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Scritto da Redazione
Economia
23 Giugno 2026

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L’aumento dei canoni di locazione e il costo crescente degli spostamenti quotidiani stanno diventando due facce della stessa emergenza. Da un lato, affitti che crescono più rapidamente delle retribuzioni; dall’altro, carburanti, manutenzione dei mezzi e mobilità casa-lavoro che riducono, e in alcuni casi annullano, il risparmio ottenuto scegliendo abitazioni più lontane dai centri principali. La difficoltà di conciliare costo della casa, redditi, lavoro e mobilità è un problema che riguarda da vicino anche il territorio apuano, in modo particolare la Lunigiana. Inoltre, pesa su giovani, famiglie, lavoratori e pensionati, ma anche sulle imprese, sempre più in difficoltà nel reperire e trattenere personale.

Secondo un’elaborazione CNA sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette, a Massa il canone medio mensile per un appartamento standard da 70 metri quadrati è passato da 560 euro nel 2019 a 670 euro nel 2025, con un incremento del 19,6%. Nello stesso periodo, la retribuzione netta media è cresciuta dell’8%, arrivando a circa 1.800 euro mensili.

Oggi, dunque, l’affitto assorbe il 37,2% dello stipendio netto medio di un lavoratore a Massa. In termini annui, il costo della locazione raggiunge circa 8.040 euro, pari a 4,5 mensilità di stipendio.

“Il dato della nostra provincia è meno drammatico rispetto alle grandi città metropolitane, ma non per questo può essere sottovalutato – dichiara Davide Aldo BrizziPresidente di CNA Massa Carrara –. Anche nel nostro territorio gli affitti crescono più dei salari, e questo incide direttamente sulla vita delle famiglie e sulla capacità delle imprese di attrarre lavoratori. Se vivere vicino al luogo di lavoro diventa troppo costoso, tutto il sistema economico locale ne risente”.

Il problema, però, non si ferma al costo dell’abitazione. Sempre più persone sono spinte a cercare casa fuori dai centri più serviti o nelle aree dove i canoni risultano più sostenibili. Ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento dei costi di mobilità: carburante, manutenzione dell’auto, pneumatici, parcheggi, tempi di percorrenza e minore disponibilità di trasporto pubblico.

A livello nazionale, secondo CNA, una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante e spostamenti. Una dinamica che riguarda anche una provincia come Massa Carrara, caratterizzata da una forte articolazione territoriale: costa, area urbana, montagna, Lunigiana, zone produttive e piccoli centri non sempre collegati in modo adeguato.

A rendere più complessa la situazione c’è anche l’imprevedibilità delle alternative all’auto privata. Per molti lavoratori e pendolari scegliere autobus o treno non significa soltanto sostenere comunque un costo significativo, ma anche fare i conti con corse saltate, ritardi, coincidenze difficili e tempi di percorrenza non sempre compatibili con gli orari di lavoro. A questo si aggiungono criticità storiche come quelle legate alla linea tirrenica e alla carenza di collegamenti rapidi ed efficienti che penalizzano la mobilità quotidiana, l’accesso ai servizi e la capacità del territorio di essere pienamente connesso.

“Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti – prosegue il Presidente Brizzi –. Ma non possiamo pensare che la soluzione sia semplicemente spostarsi dove l’affitto costa meno, se poi quel risparmio viene annullato dal pieno dell’auto, dal tempo impiegato negli spostamenti o dall’incertezza dei mezzi pubblici”.

La questione riguarda in modo particolare anche artigiani, manutentori, installatori, elettricisti, serramentisti, termoidraulici e piccole e medie imprese che operano quotidianamente sul territorio. Per queste attività il mezzo non serve soltanto per raggiungere il posto di lavoro: è parte integrante del lavoro stesso. Ogni giorno si percorrono chilometri tra clienti, cantieri, fornitori, interventi di assistenza e consegne.

Secondo le elaborazioni CNA, un serramentista può sostenere costi di mobilità superiori a 4.500 euro l’anno per veicolo, un elettricista circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori il conto può raggiungere i 6.700 euro annui. Per gli installatori di impianti, che percorrono fino a 35mila chilometri l’anno tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, il costo può sfiorare gli 8mila euro per ciascun veicolo operativo.

“Per le piccole imprese della nostra provincia il carburante è diventato una bolletta quasi insostenibile – sottolinea Brizzi –. Chi lavora sul territorio non può rinunciare agli spostamenti: un artigiano deve raggiungere il cliente, un manutentore deve intervenire, un installatore deve muoversi, così come le imprese dell’edilizia devono spostarsi tra cantieri e fornitori. Ogni aumento del carburante incide sui margini, sui prezzi finali e sulla competitività. A questo proposito basti pensare anche a ciò a cui devono far fronte le imprese dell’autotrasporto”.

Per CNA Massa Carrara, emergenza abitativa e costo della mobilità devono essere affrontati insieme. Servono politiche abitative capaci di aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato, incentivare la riqualificazione degli immobili e rendere più accessibile la casa per giovani, famiglie e lavoratori. Allo stesso tempo, è necessario investire su trasporto pubblico locale, collegamenti tra costa, aree interne e zone produttive, mobilità sostenibile, infrastrutture e servizi che riducano la dipendenza obbligata dall’auto privata.

“La casa e il carburante incidono allo stesso modo sullo sviluppo del territorio – conclude il Presidente Brizzi –. Se una persona non riesce a vivere vicino al lavoro, se un giovane non può permettersi un affitto, se un’impresa non trova personale perché gli spostamenti costano troppo, allora siamo davanti a un vero problema economico. Massa Carrara ha bisogno di politiche integrate: casa, lavoro, trasporti e sostegno alle imprese devono essere parte della stessa strategia”. 

(In  foto Davide Aldo Brizzi, Presidente di CNA Massa Carrara)

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