CARRARA, 22 ottobre 2026 – Ci sono nomi che si continuano a pronunciare ogni giorno, senza conoscere più fino in fondo le storie che racchiudono. A Gragnana, da questa mattina, sette pannelli di toponomastica storica aiutano a ritrovarle, restituendo a luoghi e rioni il legame con le persone che li hanno abitati, con il lavoro e con la vita del paese. È il senso di “Gragnana – Luoghi, rioni e persone nella storia del paese”, il progetto promosso dalla Pro Loco con il sostegno del Comune di Carrara e di Nausicaa. L’inaugurazione ha registrato un’ottima partecipazione, riunendo cittadini, rappresentanti delle istituzioni e una scolaresca della scuola di Gragnana. Una mattinata che, dal ritrovo in piazza Cenderelli, si è trasformata in una passeggiata nella memoria, guidata da Marco Borghini, presidente della Pro Loco, che ha saputo coinvolgere adulti e bambini nel racconto delle vicende del borgo, dal suo passato medievale alle testimonianze di una storia ancora più antica. Per il Comune di Carrara erano presenti Carlo Orlandi, assessore alle Partecipate, e Gianmaria Nardi, assessore al Turismo e allo Sport; a rappresentare Nausicaa è intervenuta la consigliera di amministrazione Federica Pedrazzi. "Queste iniziative - ha ribadito Orlandi - rappresentano un momento di condivisione e di sinergia, mirate a valorizzare i territori e le loro radici, immerse nella cultura locale".
Nei loro interventi hanno valorizzato l’iniziativa e il lavoro delle persone che l’hanno resa possibile, riconoscendo l’importanza di conservare e rendere accessibile un patrimonio che appartiene all’intera comunità. Alla base dei pannelli c’è la ricerca storica curata da Borghini, che ha raccolto testi, fotografie e documenti per ricostruire il significato dei nomi e le trasformazioni dei luoghi. Un lavoro paziente che, grazie all’impegno della Pro Loco e alla collaborazione con Comune e Nausicaa, è diventato un percorso a disposizione di tutti, non soltanto per il giorno dell’inaugurazione. Le tappe restituiscono una storia fatta anche di gesti quotidiani. Via Crosa racconta il percorso che collegava le quattro porte del borgo, all’esterno delle mura; Capcauàd ricorda la sosta dei trasportatori e il passaggio dai cavalli ai muli, più adatti ad affrontare le mulattiere di montagna. Al Maganzìn, invece, riaffiorano la sorgente frequentata dalle lavandaie e la vicenda della Monica ("monaca", in dialetto), l’ostessa che utilizzava un piccolo magazzino vicino all’acqua per conservare gli alimenti e preparare lo stoccafisso. Nomi che tornano così a parlare di persone, commerci, fatiche e abitudini. La presenza dei bambini della scuola di Gragnana ha dato alla visita un significato particolare: conoscere la storia delle strade che si percorrono ogni giorno permette di guardarle con occhi diversi, avvicinando le nuove generazioni alle radici del paese. A dare voce a questa memoria è stata anche la poetessa Tonina Tessa Borghini, che ha accompagnato la mattinata con la lettura di alcune poesie nel dialetto di Gragnana. I suoi versi, presenti anche nel pannello dedicato a Limnatèra, sono parte del patrimonio raccolto dal progetto: accanto alle fotografie, alle mappe e ai documenti, custodiscono le parole con cui la comunità ha raccontato se stessa. La sua partecipazione ha così unito il percorso storico alla voce viva del paese, facendo incontrare, nello stesso racconto, chi conserva quei ricordi e chi comincia oggi a conoscerli. Per Nausicaa, la partecipazione all’iniziativa si inserisce nell’impegno portato avanti su mandato del Comune per la valorizzazione del territorio e delle comunità. Un percorso condiviso con le Pro Loco, già partner nelle attività di prevenzione e promozione della salute, che trova nella tutela della storia locale un ulteriore ambito di collaborazione. Il racconto prosegue anche online, nella pagina “Gragnana e la sua storia” sul sito Nausicaa, dove una mappa interattiva accompagna alla scoperta dei sette luoghi attraverso testi, fotografie e documenti. Terminata l’inaugurazione, i pannelli restano tra le case e lungo le strade del paese, a disposizione di chi ci vive e di chi arriva per conoscerlo. È questo il risultato più duraturo della mattinata: fare in modo che un nome non diventi una parola vuota e che le storie di chi è venuto prima possano essere conosciute anche da chi crescerà qui domani.