La confusione tra il valore del ruolo di sindaco di un'intera città e quello di candidata sostenuta dal partito è, senza dubbio, il leit motiv dell'amministrazione di Serena Arrighi, ormai avviata nella campagna elettorale per continuare ad occupare la poltrona del primo cittadino per altri cinque anni e quindi, forse, proprio per questo, con ancor meno interesse a provare a ricordare di essere il sindaco di tutti i carrarini e non solo di quelli che l'hanno votata. In occasione della manifestazione indetta dalla Cgil per rivendicare il diritto di manifestare - che fa già ridere così, perchè, se davvero ci fossero limiti o censure al diritto di manifestare, non si potrebbero organizzare manifestazioni, mentre il centro sinistra, con il segretario della Cgil Maurizio Landini in testa, da quando c'è il governo Meloni ne ha organizzate migliaia, quasi al ritmo di una a settimana - il sindaco di Carrara si è presentato in prima fila, con la sciarpa rossa d'ordinanza, affiancata dal vicesindaco Roberta Crudeli, per ribadire l'ovvio e cioè che protestare non è un reato, riferendo la protesta contro...nessuno, dal momento che nessuno ha mai detto il contrario, ma, soprattutto, in difesa e a sostegno dei 36 propal che un anno fa a Massa, hanno invaso i binari della stazione e fermato i treni, violando l'articolo 340 del Codice Penale che esiste dall'identico Regio Decreto del 1930, passato poi nel corpo delle leggi della Repubblica Italiana. La presenza del sindaco di Carrara a sfilare accanto a organizzatori e manifestanti, per quanto non avesse la fascia tricolore e quindi - si spera- non fosse lì in maniera ufficiale, non può non suggerire che il sindaco di Carrara (anche senza fascia, il ruolo è quello) concordi sul concetto che il diritto di protestare includa anche il benestare a commettere reati. Scendere sui binari è vietato a chiunque, da sempre: ci sono cartelli in ogni stazione italiana. Fermare la circolazione dei treni, anche per pochi minuti, e anche senza gravi conseguenze ai fini degli eventuali ritardi e disservizi, è reato di interruzione di pubblico servizio e come tale è sempre perseguibile e punibile. Ma secondo la Cgil, il Pd, Avs, Rifondazione Comunista, Legambiente e le tremila associazioni di sinistra di Massa Carrara che sono accorse con il loro striscione a rivendicare il diritto che stavano esercitando, e, appunto Serena Arrighi, in fila tra i manifestanti, violare l'articolo 340, se si sta facendo una manifestazione di protesta, deve essere consentito. Per sillogismo, quindi, se ne deve dedurre che anche spaccare auto in sosta, incendiare cassonetti di proprietà dei comuni, spaccare le vetrine dei negozi, bloccare il traffico, prendere a sassate e a bombe carta le forze dell'ordine durante una manifestazione di protesta non debbano essere considerati reati. Al netto dell'ennesimo schieramento di parte, che risponderà alle personali convinzioni del sindaco di Carrara, ma non all'equidistanza che un sindaco dovrebbe tenere nei confronti di tutti i suoi concittadini, molti dei quali in completo disaccordo con gli obiettivi della manifestazione, il sostegno di una figura istituzionale dello stato a qualcuno che ha commesso reati, può avere derive anche pericolose. Potrebbe, per esempio, far credere di essere nel giusto alle infinite teste calde che non aspettano altro che manifestazioni per 'chisenefregacosa' per sfogare la violenza sempre meno repressa che li caratterizza; potrebbe far credere che l'odio verso una parte politica, sempre la stessa, quella contro cui fioccano le manifestazioni (perchè non c'è il diritto di protestare in Italia!), non solo sia il cemento con cui saldare i pezzi sghimbesci di ideologie contrastanti, ma che conferisca anche la patente di intoccabilità e la licenza a commettere tutti i reati possibili, perchè quelli che, con infinita e infondata arroganza, continuano ad auto definirsi 'dalla parte giusta della storia', non condanneranno chi li commeterà, anzi li applaudiranno come eroi di una resistenza senza oppressori e organizzeranno manifestazioni per loro, a cui anche i sindaci, cioè i rappresentanti dell'autorità dello Stato, del valore della Costituzione e delle leggi italiane parteciperanno.
Potrebbe anche, e, speriamo, finalmente, far cadere la maschera rappezzata e consunta di chi sostiene di essere democratico e in nome di un concetto di cui, evidentemente ha smarrito il significato, pretende di difendere chi compie reati, facendo pagare sempre e comunque il prezzo ai cittadini che si sforzano di rispettare le leggi, che cercano di continuare il loro lavoro onestamente e che credono che un sindaco, anche se è di un partito diverso da quello che hanno votato, si sforzi di tenere conto di tutti i suoi concittadini.









