Massa/Genova – Si avvicina la fase dibattimentale per la tragedia di piazza Palma, dove la notte tra l'11 e il 12 aprile scorso ha perso la vita Giacomo Bongiorni, carpentiere 47enne di Mirteto, ucciso a colpi di pugni e calci sotto gli occhi del figlio undicenne.
La Procura per i Minorenni di Genova ha notificato agli avvocati dei tre ragazzi under 18 coinvolti nell'inchiesta gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, un atto che segna il passaggio dalla fase investigativa a quella pre-processuale. Per il minorenne già praticante di pugilato agonistico, attualmente detenuto e assistito dall'avvocato Nicola Forcina, l'accusa resta quella di omicidio volontario. Per gli altri due ragazzi, difesi dall'avvocato Alessandro Maneschi, la contestazione è invece di rissa aggravata dalla presenza di minori e di lesioni ai danni di Gabriele Tognocchi, cognato della vittima, rimasto ferito quella notte con la frattura della tibia e del setto nasale.
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Parallelamente, anche per i due maggiorenni coinvolti – il 23enne Alexandru Miron e il 19enne Eduard Alin Carutasu, difesi dagli avvocati Enzo Frediani e Giorgio Furlan del foro di Massa – l'accusa resta quella di omicidio, ma non è più contestata l'aggravante dei futili motivi. Per loro il procedimento proseguirà davanti alla magistratura ordinaria: è già fissata per il 24 settembre l'udienza preliminare a Massa, dove il gip dovrà valutare l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
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Secondo la ricostruzione dei carabinieri, basata sulle immagini delle telecamere di sorveglianza e sulle testimonianze raccolte, quella sera Bongiorni passeggiava in piazza con la famiglia insieme al cognato Tognocchi. I due avrebbero ripreso un gruppo di giovani presenti nella piazza, e da un semplice rimprovero la situazione sarebbe rapidamente degenerata in un violento scontro fisico. Bongiorni sarebbe stato colpito con una sequenza rapida di pugni e calci, uno dei quali potrebbe avergli causato la frattura del cranio rivelatasi fatale; l'uomo è caduto sull'asfalto ed è morto per emorragia cranica massiva.
Sul punto di innesco della colluttazione restano versioni contrastanti: i giovani indagati sostengono che sia stato Bongiorni a colpire per primo il 17enne con una testata, circostanza negata dalla famiglia della vittima ma che, secondo alcune fonti, sarebbe stata confermata da testimoni esterni. Le indagini si sono basate anche sull'analisi forense dei telefoni cellulari dei cinque giovani coinvolti e della compagna della vittima, oltre che sull'autopsia eseguita a Genova dal professor Francesco Ventura, direttore dell'Istituto di Medicina Legale, su incarico del Tribunale dei Minori.
Nel corso dell'inchiesta è finito indagato per rissa anche lo stesso Tognocchi, cognato della vittima, che secondo alcune ricostruzioni avrebbe lanciato una bottiglia mai ritrovata prima di essere bloccato e impossibilitato a soccorrere Bongiorni.
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Con la notifica degli avvisi di conclusione indagine si apre ora il termine per la presentazione di memorie difensive o richieste di interrogatorio da parte dei legali dei tre minorenni, prima delle determinazioni della Procura genovese sull'eventuale richiesta di giudizio. Sul fronte dei maggiorenni, l'attenzione è ora rivolta all'udienza del 24 settembre davanti al Gup di Massa. Resta naturalmente ferma, per tutti gli indagati, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Omicidio Bongiorni, chiuse le indagini: per il pugile 17enne l'accusa resta omicidio volontario, cade l'aggravante dei futili motivi per i maggiorenni
Scritto da Carmen Federico
Cronaca
24 Agosto 2026
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