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Scritto da Redazione
Cronaca
25 Maggio 2026

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Sviluppo Toscana è una società interamente partecipata dalla Regione Toscana che ha la sede nell'edificio della ex Dalmine, alla zona industriale tra Massa e Carrara, nella quale lavorano 15 dipendenti. Eppure al suo interno si consumano, da mesi, comportamenti nei confronti dei lavoratori e del sindacato che sarebbero inaccettabili in qualsiasi contesto produttivo privato. Il fatto che ciò avvenga in una realtà della pubblica amministrazione di una Regione storicamente all’avanguardia nella tutela dei diritti dei lavoratori rende la situazione ancora più grave e contraddittoria. A quasi due anni dalla firma del nuovo CCNL (giugno 2024), l'azienda non ha ancora aperto una vera trattativa di secondo livello. Ha ridotto il monte permessi — applicando subito i tagli — senza riconoscere ai lavoratori la flessibilità che il contratto stesso prevedeva come contropartita. Ad aprile 2026, dopo mesi di negoziato, ha improvvisamente ripresentato una proposta peggiorativa e inaccettabile rispetto alle bozze concordate. E ha scelto di interrompere, senza alcun confronto sindacale, la prassi consolidata di riconoscere le festività cadenti di sabato — colpendo i lavoratori proprio nel giorno del 25 aprile. Particolarmente grave è anche la prassi aziendale secondo cui, in caso di sciopero, i dipendenti perderebbero non solo la retribuzione della giornata ma anche ferie e permessi maturati. Un meccanismo punitivo e intimidatorio nei confronti di chi esercita un diritto costituzionalmente garantito: uno strumento che non ci si aspetterebbe di trovare in una società pubblica toscana. FISAC CGIL e FIRST CISL chiedono alla Regione Toscana di intervenire come azionista responsabile: imponga a Sviluppo Toscana di aprire immediatamente la contrattazione integrativa, di revocare le misure punitive sullo sciopero e di ripristinare sia l’uso aziendale di pagare le festività ricadenti di sabato che un clima di corrette relazioni industriali. Il silenzio della Regione è anch'esso una scelta politica. 

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