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Scritto da Mattia Cardellini
Fivizzano
09 Luglio 2026

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Ci sono legami che il tempo non scalfisce, capaci di ridefinire l’identità di un intero popolo. Per Fivizzano, questo legame indissolubile ha il volto della Madonna dell'Adorazione, custode di una devozione viscerale che quest’anno taglia lo storico traguardo del 430° anniversario. Una ricorrenza straordinaria che il borgo della Lunigiana si appresta a celebrare con una solennità profonda, riannodando i fili di una memoria secolare.Per comprendere il cuore di questo culto bisogna tornare alla primavera del 1596, lungo le antiche vie di commercio che univano la costa tirrenica alla pianura padana attraverso il Passo del Cerreto. Fu lungo questa direttrice che una stampa della reggiana "Madonna della Ghiara" — celebre per aver donato udito e parola a un giovane sordomuto — giunse a Fivizzano. La tradizione narra che il 5 maggio di quell'anno l'immagine apparve prodigiosamente appesa a una trave nella casa di Margherita, detta "la caugliana", una donna costretta a letto da diciotto anni da una gravissima malattia invalidante. Nello stesso istante, Margherita si alzò guarita dal male.

Da quel miracolo la fede dei fivizzanesi non ha mai smesso di ardere, trasformando l'effigie nel vero e proprio baluardo della comunità. A lei il popolo si è aggrappato nei momenti più bui: per chiedere protezione dalle carestie, per fermare piogge incessanti, per ringraziarla di aver salvato operai e condannati, o di aver preservato la cittadinanza dal colera nel 1884, fino alla protezione accordata durante i drammatici bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno segnato il territorio.

Oggi come allora la gratitudine collettiva si fa grande celebrazione. Il programma del 430° anniversario richiamerà moltissimi fedeli e visitatori. Il primo grande momento culminante sarà domenica 12 luglio: alle ore 11:00 si terrà la santa messa solenne concelebrata congiuntamente dal cardinale Gualtiero Bassetti e dal vescovo Mario Vaccari, un connubio ecclesiastico d'eccezione a cui si affiancherà, nella stessa giornata, l’attesissimo appuntamento storico della celebre disfida tra gli arcieri di terra e corte. La domenica successiva, il 19 luglio alle ore 20:30, la devozione si farà più intima e raccolta con il canto dei vespri e la solenne processione in preghiera per le vie del paese.

Non si tratta solo di semplice tradizione, ma di un rito collettivo in cui Fivizzano riscopre le proprie radici più autentiche. Sotto lo sguardo della vergine, si rinnova un senso profondo di appartenenza e di fratellanza: la certezza di un intero popolo che, oggi come nel 1596, si ritrova unito e protetto sotto lo stesso manto benedetto.

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