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Scritto da Carmen Federico
Politica
08 Agosto 2026

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Con 78 voti favorevoli e 38 contrari, il Senato ha approvato in via definitiva il 𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 il disegno di legge sul consenso informato in ambito scolastico, presentato dal ministro dell'Istruzione e del Merito 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐕𝐚𝐥𝐝𝐢𝐭𝐚𝐫𝐚. Il provvedimento, già passato alla Camera lo scorso dicembre, chiude un iter che il centrodestra definisce una "riforma storica" a tutela delle famiglie italiane.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞
Il testo, composto da tre articoli, introduce l'obbligo per le scuole di informare preventivamente le famiglie sui contenuti, sui materiali didattici e sugli eventuali soggetti esterni coinvolti in attività curricolari ed extracurricolari legate a sessualità, affettività e identità di genere. Per le attività riguardanti questi temi, la partecipazione degli studenti minorenni sarà subordinata al consenso scritto dei genitori; per gli studenti maggiorenni sarà sufficiente il consenso personale.
𝐋𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨
Commentando l'approvazione, Valditara ha rivendicato con forza l'impianto della legge: "Con l'approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni" (fonte: AGI, 4 giugno 2026). Il ministro ha inoltre sottolineato che il provvedimento si fonda su un preciso principio costituzionale: "In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli" (fonte: LaPresse, 4 giugno 2026).
Un punto su cui Valditara ha insistito riguarda le critiche ricevute: il ministro ha respinto l'accusa secondo cui la norma cancellerebbe l'educazione affettiva nelle scuole, rivendicando anzi un risultato che va nella direzione opposta: per la prima volta il governo ha reso stabilmente obbligatoria, in tutti i gradi scolastici, l'educazione al rispetto, alle relazioni e all'empatia (fonte: sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito).
𝐈𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞
Al netto delle polemiche, la riforma si presenta come una risposta a un'esigenza reale: molte famiglie italiane hanno più volte lamentato la mancanza di informazioni preventive su progetti e materiali didattici proposti a scuola su temi delicati come sessualità e identità di genere. Il ddl Valditara introduce per la prima volta un obbligo strutturato di comunicazione e consenso, in linea con il principio di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia richiamato nel testo stesso della norma (fonte: Affaritaliani, 4 giugno 2026). Per i sostenitori del provvedimento, si tratta di un passo verso maggiore trasparenza, non di un arretramento culturale.
𝐋𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Il provvedimento non è stato esente da polemiche. La segretaria del Pd Elly Schlein lo ha definito "uno scempio", mentre la senatrice dem Simona Malpezzi ha accusato la maggioranza di "dire ai genitori di avere paura dei docenti" (fonte: Il Nord Est, 6 giugno 2026). Cgil e Flc hanno parlato di "pericolosa ingerenza nell'autonomia scolastica", definendo l'approccio del governo "moralista e sessuofobo" (fonte: FLC CGIL, 5 giugno 2026). Per il Movimento 5 Stelle, tramite il deputato Luca Pirondini, la legge rappresenterebbe invece una concessione a un elettorato conservatore (fonte: Il Fatto Quotidiano, 5 giugno 2026).
𝐔𝐧 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞
Il ddl Valditara si inserisce in una stagione di riforme del ministro dell'Istruzione dal forte impatto simbolico e politico, capace di mobilitare consensi solidi nella maggioranza di governo e altrettanto solide opposizioni nel mondo sindacale e progressista. Il dibattito pubblico sul confine tra il ruolo educativo della scuola e quello della famiglia, riacceso da questa legge, è destinato a restare aperto nei prossimi mesi.
Fonti: AGI, "Scuola, il consenso informato sull'educazione sessuale è legge" (4 giugno 2026); Affaritaliani, "Scuola, il ddl sul consenso informato è legge" (4 giugno 2026); LaPresse, "Scuola, il consenso informato è legge" (4 giugno 2026); Ministero dell'Istruzione e del Merito, comunicato ufficiale (4 giugno 2026); Il Nord Est, "Approvato il ddl Valditara sul consenso informato" (6 giugno 2026); Il Fatto Quotidiano, "Ddl Valditara è legge: consenso informato a scuola tra le proteste" (5 giugno 2026); FLC CGIL, "Educazione sessuo-affettiva, Valditara ottiene il 'consenso'" (5 giugno 2026).

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