C'è un momento, nella vita di ognuno, in cui il destino sceglie per noi una strada diversa da quella che avevamo immaginato. È da questo bivio che nasce "Volevo solo cantare. La storia di Emilio Errigo. L'ascesa di un giovane calabrese al cuore dello Stato", il libro firmato da Antonio Errigo e pubblicato da Media&Books, che sta commuovendo lettori di ogni età e diventando, in questa estate 2026, una delle letture più consigliate a chi ha ancora un sogno da inseguire.
𝐔𝐧 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐢𝐠𝐢𝐚, 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐞
Emilio Errigo nasce nel 1957 a San Gregorio, sulla costa reggina, in una famiglia numerosa dove cresce coltivando fin da bambino la passione per la musica. Non un hobby qualunque: un vero talento, riconosciuto da premi e successi artistici, tanto da fargli intravedere un futuro da cantautore. Poi la vita, come spesso accade, ha altri piani. Quella voce che sembrava destinata al palco trova invece la sua strada nella Guardia di Finanza, dove Errigo costruisce una carriera lunga oltre quarant'anni, fino al grado di Generale di Brigata, tra decorazioni, incarichi di crescente responsabilità e un impegno costante anche nella formazione universitaria.
Dopo il pensionamento, il Generale non si ferma: diventa Commissario dell'Autorità Portuale della Sicilia Orientale, poi Commissario Straordinario dell'ARPACAL e, infine, Commissario di Governo per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Crotone-Cassano-Cerchiara, un incarico delicatissimo che lo riporta, dopo decenni, nella sua Calabria. Un ritorno alle radici che il Generale stesso ha descritto come un cerchio che si chiude: la sensazione che il destino, dopo tanti anni lontano, avesse tracciato per lui un percorso circolare fino a riportarlo a casa.
𝐔𝐧 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐢, 𝐭𝐫𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨
Ciò che rende "Volevo solo cantare" un'opera speciale non è solo la storia che racconta, ma il modo in cui è nata: non un'autobiografia tradizionale, bensì un dialogo intimo tra un padre e un figlio che insieme provano a ricostruire non solo i fatti di una vita, ma il loro significato più profondo. Antonio Errigo, laureato in giurisprudenza a indirizzo internazionale, con un percorso professionale tra Italia e Stati Uniti e oggi Vicedirettore Generale di ALIS, raccoglie la voce e la memoria del padre e la trasforma in un racconto che intreccia dimensione personale e storia del Paese.
Nelle pagine del libro sfilano volti che hanno segnato la storia italiana: Giovanni Falcone, Antonino Caponnetto, Nicola Gratteri, Francesco Cossiga, Franco Zeffirelli, Roberto Saviano. Non comparse, ma testimonianze di un'Italia che ha resistito anche quando tutto sembrava sul punto di crollare. Il Generale Errigo, hanno scritto in molti, non è un eroe da copertina: è un uomo dello Stato che non ha mai smesso di essere, nel profondo, un uomo della sua terra.
𝐋𝐞 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨
Il messaggio che attraversa tutto il libro è tanto semplice quanto potente: le origini non condannano nessuno, il talento va coltivato e il sacrificio può aprire porte che sembravano irraggiungibili. È un racconto di scelte, cadute e rinascite, capace di parlare a chiunque — soprattutto ai più giovani — abbia un sogno da difendere e ostacoli da superare.
Lo stesso Generale Errigo ha spiegato la genesi del libro con parole semplici e dirette: il desiderio di raccontare come un ragazzo calabrese che voleva solo cantare si sia poi ritrovato a servire lo Stato nei momenti e nei luoghi più difficili. Per lui la Calabria è sempre stata una radice, e la legalità non un'astrazione, ma una scelta quotidiana che si compie anche quando nessuno guarda.
𝐋'𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚
Il volume, 272 pagine edite da Media&Books, ha debuttato ufficialmente il 13 giugno 2026 a Reggio Calabria, nella Sala Perri di Palazzo Corrado Alvaro, davanti a numerose autorità del mondo giudiziario, militare e politico — un'accoglienza che testimonia il riconoscimento trasversale guadagnato dal Generale in decenni di servizio.
Nelle settimane successive il libro è stato segnalato dall'Università delle Generazioni come lettura ideale per l'estate, in particolare per i giovani, per gli insegnamenti che offre sul lavoro, sulla carriera e sulla vita. I commentatori hanno sottolineato come il valore aggiunto dell'opera non stia solo nella storia esistenziale e professionale del protagonista — già di per sé sorprendente, quasi cinematografica — ma anche nel suo essere un vero e proprio fatto generazionale: un figlio che intervista il padre, ormai 68enne e ritirato a vita privata, restituendo un esempio prezioso per le nuove generazioni.
𝐔𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨, 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨
"Volevo solo cantare" non è, in fondo, soltanto la storia di un uomo. È la prova, per chi lo legge, che anche la propria storia può cambiare. È un libro che parla di radici e di scelte, di una voce che non ha mai smesso di cantare, anche quando lo ha fatto in un'altra forma: quella del servizio, della legalità, della responsabilità verso gli altri. Ed è forse proprio questo il motivo per cui, quest'estate, così tanti lettori — tra spiagge, ombrelloni e valigie — stanno scegliendo di portarlo con sé.
"Volevo solo cantare. La storia di Emilio Errigo. L'ascesa di un giovane calabrese al cuore dello Stato" (Antonio Errigo, Media&Books, 272 pp.) è disponibile in libreria, su Amazon e in tutti gli store online.
"Volevo solo cantare": la storia di un uomo che voleva solo cantare e si è ritrovato a servire lo Stato
Scritto da Carmen Federico
Cultura
06 Agosto 2026
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