Massa è ufficialmente tra le dieci città finaliste in corsa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. L’elenco è stato reso noto oggi dal Ministero della Cultura al termine della selezione che ha visto esaminate 23 candidature dalla Commissione presieduta da Davide Maria Desario, nominata dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli.«Il sogno continua, la luna è un po’ più vicina» – ha commentato il sindaco di Massa Francesco Persiani, esprimendo grande soddisfazione per un riconoscimento che conferma la solidità e la visione del dossier di candidatura presentato dalla città. Le dieci città finaliste saranno audite nel mese di marzo; al termine delle audizioni verrà proclamata la vincitrice, che riceverà un finanziamento di un milione di euro.A rafforzare ulteriormente il percorso che ha condotto Massa tra le finaliste si aggiunge un riconoscimento di forte valore simbolico: la menzione d’onore del Club per l’Unesco, consegnata al sindaco Persiani sabato scorso nel Parco della Rinchiostra. Un luogo emblematico che sintetizza alcune delle direttrici fondamentali del dossier – paesaggio, memoria, vocazione civica e produzione artistica – e che ospita la villa sede delle opere di Gigi Guadagnucci, tra i protagonisti della scultura del Novecento italiano. Un segnale che conferma la proiezione della candidatura oltre i confini locali e provinciali. «La menzione ricevuta – ha spiegato il sindaco Persiani – è un riconoscimento che ci onora e che conferma la direzione intrapresa. La Rinchiostra non è solo un parco storico, ma uno spazio vivo, un luogo di relazione tra memoria e futuro. Rappresenta bene lo spirito della candidatura: una cultura che non è vetrina, ma infrastruttura civile».
Un’impostazione che attraversa l’intero dossier presentato al Ministero della Cultura, costruito attorno a quattro assi portanti: arte, paesaggio, archeologia e spiritualità. Un sistema integrato che valorizza musei, cantieri culturali e patrimonio archeologico diffuso, ma anche i cammini storici, le pievi e la dimensione del viaggio e della fede.«Massa – prosegue Persiani – non vuole essere una semplice appendice di altri poli culturali. È una città con una storia millenaria e un’identità forte, che affonda nella pietra e nel lavoro, e si rispecchia nella luna che da secoli orienta il paesaggio e l’immaginario. Raccontiamo una città che costruisce, che apre cantieri non solo materiali ma culturali».La candidatura rivendica per Massa un ruolo autonomo nel panorama culturale nazionale, lontano dall’idea di satellite di poli più consolidati. Al centro del progetto c’è una visione corale: oltre 200 progetti già programmati, una narrazione che unisce simboli identitari – la pietra e i cantieri, la luna e i progetti – e una concezione contemporanea della cultura come leva di sviluppo e coesione sociale.Elemento qualificante del dossier è anche l’alleanza territoriale che coinvolge sedici sindaci della provincia, dalla costa alla Lunigiana, insieme al Comune di Luni, uniti in un patto di sostegno reciproco: in caso di vittoria, i progetti saranno realizzati insieme. «Questo lavoro – sottolinea Persiani – nasce dal basso ed è stato condiviso con cittadini, fondazioni, associazioni e istituzioni culturali, segno di un radicamento autentico». La dimensione europea della candidatura si sviluppa attorno ai grandi cammini storici, con la proposta di un gemellaggio con Santiago de Compostela, per mettere in dialogo la Via Francigena e il Cammino di Santiago. «Un filo antico attraversa l’Europa – racconta il sindaco – fatto di passi, fede e incontri. Massa ha la potenzialità di diventare un crocevia europeo di spiritualità, dialogo e cultura».Di alto profilo anche il network di collaborazioni nazionali e internazionali, che include il Parco Archeologico di Pompei, il Centre Pompidou di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Triennale di Milano, il Museo Bagatti Valsecchi e la Fondazione Bertarelli, oltre a partner storici come il Touring Club Italiano, l’Accademia di Belle Arti di Carrara e il Club per l’Unesco Carrara dei Marmi.Sul fronte della ricerca, un ruolo centrale sarà affidato alle università, in particolare al Dipartimento di Archeologia dell’Università di Pisa. Importanti anche gli investimenti strutturali previsti: accanto ai cinque milioni di euro del bando, sono stimati tra i 70 e gli 80 milioni di euro in investimenti in conto capitale destinati a rigenerazione urbana, nuovi spazi culturali e formativi, musei, mobilità dolce ed efficientamento energetico. «Questi investimenti – conclude il sindaco Persiani – non sono solo numeri: costruiscono infrastrutture culturali durature, generano occupazione, turismo, economia e soprattutto coesione sociale. È questa la nostra idea di cultura: un ponte tra passato e futuro, capace di migliorare la vita delle persone».









