Prosegue l’impegno sul territorio per il monitoraggio e il contenimento della Peste Suina Africana (PSA), la malattia virale che colpisce suini selvatici e domestici. Dal novembre scorso, periodicamente, si svolgono riunioni operative, coordinate dal Commissario Nazionale Straordinario per la Peste Suina Africana, finalizzate a fare il punto sulla situazione epidemiologica e rafforzare il coordinamento delle azioni e dei protocolli posti in essere per il contenimento della diffusione del virus tra i cinghiali, in modo da ridurre anche le possibilità di contagio per gli allevamenti di maiali.Tra le azioni prioritarie individuate riveste un ruolo centrale la ricerca attiva sul territorio di carcasse o resti di cinghiale, che vengono raccolti e conferiti all’Azienda USL territorialmente competente e, tramite questa, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Firenze per le analisi di laboratorio. L’obiettivo è duplice: da un lato monitorare l’eventuale presenza dell’infezione, dall’altro contribuire a limitarne la diffusione attraverso la rimozione dei reperti rinvenuti.Fino a pochi mesi fa, nell’area del Parco delle Alpi Apuane la ricerca attiva è stata svolta lungo transetti di monitoraggio, percorsi a piedi dai Guardiaparco e da tecnici faunistici incaricati. Grazie all’intervento del Commissario Straordinario alla PSA, a partire dal novembre 2025 è stato possibile effettuare le uscite sul territorio avvalendosi dell’ausilio di cani molecolari, certificati da ENCI, specificatamente addestrati e guidati dai rispettivi conduttori e in grado di percepire anche le più piccole tracce di presenza di cinghiali morti.L’utilizzo dei cani aumenta in maniera esponenziale le probabilità di ritrovamento di resti di cinghiale e consente di esplorare i settori in maniera molto più ampia. Le attività di ricerca attiva sono organizzate e coordinate, in Provincia di Lucca, dall’ATC Lucca 12 e, all’interno del Parco, prevedono la collaborazione col Comando Guardiaparco e la calendarizzazione di uscite periodiche in diversi settori dell’area protetta a supporto dei conduttori.La prima uscita con cane si è svolta lo scorso 19 novembre in settori ubicati alle pendici del M. Pisanino ed è proseguita con cadenza settimanale, permettendo di controllare 13 diverse zone dell’area Parco, fino ad oggi. Il monitoraggio è in corso e proseguirà per tutto il 2026, sulla base delle indicazioni del Commissario Straordinario alla PSA.
Peste Suina Africana: i Guardiaparco impegnati nelle ricerche attive di carcasse di cinghiale nel Parco delle Alpi Apuane
Scritto da Redazione
Cronaca
23 Gennaio 2026
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