"L'annuncio della messa in vendita di Villa Ceci, comparso su un noto portale immobiliare, rende ancora più urgente una scelta chiara sul futuro di quest'area strategica per la città. Nell'inserzione vengono infatti prospettate possibili destinazioni che comprendono strutture ricettive, edilizia residenziale, funzioni direzionali, logistica, attività legate al lapideo e studi professionali, oltre all'eventuale realizzazione di impianti sportivi", scrive in un comunicato Legambiente Carrara APS.
"Si riapre così - prosegue il comunicato - il tema delle previsioni urbanistiche che interessano l'UTOE 4 di Villa Ceci. Con l’imminente scadenza del Piano Operativo Comunale (POC), tornano infatti in vigore le previsioni contenute nella variante del Piano Strutturale adottata nel 2009 e approvata nel 2012, che per quest'area prevedono nuovi insediamenti per complessivi 1.371 abitanti e circa 91.000 metri quadrati di nuova superficie edificabile.
Già nel 2010 avevamo chiesto, attraverso specifiche osservazioni, di eliminare le previsioni edificatorie relative a Villa Ceci, senza però ottenere risultati.
Dopo l'alluvione del 2014 divenne ancora più evidente il ruolo svolto da quest'area come spazio di laminazione naturale delle acque del Carrione. Proprio per questo l'amministrazione comunale scelse allora di utilizzare il POC per congelare temporaneamente le trasformazioni previste dal Piano Strutturale.
Sintetizziamo qui alcune considerazioni che avanzammo nel novembre del 2015 e ancor oggi attualissime.
Il Piano Strutturale definisce gli indirizzi generali di sviluppo del territorio, mentre il POC entra nel dettaglio della disciplina urbanistica ed edilizia.
Il POC si compone di due parti principali: (a) la disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti, che è valida a tempo indeterminato; (b) la disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio, che ha validità quinquennale (art. 95 LR 65/2014).
Il POC può dunque integrare o congelare una previsione di trasformazione o di nuovo insediamento dettata dal Piano Strutturale, ma con un limite di validità di soli cinque anni.
Pertanto, se si intende realmente salvaguardare l’area di Villa Ceci (UTOE 4) annullando il nuovo insediamento in essa previsto dal P.S. occorre procedere, senza indugio, alla revisione del Piano Strutturale, eliminando le previsioni di trasformazione in esso contenute.
Se invece si opera solo con lo strumento del POC si ha il limite dei 5 anni di validità e dopo tale periodo di tempo torna nuovamente in vigore l’edificabilità di Villa Ceci, prevista dall’attuale P.S. del comune di Carrara.
Nel frattempo il contesto ambientale è profondamente cambiato. La crisi climatica e l'aumento degli eventi meteorologici estremi impongono di ridurre il consumo di suolo e di preservare gli spazi aperti capaci di assorbire e trattenere l'acqua. Oggi le politiche europee di ripristino della natura e di adattamento climatico indicano con sempre maggiore chiarezza la necessità di aumentare la permeabilità dei territori urbanizzati e di rafforzare le cosiddette "città spugna".
Se il nostro obiettivo è quello di preservare la naturalità, l’integrità e la funzione ambientale di Villa Ceci qual è dunque la strada da seguire, considerando anche che si tratta di un’area privata?
In un caso come questo l’unica strada per mantenere integra l’area verde e conservarne la funzione ecosistemica è riportarla a una destinazione agricolo-rurale, com’era del resto il suo assetto originario, cercando poi gli strumenti per consentirne la fruizione ai cittadini come luogo di passeggiate, incontri e svago all’aria aperta, sulla falsariga di quanto avveniva in passato per la vicina “tenuta di Marinella”.
Il parco urbano, che anche Legambiente ha chiesto in passato, stante gli attuali strumenti urbanistici, purtroppo non ci garantisce dal possibile insediamento al suo interno di impianti sportivi con relativi spogliatoi, punti ristoro, parcheggi e altre strutture magari pensate in buona fede per rendere economicamente sostenibile la gestione del Parco stesso, ma che avrebbero il risultato di impermeabilizzare ampi spazi di suolo vergine, a scapito del verde e della biodiversità.
Sulla base di quanto finora esposto, riteniamo che l’intero quadrilatero compreso tra viale XX settembre, via Covetta, via Marco Polo e via Argine destro debba essere ricondotto nella disciplina del territorio rurale classificato dalla legislazione regionale.
Una scelta di questo tipo produrrebbe almeno tre benefici concreti: fornirebbe un'indicazione inequivocabile sul fatto che quell'area non è destinata a nuovi insediamenti edilizi; renderebbe più sostenibili eventuali future politiche pubbliche di acquisizione e tutela dell'area; consentirebbe di conservare e rafforzare una fondamentale area di assorbimento delle acque, aumentando la sicurezza idraulica dell'intera piana.
Chiediamo pertanto all’Amministrazione comunale di avviare immediatamente l’iter per la variante al Piano Strutturale per l’UTOE 4 Villa Ceci.
Rinviare questa scelta a una futura revisione generale degli strumenti urbanistici significherebbe invece allungare inevitabilmente i tempi e il tempo è proprio quello che manca".









