide di restare, di mettere radici, di investire tempo, energie e cuore in un posto, spesso lo ama con un'intensità speciale, quasi a doverselo guadagnare ogni giorno. Fede lo ha fatto con sacrificio, passione e un'allegria contagiosa, aprendo e portando avanti la sua attività, il bar Caffè & Parole, che in pochi anni è diventato molto più di un semplice locale: un punto di riferimento per tutti noi Marinelli, un piccolo salotto di quartiere dove grandi e bambini si sentivano a casa.
Chi l'ha conosciuta racconta di una donna che non faceva mai le cose a metà. Dietro al bancone, tra un caffè e l'altro, sapeva ascoltare, sapeva far ridere, sapeva anche essere il punto fermo di una giornata storta per chiunque entrasse in quel locale. Non era soltanto lavoro, per lei: era una vera e propria vocazione, vissuta con lo stesso entusiasmo il primo giorno come l'ultimo.
𝐈𝐥 𝐂𝐨𝐯𝐢𝐝, 𝐥𝐚 𝐛𝐢𝐜𝐢𝐜𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚, 𝐢𝐥 𝐫𝐨𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚
Chi vive qui da tempo ricorderà bene la primavera del 2020, quando tutto si è fermato e la paura ha tenuto tutti chiusi in casa. Fede no. O meglio: anche lei, come tanti lavoratori autonomi, si è ritrovata da un giorno all'altro senza entrate, con bollette e affitto da pagare e nessuna certezza su cosa sarebbe successo. Ma invece di restare ferma ad aspettare, ha inforcato la sua inseparabile bicicletta e ha iniziato a consegnare lei stessa, di persona, caffè, pasticceria, aperitivi e quel vino Passerina a cui era tanto affezionata, rispettando ogni regola igienico-sanitaria ma senza rinunciare a essere se stessa nemmeno per un giorno.
Ed essere se stessa, per Fede, voleva dire non rinunciare mai al proprio stile: capelli sistemati, un tocco di cura anche nei momenti più difficili, e quel rossetto rosso che, non potendo truccare le labbra coperte dalla mascherina, finiva dipinto direttamente sul tessuto. Un gesto piccolo, quasi buffo, che raccontava però tutto di lei: la sua eleganza, la sua ironia, la sua capacità di trovare un motivo per sorridere anche quando il mondo intero sembrava essersi fermato.
La sua storia arrivò fino alle pagine de Il Tirreno, che le dedicò un articolo raccontando proprio quel periodo: le consegne in sella alla bici dal lunedì al sabato, l'attenzione al dettaglio anche in piena emergenza sanitaria, la scelta di reinventarsi pur di non arrendersi e di non lasciare comunque il proprio segno, anche dietro una mascherina. Un piccolo pezzo di cronaca locale che oggi, a rileggerlo, sembra quasi un ritratto di chi era Fede in ogni momento della sua vita: mai arresa, sempre con il sorriso e sempre attenta a quel tocco di stile che la contraddistingueva, anche nei momenti più complicati.
Lei stessa, ripensando a quei mesi così difficili, li aveva raccontati come un periodo carico di significato, quasi il più bello della sua vita: aveva conosciuto persone nuove, visto crescere la sua clientela, imparato mestieri che non pensava di dover mai imparare, raggiunto traguardi che fino a poco prima le sembravano impossibili. Aveva ringraziato di cuore chi le si era affidato e le amiche che le erano state accanto nel gestire tutta quella euforia, senza nascondere la propria gioia e senza timore di essere giudicata per questo. Era fatta così, Fede: trasparente, autentica, capace di mettere il cuore in ogni cosa che faceva.
𝐔𝐧 𝐛𝐚𝐫 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐩𝐢ù 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢
Ma Caffè & Parole non è mai stato "solo" un bar. Con le poche risorse a disposizione, Fede organizzava eventi pensati apposta per coinvolgere i bambini di noi Marinelli, trasformando il suo locale in un piccolo punto di ritrovo per le famiglie, un posto dove i nostri figli crescevano sentendosi accolti. Pomeriggi organizzati apposta per loro, piccole feste, sorrisi e merende che per tanti bambini di Marina di Massa sono già ricordi d'infanzia. Chi ha portato i propri figli in quel bar sa bene quanta cura Fede mettesse in ogni dettaglio, anche quando si trattava "solo" di far divertire un gruppo di bambini per un pomeriggio.
Per tanti piccoli di Marina di Massa, quel bar profumato di caffè e allegria fa già parte dei ricordi più belli, e continuerà a farne parte anche adesso che Fede non c'è più. Perché le cose fatte con il cuore, anche le più semplici, restano per sempre.
𝐈𝐥 𝐬𝐨𝐫𝐫𝐢𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚
Sul suo profilo Facebook, Federica aveva scelto di lasciare scritta una frase che oggi, purtroppo, suona quasi come un testamento di vita: "Se non ti fa stare bene, non ne hai bisogno." Poche parole, semplici, dirette — proprio come lei. Una filosofia di vita che ha applicato fino in fondo, anche quando la malattia si è fatta più dura, scegliendo comunque di circondarsi solo di ciò che la faceva stare bene: il suo lavoro, le sue amiche, la sua Marina di Massa, la sua allegria.
Ha lottato come una leonessa, Fede. Lo ha fatto a modo suo: senza clamore, senza vittimismo, continuando fino a quando ha potuto a portare avanti la sua attività, a stare vicina a chi amava, a cercare ogni giorno un motivo per sorridere. Chi le è stato accanto in questi ultimi tempi racconta di una donna che non ha mai smesso di essere se stessa, nemmeno di fronte alla paura più grande.
Oggi noi Marinelli, quelli che l'hanno vista arrivare da fuori e innamorarsi di questa terra più di tanti che ci sono nati, la salutiamo con il cuore stretto ma con la certezza che il suo sorriso, il suo rossetto rosso, la sua energia contagiosa continueranno a vivere in ogni angolo di Caffè & Parole e nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di conoscerla.
In questo momento il nostro pensiero va soprattutto a chi Fede l'ha amata più di ogni altra cosa al mondo: alla sua mamma, al suo papà Flavio, che tanto amava e da cui tanto era amata, e a sua sorella Roberta. A loro, che hanno condiviso ogni istante di questa battaglia e che oggi portano un dolore che nessuna parola può davvero alleggerire, va l'abbraccio più stretto di tutti noi Marinelli e di Marina di Massa. Che possano trovare, nel ricordo della gioia che Fede ha saputo regalare a tutti noi, un po' di conforto.
Ciao Fede. Vola leggera, Trottolina nostra. Qui, in mezzo a noi, resterai per sempre.
Con affetto, Carmen Federico, come te Marinella d'adozione
"Fede, noi marinelli ti vogliamo ricordare così": il commosso saluto a Federica Savarola di Carmen Federico
Scritto da Carmen Federico
Cronaca
27 Luglio 2026
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