Il ponte del Lagastrello e la memoria corta di chi amministra. Inizia così la nota di Gianni Lorenzetti, già presidente della Provincia di Massa-Carrara ed attuale consigliere regionale della Toscana, in replica all'annuncio del presidente Valettini sull'avvio dei lavori al ponte sul fiume Enza, al Passo del Lagastrello, riportato sulla stampa. "Replico volentieri all'annuncio del presidente Valettini. Un'opera importante, attesa da anni dalla comunità di Comano e da tutta la Lunigiana: di questo sono sinceramente contento, perché la sicurezza di quel passaggio mi ha visto impegnato a lungo. Proprio per questo, però, sento il dovere di ristabilire alcuni fatti che l'articolo, per la natura stessa di un comunicato istituzionale, non poteva approfondire. L'intervento annunciato non nasce con l'attuale amministrazione. È il primo lotto operativo di un accordo quadro quadriennale 2024-2027, del valore complessivo di 5,5 milioni di euro, interamente finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il DM 125/2022, il decreto dedicato alla sicurezza di ponti e viadotti. Le date sono semplici da verificare, e sono quelle che contano: il decreto ministeriale è del 2022, l'accordo quadro copre un periodo che parte dal 2024, e fino al 20 dicembre 2025 la Provincia di Massa-Carrara è stata guidata da me. È in quel mandato che questa negoziazione con il Ministero è stata avviata e costruita, atto dopo atto.Non lo dico per rivendicare un merito personale fine a se stesso, ma perché ritengo sia una questione di correttezza istituzionale. Un conto è aver intercettato un finanziamento ministeriale competitivo e aver costruito, in anni di lavoro tecnico e amministrativo, le condizioni giuridiche e finanziarie perché quell'opera potesse esistere. Un altro è firmare il contratto attuativo e inaugurare il cantiere quando quel percorso è già compiuto. Sono due fasi diverse dell'azione di governo, e chi amministra oggi la Provincia lo sa bene, perché ha trovato questo dossier già pronto sulla scrivania.
Dire di dimostrare di saper intercettare fondi ministeriali e trasformarli in cantieri, quando il fondo era già intercettato e l'accordo quadro già firmato prima dell'insediamento della nuova amministrazione, non è un'imprecisione da poco. È la rappresentazione di un lavoro come proprio, quando quel lavoro appartiene a chi lo ha realmente svolto.Non chiedo riconoscimenti di parte. Chiedo che, quando si comunica un'opera pubblica ai cittadini, si raccontino le fasi reali: chi ha negoziato il finanziamento, in quale mandato, e chi ne ha poi curato l'esecuzione. È il minimo che si deve alla verità dei fatti, prima ancora che a chi ha lavorato per anni su questo dossier. Il Sindaco Maffei è buon testimone dell'impegno e del lavoro fatto.Il Lagastrello avrà finalmente il suo ponte sicuro, e di questo sono felice per i cittadini di Comano e della Lunigiana. Ma la strada che ha portato a questo risultato non è iniziata il 20 dicembre 2025."
Viene da pensare, leggendo questa ricostruzione, alla storia del cucù: l'uccello che non costruisce il proprio nido, ma depone l'uovo in quello altrui, lasciando che sia un altro a covarlo e a crescerne il piccolo come fosse suo. Applicata alla vicenda del Lagastrello, l'immagine rende bene il senso della polemica sollevata da Lorenzetti: chi ha "deposto" — negoziato, costruito, firmato l'accordo quadro — non è chi oggi rivendica la "cova" del cantiere. E colpisce, in questo quadro, il silenzio del Sindaco di Comano, chiamato in causa dallo stesso Lorenzetti come testimone diretto di quel lavoro, ma che finora non ha ritenuto di aggiungere una parola a conferma o a smentita.
La strada che ha portato al ponte del Lagastrello è iniziata nel 2025: Gianni Lorenzetti rivendica il suo impegno per la realizzazione del progetto
Scritto da Redazione
Politica
02 Luglio 2026
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