Il consigliere comunale della Lista Ferri di Carrara Filippo Mirabella ha commentato le previsioni ottimistiche dell'amministrazione sui lavori alla scuola Taliercio: "Dalle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti dai progettisti, sembra quasi di trovarsi al taglio del nastro. Annunciano che i lavori alla scuola "Taliercio" sono all'85 per cento, snocciolano dettagli sui rivestimenti delle facciate e si dicono pronti a illuminare il quartiere con il fotovoltaico. Peccato che, tra un tecnicismo e l'altro, non sembra emergere un allineamento con le scadenze già fissate in calendario e, soprattutto, con le ultime circolari ministeriali. La doccia fredda del 30 giugno. Mentre i progettisti si dicono "a buon punto", le nuove linee guida del 26 marzo scorso hanno tracciato un confine invalicabile: il 30 giugno 2026. Non è solo la data di fine lavori; entro quel giorno la scuola non deve solo essere in piedi, ma deve aver superato il collaudo ed essere stata completamente rendicontata. Chiunque mastichi un minimo di cantieristica pubblica sa che passare dall'85 per cento al collaudo amministrativo finale non è una passeggiata, specialmente quando si parla di un'opera da 10 milioni di euro. Tra i punti che meritano chiarezza c'è la gestione dei 137 mila euro per il "Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.". Infatti oltre ai muri, c'è la sostanza tecnologica. L'istituto risulta beneficiario di un finanziamento specifico che ammonta a 137.855,16 euro per il Piano Scuola 4.0 (Azione 1 - Next Generation Class) denominato "Costruiamo insieme il nostro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.". Soldi destinati ad arredi didattici innovativi e attrezzature informatiche che devono essere integrati perfettamente nella nuova struttura. Come pensano i tecnici di coordinare l'installazione di questi laboratori e il relativo collaudo tecnologico se ancora si combatte con le facciate? Il rischio concreto è di avere i computer nelle scatole e i muri ancora umidi, o peggio, di dover restituire i fondi perché la rendicontazione dei laboratori è vincolata ai tempi del cantiere principale. Continuare a parlare di "comunità energetiche" e "auditorium di rilievo" mentre i ragazzi di Marina restano stipati nei container del Campo dei Pini (un'operazione costata circa 2 milioni di euro) rischia di mettere a dura prova la pazienza dei cittadini. Se le scadenze del 26 marzo non fossero pienamente considerate o la complessità della rendicontazione venisse sottovalutata, Carrara rischia di trovarsi a gestire effetti concreti e non più rinviabili. Chiediamo a nome dei cittadini meno interviste rassicuranti e più cronoprogrammi realistici. Perché se si buca il collaudo, il rischio concreto è che, più che un'opera efficiente, si consegni alla città una pesante eredità economica. Il rischio è il "cerino corto". Se si buca la data della rendicontazione, il rischio è che il PNRR si trasformi da opportunità a debito fuori bilancio per le tasche dei cittadini di Carrara. Basare la narrazione pubblica su un ottimismo che non appare supportato dai dati tecnici mentre gli studenti sono ancora parcheggiati nei moduli del Campo dei Pini è un rischio che la città non può permettersi. Invece di rassicurarci sulle finiture del primo piano, i tecnici e l'Amministrazione comunale farebbero bene a spiegarci, cronoprogramma alla mano, come intendono gestire le potenziali criticità economiche e didattiche. Perché di comunicazioni contraddittorie su questa ricostruzione se ne sono già sentite troppe; ora servono i fatti, o il collaudo rischia di restare un sogno di mezza estate".