Sabato 16 e domenica 17 maggio a Fivizzano rivive Calendimaggio. La manifestazione è una rievocazione storica che tradizionalmente segna la rinascita della primavera. Si declina in un susseguirsi di eventi lungo le due giornate, in varie location lungo il borgo ed è organizzato in una collaborazione tra Associazione Medicea, Centro Commerciale Naturale, comune, Pro loco “Jacopo da Fivizzano”, Slow Food LuniApua e Gruppo Storico. Due giornate all’insegna di concorsi, istallazioni, degustazioni, laboratori e conferenze, dove florovivaismo, agricoltura, tradizioni, profumi e odori si uniranno all’aria di paese in festa in un mix di colori ed emozioni.
Francesca Nobili, presidente dell’Associazione Medicea e consigliera al comune di Fivizzano ha risposto ad alcune domande sull’evento:
Da quale desiderio profondo nasce l’idea del Calendimaggio a Fivizzano?
È un ritorno in realtà, nasce dal desiderio di non perdere la nostra identità culturale. Circa trent’anni fa infatti fu Achille Marini l’artefice delle prime Calendimaggio, sottolineando il legame antico con la città di Firenze a partire dalle tradizioni.
In che modo Calendimaggio riesce a tradurre il legame storico in un'esperienza moderna per i visitatori di oggi?
Abbiamo studiato il festival di quest’anno cercando di contestualizzarlo nella nostra epoca, in chiave moderna. I temi ambientali, l’ecologia, la cura del verde e delle fioriture tutto sarà sviluppato attraverso convegni dedicati tenuti da persone qualificate e di rilievo.
Un festival di questa portata ha sicuramente bisogno della collaborazione di tante persone: come ha risposto la comunità di Fivizzano?
Tante braccia e tante teste si sono mosse per questa manifestazione. Il CCN ha appoggiato da subito la proposta, con una partecipazione attiva da parte dei commercianti, soprattutto grazie alla fattiva collaborazione della Presidente Elena Ambrosini. Le instancabili donne e uomini che appartengono associazione di cui sono presidente, la Medicea, il Gruppo Storico di Fivizzano, sempre presente per ricordare la nostra storia e poi non per ultimi la Pro loco e il comune. Anche alcune realtà come la Fondazione Casa Cardinale Maffi e la Cooperativa Minerva hanno collaborato partecipando con un’istallazione e ricordandoci come sia importante l’inclusione dei soggetti più fragili.
Cosa possono trovare i visitatori come tradizione culinaria?
Sicuramente l’immancabile polenta incatenata, sgabei, testaroli, sono tanti i prodotti tipici che saranno presenti anche grazie a slow food con il mercato della terra. Domenica inoltre l’associazione produttori di formaggio e miele proporrà “Luna di maggio. Speciale formaggi” con preparazione di formaggi dal vivo.
Vista la tematica come avete coinvolto l’istituto tecnico ad indirizzo agrario?
Il coinvolgimento della nostra scuola sarà su più fronti. I ragazzi saranno presenti con con uno stand con le loro piante. Poi hanno partecipato con un’istallazione creata e curata da loro. Un modo per coinvolgerli, considerando quanto sia per loro fondamentale sentirsi attori delle proprie scelte.
Qual è l'emozione, il messaggio che vorreste che ogni visitatore portasse con sé tornando a casa dopo il festival?"
Attraverso i profumi, i laboratori olfattivi ed emozionali sicuramente un arricchimento personale, ma la cosa a cui teniamo di più e che abbiano il ricordo di una giornata trascorsa in un borgo fiorito. Il calore dell’accoglienza che sono sicura i fivizzanesi sapranno dare.









