MARINA DI MASSA, 24 ottobre 2026 – Un folto pubblico ha partecipato ieri pomeriggio, nella suggestiva cornice di Villa Cuturi a Marina di Massa, alla presentazione del libro Il pozzo di Miriam, pubblicato da Lindau e scritto da Daniela Santus, docente di Geografia culturale all'Università di Torino, studiosa di geografia della religione, ambiente e sostenibilità e collaboratrice del quotidiano Il Foglio, per il quale si occupa in particolare di geopolitica e Medio Oriente.L'autrice, che affianca all'attività accademica una significativa produzione scientifica e giornalistica, è stata ospite dell'iniziativa promossa dall'Associazione Apuana Amici Italia-Israele, attiva nei territori della Spezia, Massa-Carrara, Lucca e Versilia. L'incontro si è trasformato in un'importante occasione di approfondimento culturale e confronto, grazie all'interesse suscitato dal romanzo e alla partecipazione attiva dei presenti, che hanno rivolto all'autrice numerose domande, dando vita a un dialogo vivace e articolato.
A condurre la conversazione con Daniela Santus è stata la professoressa Elisabetta Alberti, che ha accompagnato il pubblico nell'analisi dei principali temi dell'opera, soffermandosi sulle caratteristiche del romanzo distopico e sulle riflessioni che la narrazione offre al lettore. Un confronto che ha permesso di esplorare i diversi livelli di lettura del libro, stimolando curiosità e approfondimenti anche attraverso gli interventi dei partecipanti.Presente all'iniziativa il sindaco di Massa, avvocato Francesco Persiani, che ha portato i saluti della città ed è intervenuto con un appello contro il rinascere dell'antisemitismo. Ha partecipato anche il vicesindaco Andrea Cella. La loro presenza ha sottolineato il significato civile di un appuntamento che, attraverso la letteratura, ha offerto l'occasione per riflettere sui temi dell'odio, della discriminazione e della necessità di difendere una cultura del rispetto e della convivenza. Nel corso dell'incontro, il presidente dell'Associazione Apuana Amici Italia-Israele, Adelindo Frulletti, ha ribadito la volontà di proseguire nell'organizzazione di iniziative capaci di offrire strumenti di conoscenza e occasioni di riflessione, soprattutto in una fase storica complessa, nella quale il dibattito pubblico è spesso condizionato da narrazioni parziali, informazioni distorte e ricostruzioni che rischiano di trascurare fatti documentati e verità storiche. Frulletti ha sottolineato l'importanza di non rinunciare mai alla verifica dei fatti, allo studio della storia e alla capacità di affrontare anche gli argomenti più delicati con spirito critico e disponibilità all'ascolto. «La nostra associazione continuerà a promuovere il confronto e il dialogo, perché crediamo che la conoscenza sia l'unica vera alternativa alla contrapposizione ideologica. Non vogliamo una comunità divisa in tifoserie contrapposte, nelle quali si finisce per sostenere una posizione senza conoscere i fatti e senza interrogarsi sulla complessità della storia. Vogliamo invece cittadini informati, capaci di ragionare, approfondire e confrontarsi nel rispetto delle opinioni, senza rinunciare alla verità storica e all'oggettività dei riscontri», è il senso del messaggio ribadito dal presidente. L'obiettivo, ha evidenziato Frulletti, è continuare a creare occasioni pubbliche nelle quali la cultura, la letteratura e l'approfondimento possano contribuire a contrastare pregiudizi, semplificazioni e ogni forma di antisemitismo, favorendo una maggiore consapevolezza nella società.
L'Associazione Apuana Amici Italia-Israele ha espresso soddisfazione per la partecipazione registrata a Villa Cuturi, ringraziando Daniela Santus per la disponibilità e il contributo offerto al pubblico, la professoressa Elisabetta Alberti per la qualità del dialogo, il sindaco Francesco Persiani e il vicesindaco Andrea Cella per la loro presenza, oltre a tutti i cittadini intervenuti. La giornata di Marina di Massa ha confermato il valore di iniziative che uniscono cultura e impegno civile, offrendo occasioni di incontro nelle quali la conoscenza, il dialogo e la memoria storica possano rappresentare un argine alle divisioni e ai pregiudizi.








