L’acronimo C.O.M. (City Open Museum), con cui si sintetizza il progetto di arte diffusa, transmediale, multimodale e interattiva promosso dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, conferma la vocazione dell’arte e del patrimonio culturale a trasformarsi in uno spazio aperto e condiviso. C.O.M. si configura come un museo a cielo aperto, un luogo mentale che supera i confini tradizionali della distribuzione geografica dell’arte tra città, piazze e paesaggi, ridefinendo le modalità di fruizione e partecipazione. Da questa visione prende forma un sistema di relazioni fondato su comunità artistiche interconnesse, strutturate secondo cerchi concentrici: Accademie, Conservatori e Università dialogano tra loro generando una costellazione temporanea di esperienze e pratiche. Ogni contesto mantiene la propria identità culturale, contribuendo a una totalità dinamica che rinnova la funzione dell’arte come spazio condiviso e contemporaneo.All’interno di questo quadro si inserisce la terza edizione di IMPRINT – International Multidisciplinary Printmaking and Techniques, intitolata “Tipografia: micro e macro”, in programma il 6 maggio 2026. Il progetto di ricerca curato di Miriana Pino Docente del corso Editoria d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, si sviluppa attraverso conferenze, workshop e mostre, affrontando il ruolo della tipografia nell’arte contemporanea e nella progettazione visiva.
L’edizione 2026 approfondisce la tipografia come struttura fondamentale del linguaggio visivo, indagando due dimensioni complementari: quella micro, legata al segno, al carattere, al piombo e alla matrice; e quella macro, che riguarda la composizione, la pagina e lo spazio visivo. Il progetto si inserisce in un percorso avviato nel 2024 con un focus sull’editoria d’arte e proseguito nel 2025 con una riflessione sulla conservazione della cultura, ampliando progressivamente la rete di collaborazioni internazionali.
Quest’anno IMPRINT consolida il proprio respiro globale grazie alla collaborazione con la University of the Arts London e al rafforzamento dei legami con centri di eccellenza nel campo della stampa d’arte. Quattro studenti della Scuola di Grafica – Andrea Spezia, Lara Lubrano, Stefania Natolo e Roberta Stevanin – hanno ottenuto borse di studio per una residenza artistica presso l’Art Print Residence in Catalogna, portando l’esperienza carrarese in un contesto internazionale di alto profilo.
Il programma del 6 maggio prevede alle ore 10.00, presso la Biblioteca dell’Accademia, il
Prof. Umberto Giovannini (University of the Arts London) terrà la conferenza “Printmaking Tales: Digital vs Analogue”, dedicata all’evoluzione dei caratteri mobili e al rapporto tra segno, immagine e tecnologie contemporanee. Alle ore 15:30, seguirà un workshoplaboratorio sulla composizione manuale e la stampa tipografica, realizzato in collaborazione con il laboratorio Opificio della Rosa. La giornata sarà accompagnata da un’esposizione che intreccia ricerca storica d’archivio e pratiche contemporanee internazionali.
IMPRINT 2026 si propone di riattivare il dialogo tra tradizione e innovazione, restituendo centralità alla dimensione materiale della tipografia. Comporre con il carattere mobile significa confrontarsi con il peso della materia e con il valore dello spazio: il bianco tipografico diventa elemento attivo, il silenzio assume lo stesso ruolo della parola. In un’epoca dominata dall’immaterialità digitale, la stampa a piombo recupera una dimensione tattile e processuale, fondata sull’imperfezione intenzionale e sulla presenza fisica del segno. Il carattere mobile, da strumento seriale, si trasforma così in oggetto unico, capace di generare un’esperienza sensibile. La pressione sulla carta, il segno inciso, il ritmo della composizione manuale ridefiniscono il rapporto tra progettazione e percezione. La tipografia diventa una scuola di pensiero: insegna la gerarchia, impone lentezza, richiede consapevolezza. Celebrare oggi la tipografia significa riconoscere una continuità tra passato e presente: ogni elemento visivo contemporaneo porta con sé una stratificazione di gesti, tecniche e intuizioni. La sfida attuale non è soltanto preservare questa eredità, ma reinterpretarla, mantenendo viva la relazione tra materia e immagine, tra tradizione e innovazione.
In questo contesto, il progetto City Open Museum e IMPRINT 2026 si configurano come dispositivi culturali capaci di attivare nuove comunità e nuovi spazi di confronto, riaffermando il ruolo dell’arte come pratica condivisa e in continua trasformazione.
MARTEDI 6 MAGGIO 2026 | Biblioteca Accademia di Belle Arti:
ore 10.00
Printmaking Tales: Digital vs Analogue Prof. Umberto Giovannini (University of the Arts London). ore 15:30
workshop-laboratorio sulla composizione manuale e la stampa tipografica, in collaborazione con il laboratorio Opificio della Rosa.
Mostra tra ricerca storica d’archivio e pratiche contemporanee internazionali www.cityopenmuseum.com









