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Scritto da Redazione
Cronaca
15 Aprile 2026

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Il tema del verde urbano è strategico quanto attuale, tanto che sono in corso di aggiornamento le leggi nazionali (nuovi CAM del verde pubblico), mentre il Ministero dell’ambiente sta varando il Piano nazionale di ripristino della Nature Restoration Law, la legge europea già cogente che chiede che non si perdano superfici verdi e copertura di alberi nelle città (peraltro, a breve si aprirà un percorso di consultazione, aperto alla società civile). Anche a livello locale si stanno delineando alcuni percorsi, tra cui il recente Regolamento del Comune di Carrara, di cui abbiamo avuto notizia della sua presentazione avvenuta sabato 11 aprile scorso in Sala consiliare. Ci colleghiamo a queste novità amministrative, puntualizzando che il concetto secondo cui le foglie di un albero giovane sarebbero più funzionali di uno maturo è tutto da verificare, se si considerano le pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche internazionali, secondo cui gli alberi vecchi e grandi non agiscono soltanto come riserve di carbonio, ma ne fissano attivamente delle quantità maggiori, nei confronti degli alberi piccoli. Citiamo ad esempio: Stephenson N.L. et al., 2014. Rate of tree carbon accumulation increases continuously with tree size. Nature 507: 90-93. Inoltre, quello che più conta ai fini delle risultanze che incidono sulla qualità urbana, la salute pubblica e la biodiversità, non è il valore relativo, bensì quello assoluto. Cerchiamo di spiegare con una metafora semplificata: un monolocale di 20 metri viene valutato a 10 euro al metro quadrato, mentre un ampio appartamento di 400 metri “solo” 5 euro al metro quadrato. Il valore complessivo del monolocale è 200 euro, quello dell’appartamento 2000 euro. Quindi, ciò che alla fine conta è la superficie fogliare complessiva. Progetti quali il Rebus (Regione Emilia-Romagna) e il Qualiviva (Università di Firenze) sono chiari: ad esempio, un platano di nuovo impianto assimila 5 kg di anidride carbonica all’anno, contro i 436 kg di un esemplare maturo. Per il leccio i valori sono 4 contro 226. C’è poi da dire che le funzioni del verde urbano vanno ben oltre all’assorbimento di anidride carbonica dall’atmosfera. Basti pensare all’ombra, che oggi è uno dei servizi/benefici ecosistemici più importanti, per mitigare le temibili ondate di calore estivo che mietono ogni anno migliaia di vittime soltanto nel nostro Paese. Per la biodiversità, gli alberi maturi e perfino quelli senescenti svolgono ruoli esclusivi, non sostituibili neppure da un gran numero di alberi di nuovo impianto.Intuitivo quindi, oltre che documentato da una mole di letteratura scientifica, affermare che gli alberi “grandi” sono enormemente più utili, preziosi e funzionali di quelli “piccoli”. Sulle compensazioni, i ricercatori partono da valori compresi tra 6 e 41 nuove piante necessarie a sostituire le funzioni di un solo grande albero che viene abbattuto, ma ci sono altri esperti di fama internazionale che hanno parlato di numeri che hanno le migliaia come ordine di grandezza. Sicuramente sappiamo, prendendo come riferimento un pino domestico di 70 anni, che abbattendolo e sostituendolo - ad esempio - con una giovane tamerice, si perde dal 90 al 99% dei servizi ecosistemici, che spaziano dalla produzione di ossigeno alla rimozione di inquinanti atmosferici, dal miglioramento del microclima all’attenuazione degli impatti delle acque piovane (dati elaborati dal CNR di Bologna e dall’Università di Pisa).Infine, è importante che gli amministratori pubblici, i tecnici e gli addetti ai lavori, ma anche il vasto pubblico, si documentino e aggiornino puntualmente, allo scopo di migliorare la cultura del verde, di cui in Italia si avverte una forte necessità. A tal fine ricordiamo il Congresso internazionale dell’albero che si è svolto lo scorso giugno a Merano, oltre agli eventi più recenti. Tra essi, dopo i convegni e seminari degli scorsi mesi a Bolzano, Livorno e Rimini, la Lipu è stata nuovamente invitata, questa volta dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, a Udine il prossimo 13 maggio, e l’evento si potrà seguire anche online.

Marco Dinetti è membro del gruppo di lavoro dello standard PEFC del verde urbano, relatore ai convegni degli Stati generali del verde pubblico, organizzati dal Ministero dell’ambiente, docente del corso formazione Ispra "Infrastrutture verdi e blu per città più sostenibili e resilienti", Docente a corsi aggiornamento per Ordine degli Agronomi e Forestali, e Ordine degli Architetti, Relatore invitato al Congresso internazionale dell’albero (Merano, 16-18 giugno 2025) Responsabile Ecologia urbana Lipu ODV - BirdLife Italia

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