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Scritto da Redazione
Cronaca
28 Aprile 2026

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Con la liberazione di un frosone e 5 storni all’interno della Riserva Naturale Statale di Montefalcone  Pisa, si è conclusa l’operazione “Kevin” di contrasto al fenomeno del bracconaggio di uccelli selvatici che ha visto impegnati i carabinieri del comparto forestale della Provincia di Massa Carrara. I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Massa-Carrara, con il supporto del personale dei Nuclei CC Forestale di Massa, Fivizzano e Pontremoli, hanno eseguito dei controlli in varie località della provincia di Massa Carrara finalizzati all’antibracconaggio e, in particolare, all’accertamento di attività di uccellagione.Questa pratica consiste nella cattura di avifauna selvatica tramite l’utilizzo di reti a maglia fine, lunghe anche diversi metri, che vengono tese verticalmente su terreni aperti nei periodi di passo degli uccelli migratori. Gli animali vengono attirati verso le reti grazie alla presenza, nelle vicinanze, di gabbie nelle quali vengono collocati uccelli delle stesse specie che fungono da richiami vivi, oppure di apparecchi elettronici - il cui utilizzo è vietato - che riproducono il verso dell’uccello da attirare. È inoltre possibile che anche altri uccelli rimangano intrappolati nelle maglie delle reti, le quali quindi costituiscono un mezzo di caccia non selettivo e che oltretutto provoca gravi sofferenze agli animali catturati. Gli animali infatti possono provocarsi fratture alle zampe o alle ali nel tentativo di liberarsi o possono morire di fame se non liberati in tempi brevi. Gli uccelli che sopravvivono vengono poi generalmente inanellati in maniera fraudolenta e venduti come richiami vivi ad altri cacciatori, alimentando così il traffico illecito di uccelli da richiamo, oppure utilizzati per autoconsumo o venduti per finalità alimentari. Nel corso delle operazioni svolte dai Carabinieri Forestali sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 4 cittadini, i primi due, entrambi massesi di cui di 49 e 52 anni, sono stati trovati in possesso di numerosi esemplari di uccelli detenuti illecitamente appartenenti a ben 16 specie diverse, delle quali 6 protette dalla Convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica  e degli habitat naturali (Frosone, Cardellino, Lucherino, Pettirosso, Verdone e Zigolo Nero) e una (Usignolo del Giappone) tutelata dalla Convenzione internazionale di Washington sulle specie in via d’estinzione. Otto degli uccelli rinvenuti erano dotati di anelli identificativi visibilmente manomessi, mentre altri 226 esemplari erano sprovvisti di anello. Si è inoltre accertato che gli indagati possedevano strumenti atti a contraffare gli anelli, reti da uccellagione o trappole a scatto e richiami elettronici.Gli indagati sono stati denunciati a piede libero per il reato di “contraffazione di altri pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e uso di tali strumenti o sigilli contraffatti” (art. 468 del Codice Penale), “uccellagione” (art. 30, co. 1 lett. e) della legge n.157/1992 sulla protezione della fauna omeoterma e il prelievo venatorio), “utilizzo di richiami acustici vietati per la caccia” e “detenzione di uccelli appartenenti a specie particolarmente protette” sempre ai sensi della legge sulla caccia.Il terzo indagato, un uomo di 74 anni residente anch’esso nel centro di Massa, è stato trovato in possesso di una rete da uccellagione di 6 metri di lunghezza tesa in una superficie boscata e di un esemplare di Usignolo del Giappone utilizzato illecitamente come richiamo vivo.Il quarto bracconiere, anch’esso di 74 anni, è stato colto in possesso di una rete da uccellagione lunga circa 10 metri e alta 3 nelle pertinenze della sua abitazione di Filattiera (MS) nonché di 3 gabbie-trappola per la cattura di piccoli e medi mammiferi. Nella sua proprietà, oltre alla rete tesa e pronta a catturare gli uccelli, sono stati rinvenuti 2 esemplari di tordo bottaccio, 2 usignoli del Giappone, un cardellino ed un fringuello, tutti catturati illecitamente.Le reti, i richiami acustici e gli strumenti per contraffare gli anelli sono stati sottoposti a sequestro penale insieme a tutti gli esemplari di avifauna selvatica. Gli uccelli privi di anello appartenenti a specie autoctone, previa valutazione favorevole del veterinario Asl, sono stati immediatamente liberati, mentre quelli dotati di anelli manomessi insieme agli esemplari di Usignolo del Giappone (specie esotica) sono stati trasferiti presso il Centro Territoriale Animali Sequestrati e Confiscati del Reparto Carabinieri Biodiversità di Lucca situato nella Riserva Naturale di Montefalcone (PI).   Kevin di Glendalough, monaco irlandese del VI secolo è il protagonista di una antica leggenda la quale racconta che mentre il futuro santo si trovava assorto in preghiera con le braccia aperte, una coppia di merli nidificò nella sua mano. Il santo, per non disturbare la cova, rimase per tutta la Quaresima nella stessa scomoda posizione fino al giorno di Pasqua, quando le uova dei turdidi si schiusero.

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