Ua barriera modulare, sommersa, composta da polvere del vicino marmo di Carrara, per proteggere e ripopolare virtuosamente la costa compresa tra Viareggio e il fiume Magra. È l’essenza di Systemic Reef, progetto di tesi sviluppato all’Istituto Europeo di Design di Milano e in mostra a Eindhoven fino al 25 ottobre per la Dutch Design Week. La tesi rientra tra le otto idee IED che compongono The Word for Border is Water, esposizione parte della più ampia mostra Class of 26, dedicata alle migliori scuole olandesi e internazionali. Il progetto del trentaduenne Michele Martelloni, nato a Pietrasanta, cresciuto a Carrara e specializzatosi lo scorso luglio in IED Milano (Biennio in Product Design) si colloca all’incrocio tra conoscenza del territorio, ricerca sui materiali e urgenza ecologica. È noto, infatti, come la costa delle Alpi Apuane sia segnata da crisi interconnesse quali erosione, perdita di habitat, pressione turistica e frammentazione infrastrutturale. Problemi che non possono essere risolti con interventi isolati.
IL SISTEMA
Systemic Reef propone appunto la creazione di una barriera reef modulare sommersa, capace di agire su più livelli contemporaneamente: dissipare l’energia delle onde, riequilibrare la morfologia costiera, favorire la colonizzazione biologica e generare onde adatte, ad esempio, al surf – di cui lo stesso autore è un appassionato sportivo - in specifiche condizioni meteorologiche e marine.
Porosa e adattabile, la barriera punta a lavorare con il mare anziché contro di esso. Il tetrapode viene assunto come punto di partenza e reinterpretato attraverso una geometria reticolare che trasforma la massa in habitat. Cavità, interstizi e superfici variabili aumentano sia le prestazioni idrodinamiche sia il potenziale ecologico. La polvere di marmo delle Alpi Apuane viene incorporata nella miscela come forma di riconnessione con il territorio, trasformando uno scarto in una risorsa strutturale ed ecologica.
L’ESPOSIZIONE A EINDHOVEN
La Dutch Design Week è una delle settimane del design più importanti al mondo. Dalla rigenerazione degli ecosistemi alla tutela delle persone che migrano attraverso il mare, fino a nuove forme di interazione con il suono e i dati meteorologici, gli otto progetti IED in mostra a Eindhoven esplorano l’acqua come ambiente vitale, confine e fonte di ispirazione. Oltre a Systemic Reef: LUVIA (Nicholas Ielpo, Giulia Romano, Lorenzo Russo e Mattia Vinzia, IED Milano) integra monitoraggio e processi biologici per la cura degli ecosistemi lacustri, partendo dal caso studio del Lago d’Orta. Rhythm (Giorgia Rosa Apuzzo, Samuele De Pasquale, Petra Doronzo e Federico Toffolatti, di IED Milano) propone un sistema modulare per il ripristino delle praterie di Posidonia, attraverso un sistema che ricostruisce le relazioni ecologiche tra la pianta oceanica, le ostriche e la fauna marina. Abyssea (Bilal Ahmed Shibl, Teodoro Fava Rossi, Pietro Ticozzi e Norbert Paggetti, IED Milano) facilita la segnalazione e il recupero dei dispositivi di aggregazione dei pesci (FAD), strutture galleggianti ancorate in profondità per la pesca, illegali per il rilascio di plastiche. MANTO (Alessio Gazzola, Riccardo Minute, Luca Sgarlato e Ginevra Sità, IED Milano) combina materiali compostabili e tecnologie di monitoraggio per proteggere il manto nevoso alpino, unendo alla copertura dei ghiacciai in alta quota lo snow farming, ovvero la conservazione della neve nelle aree di valle. Alla dimensione umanitaria guarda Más de 2.000 vidas (Ibaya Legorburu, Kunsthal Bilbao), una piattaforma galleggiante concepita come rifugio temporaneo per le persone in pericolo sulle rotte migratorie del Mediterraneo. Completano la selezione Timbre (Kimberly Cronin, IED Barcelona), un controller musicale tattile che trasforma la vibrazione dell’acqua in una forma tangibile, offrendo la possibilità di percepire in modo fisico ciò che normalmente rimane invisibile; e Vento (Carina Kalweit, IED Barcelona), un’interfaccia che traduce le previsioni meteorologiche in movimento fisico, rendendo i dati digitali parte dell’ambiente fisico: le informazioni possono essere così vissute in modo tangibile, mostrando il clima come un’interazione dinamica tra vento, temperatura e i diversi stati dell’acqua.









