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Scritto da Redazione
Cultura
26 Febbraio 2026

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Fornese figlio di generazioni di pastori, Rolando Alberti non ha mai smesso di praticare sui ruvidi pendii delle Apuane quel mestiere antico ed ancestrale, tutto fatica, sacrifici e solitudine, di pastore. Forse, proprio per queste difficili condizioni dell’esistere e per una sua innata sensibilità umana prim’ancora che linguistica, Rolando inizia a dedicarsi alla poesia sin dalla giovanissima età.Sostanzialmente autodidatta, scoperto inizialmente da una sua insegnante, Rolando nel suo “camminare” per i tanto amati monti delle Apuane si è andato sempre più abbandonando al lirismo di composizioni poetiche intrise di introspezione, di interrogativi universali sul senso della vita, di rapporto quasi fisico con la natura circostante, di narrazioni, memoria e fantasmi ancestrali. Visioni, immagini, suoni e persino profumi trasudano dai suoi versi stupefacenti. Turbinio di forti emozioni scolpite senza intellettualismi o concessioni retoriche.Pastore poeta bisognerebbe battezzarlo, non sapendo se i sostantivi siano nell’ordine giusto. Portatore sano di memorie, sue e familiari, degli alpeggi della valle degli Alberghi o della valle marmifera di Renara. Custode di capre e di conoscenza, testimone di remote bellezze e sentinella delle Apuane scarnificate. Uomo di tempi interiori, sloggiato dal tempo attuale di queste montagne dove affondano profonde le sue radici. In una terra con pretese di capitale della cultura, un patrimonio di umanità e cultura abbandonato.

A dodici anni dalla pubblicazione della sua opera prima “L’estremamente magico”, Rolando Alberti, con la sua nuova raccolta di poesie, ridisegna e da voce a profili di vette, a suoni e odori dei boschi, ai rumori di pioggia e di vento, agli infiniti silenzi, avventurandosi per i sentieri delle nostalgie dove il contingente quotidiano si trasfigura in spiritualità.Nella prefazione al libro, il suo amico e mentore Enrico Medda scrive: “L’individuo Rolando si sente parte di un grande organismo cosmico che comprende tanto gli elementi naturali che dominano il paesaggio delle sue montagne […] quanto l’immensa folla delle presenze umane che nel tempo hanno popolato quei luoghi e lasciato segni più o meno evidenti del loro passaggio […] A questi compagni e predecessori […] Rolando sente di dover ridare voce, almeno per il tempo della sua vita terrena.

Venerdì 27 febbraio alle ore 18:00, il CAI di Massa Sezione “Elso Biagi”, in collaborazione con l’Associazione “Alberto Benetti APS” ed il Circolo ARCI 31 Settembre di Massa, ha in programma la presentazione del libro di poesie “Voci di vento e di silenzi” di Rolando Alberti (Edizioni La Vita Felice). Dialoga con l’autore Giacomo Corsetti, giornalista. Gaetano Vacca leggerà alcune poesie tratte dal libro. L’evento avrà luogo presso la sede del CAI di Massa in Via della Posta 8 a Canevara.

La scelta del CAI di Massa quale sede per la presentazione del libro del pastore poeta Rolando Alberti non è casuale. Il CAI, infatti, ha sempre denunciato i rischi derivanti dal progressivo abbandono della pastorizia in montagna. Come sottolineato nel portale del CAI “Lo Scarpone”, gli spazi erbosi montani sono archivi viventi di biodiversità e cultura. Questi ecosistemi, non sono solo luoghi di produzione e tradizione, ma serbatoi di biodiversità e di servizi ecologici fondamentali: regolano il ciclo dell’acqua, limitano l’erosione e offrono habitat a numerose specie vegetali e animali. La sfida oggi è mantenere vivo questo equilibrio fragile, dove biodiversità e tradizione convivono. La permanenza sulle Apuane della pastorizia e di figure come quella di Rolando Alberti, oltre a dare lustro a questo territorio sul piano culturale, dovrebbe convertirsi in impegno istituzionale e collettivo per favorire lavoro e sviluppo economico sostenibile e per contribuire a dare piena applicazione all’articolo 9 della Costituzione.Un incontro con la poesia per provare emozioni tra luoghi, paesaggi, ricordi e introspezione.

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