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Scritto da Redazione
Oltre il Parmignola
01 Giugno 2026

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A un mese dall'Udienza Generale da Papa Leone XIV, Nicola Orlandi ha pensato di promuovere una Santa Messa con i corsisti del Gruppo "Non è mai troppo tardi".Una celebrazione di una Messa a Luni, luogo da cui l'impegno di Nicola Orlandi è partito attraverso l'esperienza del servizio civile, potrebbe diventare un momento molto forte: spirituale, civile e culturale insieme.Alla celebrazione parteciperanno i corsisti della Val di Magra (comuni di Sarzana, Luni, Arcola, Santo Stefano di Magra, Vezzano Ligure, Ameglia, Castelnuovo Magra), nonché dei territori di Carrara, Massa e Aulla.La Santa Messa sarà celebrata mercoledì 10 giugno alle ore 18:00 presso la Parrocchia del Preziosissimo Sangue (Chiesa di Caffaggiola), a Luni (SP), con ingresso principale da Via Europa 42 e ingresso laterale presso l'oratorio da Via Caffaggiola 41. È disponibile un ampio parcheggio gratuito e sarà celebrata da Don Carlo Cipollini.L'iniziativa nasce dall'idea di collegare la benedizione apostolica di Papa Leone XIV all'esperienza vissuta in Vaticano e al tema dell'inclusione digitale, elemento ritenuto particolarmente significativo perché mette al centro la dignità della persona anche nel mondo tecnologico, ricordando che nessuna innovazione può dirsi autenticamente umana se lascia indietro qualcuno.Prendendo in prestito le parole del Vangelo — richiamate anche da Papa Giovanni XXIII — "Beati i costruttori di pace", la celebrazione sarà accompagnata da una riflessione che intende parlare al nostro tempo:"Beati i costruttori di ponti."Ponti tra generazioni, tra persone fragili e nuove tecnologie, tra comunità e innovazione, tra umanità e futuro. In un'epoca in cui il digitale rischia talvolta di generare distanza, solitudine o esclusione, il ruolo della comunità cristiana viene richiamato alla responsabilità di trasformare la tecnologia in uno strumento di fraternità, partecipazione e pace.Assume particolare rilievo anche la riflessione contenuta nella enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale. Il documento richiama l'urgenza di uno sviluppo tecnologico che non riduca mai l'uomo a un algoritmo, ma che riconosca sempre la centralità della dignità umana, del lavoro, delle relazioni e della coscienza. L'intelligenza artificiale, infatti, può diventare un'opportunità straordinaria solo se resta al servizio dell'uomo e della pace, senza sostituire la responsabilità morale, la compassione e la capacità umana di costruire relazioni autentiche.Per questo, la celebrazione dedicata all'inclusione digitale si propone non soltanto come momento religioso, ma anche come segno concreto di speranza: una comunità che sceglie di non avere paura del cambiamento, ma di viverlo con umanità, responsabilità e spirito evangelico.
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