"Quello che sta emergendo sul futuro del commercio e dei negozi di vicinato deve essere uno spunto di riflessione anche per Massa. Il commercio non è semplicemente una questione di vetrine, insegne o singole attività che aprono e chiudono. È parte integrante della qualità urbana, della sicurezza, della vivibilità e dell'identità di una città. Per questo credo che anche a Massa sia arrivato il momento di costruire una vera cabina di regia sul commercio e sullo sviluppo urbano, nella quale siedano amministrazione comunale, associazioni di categoria, operatori economici, professionisti e tutti quei soggetti che hanno una responsabilità concreta nella trasformazione della città. Una cabina di regia che sappia leggere i cambiamenti, analizzare i flussi, capire dove si spostano le persone, quali attività mancano, quali servizi servono ai quartieri e come rendere nuovamente attrattivi il centro storico e le altre aree commerciali della città. Consapevoli del fatto che incentivi o finanziamenti a pioggia siano non solo difficilmente sostenibili dall'apparato pubblico, ma anche inefficaci se non guidati da una visione d'insieme. Perché oggi il problema non è soltanto quanti negozi abbiamo, ma soprattutto che città vogliamo costruire nei prossimi dieci o venti e trent'anni. E qui si apre un'altra riflessione, che considero fondamentale. Le varianti urbanistiche anticipatorie, prese singolarmente e senza una visione d'insieme, difficilmente possono rappresentare una vera politica di crescita e di sviluppo omogeneo del territorio. Una città non cresce perché si modifica, una alla volta, la destinazione di singole aree. Cresce quando quelle trasformazioni sono inserite dentro un progetto complessivo che mette in relazione centro e periferie, commercio, residenza, servizi, mobilità, turismo, parcheggi, cultura e qualità dello spazio pubblico. Il rischio, altrimenti, è quello di anticipare le trasformazioni senza governarle, creando nuovi poli di attrazione mentre altri pezzi della città si impoveriscono. E questo vale ancora di più per il commercio. Se spostiamo continuamente i flussi senza chiederci cosa succederà al centro, ai quartieri e alle attività di vicinato, rischiamo di intervenire sull'urbanistica senza intervenire davvero sul futuro della città. Massa ha bisogno di sviluppo, certamente. Ma sviluppo non significa semplicemente consumare nuovo territorio o aggiungere nuove superfici commerciali. Significa creare condizioni perché gli investimenti producano valore per l'intera comunità e non soltanto per singole aree. Per questo penso che dobbiamo avere il coraggio di sederci tutti intorno a un tavolo e costruire una strategia commerciale e urbana per Massa, con obiettivi chiari, dati alla mano e una prospettiva almeno decennale. Difendere il negozio di vicinato non significa difendere il passato. Significa difendere una parte importante del futuro della città. E Confcommercio è pronta a fare la propria parte".









