Arriva dalle associazioni Circolo SpazioAlber1ca, Redazione EcoApuano , Comitato Si-Resiste, Associazione per i Diritti dei Cittadini - ADIC Toscana APS, Comitato Primo Soccorso e Urgenza Carrara, Maria Mattei (Consigliera Comunale, indipendente) una riflessione importante sul drammatico evento dell'incidente alla Farmoplant e sulla gestione di quel disastro ambientale: "L’amministrazione comunale di Carrara conclude il 25 gennaio, con una sezione dedicata ai movimenti ambientalisti, la mostra inaugurata l’11 ottobre al Mudac, con l’intenzione di ricordare in modo “artistico” il famigerato incidente alla Farmoplant che fu all’origine della catastrofe ambientale di cui la città e noi tutti/e portiamo addosso le conseguenze in termini di inquinamento e rischi patogeni. Non sarà certamente un caso che siamo una provincia ad altissima incidenza tumorale, come riportato dalle ultime indagini scientifiche (Progetto Sentieri 2023). L’iniziativa non servirà però ad assolvere le amministrazioni comunali e i partiti che da sempre governano questa sfortunata provincia. La cosa certa è che l’attuale maggioranza amministrativa di Carrara è l’erede diretta di quelle coalizioni che a quel tempo, prima negarono la pericolosità della Farmoplant contro ogni evidenza e poi, di fronte alla realtà, non si arresero e pretesero di inserire nel referendum voluto dalla popolazione il quesito B che, nelle intenzioni dei proponenti, avrebbe risolto la contraddizione tra lavoro e salute. E invece vinse il quesito che chiedeva la chiusura tout court della fabbrica della morte! Non contenti, PCI DC PSI PSDI E SINDACATI (TUTTI) fecero buon viso a cattivo gioco e se la rigirarono a modo loro fino a che l’azienda non chiuse i battenti ESCLUSIVAMENTE PER LO SCOPPIO, non certo per volontà politica o sensibilità ambientale delle coalizioni che amministravano Massa Carrara. La collusione delle amministrazioni al governo di Massa e Carrara con la direzione Enichem risultò evidente e, cosa non secondaria, con la complicità di tutte le organizzazioni sindacali che contribuirono a mantenere acceso il conflitto tra occupazione e salute. Tutto questo fu ben documentato in una mostra che il CircoloSpazioAlberica espose tempo fa presso l’ex Ospedale San Giacomo presentata dal prof. Palagi, direttore di Eco Apuano, già esponente di spicco dell’Assemblea Permanente, con dovizia di particolari e documentazione comprovante tali connivenze. La popolazione di Massa e Carrara che protestava a quel tempo, rappresentata in primis da quella Assemblea Permanente che oggi viene strumentalmente ricordata, fu oggetto non solo di aspre critiche da parte di tutti i partiti del cosiddetto “arco parlamentare” ma anche da parte delle organizzazioni sindacali che arrivarono financo alla contrapposizione fisica con i movimenti ambientalisti. Per fortuna le due città e le popolazioni si strinsero intorno all’ Assemblea Permanente, di cui il professor Marcello Palagi fu promotore e indiscusso coordinatore, e che in occasione della mostra del Comune è uscito pubblicamente per denunciare la strumentalizzazione di cui è stato oggetto. E il tutto si svolge in un momento in cui, tra l’altro, l’amministrazione comunale proprio ad Avenza intende costruire case popolari in un terreno del Murlungo, quartiere della città adiacente all’ex zona industriale, che porta in sé i residui velenosi di quel disastro (altrimenti la regione non avrebbe rilasciato i permessi per la costruzione degli alloggi ERP con la clausola a “patto che non si scavi nella faglia”). E in un periodo in cui, quasi ogni giorno, tornano alla ribalta le cifre che contraddistinguono le nostre città (Carrara in primis) tra quelle a più alta incidenza tumorale. L’ultimo riferimento all’alta incidenza dei tumori respiratori e dei melanomi in città, conferma i rischi derivati e, cosa ancor più grave, viene confermata la linea politica della regione a guida centrosinistra verso la privatizzazione crescente della sanità, specie in ambito preventivo. Esattamente come allora, gli epigoni di quella “classe politica” non ammettono il pericolo e fanno di tutto per tirare avanti senza sentire la popolazione e i pareri tecnici contrari. Come dire; il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il dramma della Farmoplant, con la nube nera del Mudac torna a rivivere nella memoria storica con i suoi contorni ancora più inquietanti a causa della vernice tossica con la quale l’amministrazione comunale tenta di coprire complicità e connivenze storiche e amministrative nel disastro ambientale causato dalla zona industriale Apuana".
Una nube nera sul comune di Carrara: le lunghe ombre del caso Farmoplant
Scritto da Redazione
Cronaca
22 Gennaio 2026
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