"La corsa contro il tempo per non perdere i miliardi del PNRR della Sanità sta producendo lo stesso ed identico paradosso da un capo all'altro della penisola". A parlare è il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: "Secondo numerosi osservatori, ormai è allarme rosso contro il rischio di inaugurare "scatole vuote" e in questo caso la Toscana dei primati e dell'eccellenza sanitaria non ride affatto. Peraltro dietro le recenti inaugurazioni promosse dal Presidente PD della Regione Toscana Eugenio Giani e i tagli del nastro dell'ultima ora, la riforma della medicina territoriale si sta scontrando con una verità drammatica: i muri avanzano, i servizi arretrano. Ma i cittadini non si curano con il cemento armato. Il vero banco di prova della riforma non è l'inaugurazione in pompa magna, ma la reale capacità operativa delle strutture. Una capacità operativa che, ad oggi, appare puramente teorica. Il Presidente PD Giani non si fa mancare niente e rivendica con orgoglio di essere in prima linea nel cronoprogramma europeo. Ma la realtà che si respira nei territori specialmente a Massa e a Carrara, racconta un'altra storia. C'e' allarme rosso sullo stato di attuazione della riforma della sanità territoriale (DM 77) e dei progetti legati al PNRR nel comprensorio apuano. Perche' il Sindaco Arrighi in qualita' di Presidente della Conferenza Zonale non chiede certezze all'Asl Toscana Nord Ovest? Senza assunzioni di personale, le strutture inaugurate rimarranno gusci privi di servizi reali: L'Amministrazione Arrighi è a conoscenza di queste criticità? A Carrara ormai da decenni le criticità strutturali si sommano ai ritardi organizzativi ed il blocco ed i rallentamenti del cantiere per la nuova palazzina di Monterosso condizionano l'intero assetto dei servizi distrettuali. Mentre sul futuro delle cure intermedie di Fossone e sul potenziamento dell'Ospedale di Comunità di Massa continuano a pesare troppe incertezze. Il decreto ministeriale 77 parla chiaro: ogni Casa di comunità necessita di un organico compreso tra 7 e 11 infermieri, assistenti sociali e personale di supporto. Ad oggi, la realtà della zona apuana vede reparti ospedalieri in costante sotto-organico e i medici di medicina generale costretti a gestire fino a 1.800 assistiti a testa a causa dei continui pensionamenti non rimpiazzati e, in queste condizioni, appare estremamente difficile distaccare personale sul territorio o chiedere ai medici di base di coprire i turni nelle nuove Case di Comunità. Perche' l'Assessore del PD alla Sanita' Roberta Crudeli non promuove, tra gli innumerevoli impegni politico-sociali, un tavolo di confronto urgente per dare risposte precise sui seguenti tre punti? Un piano straordinario di assunzioni infermieristiche per coprire gli standard previsti dalla legge. Un cronoprogramma vincolante e trasparente per il fine lavori del Monoblocco di Monterosso e Fossone. Garanzie sulla reale integrazione tra servizi sanitari e sociali per la presa in carico degli anziani non autosufficienti?
I cittadini e i pensionati di Carrara non si accontentano degli annunci. Vogliono verificare se queste strutture siano realmente in grado di funzionare o se dietro le ristrutturazioni permangano le vecchie carenze di sempre. La salute pubblica si difende con i professionisti, non con i muri. Se si vuole toccare con mano l'inefficacia di questo modello, basta osservare la realtà di un territorio che, secondo i critici delle scelte compiute negli ultimi anni dalle amministrazioni a guida PD, ha visto privilegiare il modello ospedaliero centrato sul Nuovo Ospedale delle Apuane (NOA) di Marina di Massa, con una conseguente riduzione dei servizi territoriali, come più volte segnalato da cittadini e comitati.
A Carrara il paradosso è ancora più evidente. Il fulcro della nuova assistenza territoriale è stato individuato nel Centro Polispecialistico "Achille Sicari" di Piazza Sacco e Vanzetti. Qui sono stati investiti circa 700 mila euro di fondi PNRR per l'adeguamento antincendio e strutturale. Ma la cittadinanza e i comitati locali lo sanno bene: cambiare un'insegna non basta a restituire la salute a un territorio. Carrara ha assistito negli anni al progressivo depotenziamento dei propri presidi storici. Oggi si ritrova con una "promessa" di medicina territoriale che si scontra con la carenza cronica di organico e con il rischio di vedere uffici e ambulatori aperti, ma privi di agende di prenotazione reali e di personale dedicato a tempo pieno. Anche l'annunciato Ospedale di Comunità provinciale rischia di nascere con risorse inferiori rispetto agli standard previsti, stretto tra la burocrazia dei target europei e l'impossibilità pratica di garantire i posti letto intermedi promessi. Cosi rischiamo che le strutture si trasformino in cattedrali nel deserto, dove i medici di famiglia – complice un accordo sindacale nazionale ritenuto da più osservatori insufficiente – faticano a garantire una presenza reale e continuativa. Accettare passivamente che la riforma del PNRR si riduca a una mano di vernice su vecchi edifici, senza un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri e sociosanitari, rischia di compromettere gli obiettivi costituzionali di tutela della salute. Interrogativi che diventano sempre più urgenti mentre il conto alla rovescia verso la scadenza del PNRR Sanità entra nelle sue due ultime giornate, il tempo delle inaugurazioni è finito, non c'é piú tempo: adesso servono numeri, personale e servizi effettivamente disponibili per i cittadini e soprattutto dei pensionati che di questi servizi hanno un bisogno vitale".









