"Stupiti ed increduli apprendiamo dall'assessore del PRI Moreno Lorenzini che a 20 giorni circa dalla chiusura dei cantieri del PNRR: va tutto bene nonostante i conclamati ritardi". A parlare è il consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella che aggiunge: "Infatti non è stata emessa alcuna proroga generalizzata della scadenza finale del PNRR oltre il 31 marzo 2026. La Commissione Europea ha ribadito che il termine ultimo per il raggiungimento di (milestone e target e rendicontazione invece) restano fissato al 31 agosto 2026. Tuttavia, esistono atti pubblici recenti dell'Europa (febbraio 2026) che hanno disposto proroghe specifiche per singole tipologie di progetti a livello nazionale.
- Progetti PInQuA (Qualità dell'abitare): c è lo spostamento della scadenza per questi progetti da marzo a giugno 2026.
- PA Digitale 2026: Per i progetti digitali (avvisi "lump sum"), è previsto un termine di 30 giorni oltre il 31 marzo 2026.
- Investimenti Agricoltura (Masaf): Con decreto del 23 gennaio 2026, sono stati prorogati al 30 aprile 2026 i termini di ultimazione lavori per alcuni interventi della misura M2C4 (tutela del territorio e della risorsa idrica).
Nonostante le richieste di maggiore flessibilità da parte di diversi Paesi (tra cui Italia e Spagna) e del Parlamento Europeo, la Commissione Europea non ha modificato il regolamento RRF. Una proroga oltre il 2026 richiederebbe l'unanimità degli Stati membri e la ratifica dei parlamenti nazionali, opzione al momento esclusa dai principali partner europei. Inoltre il passaggio della Scuola Buonarroti dal PNRR al PNC (Piano Nazionale Complementare) non è ancora un "fatto compiuto" con decreto firmato, ma una procedura d'emergenza attivata dal Comune con una delibera "Paracadute" e solo l'8 marzo 2026 è stato riportato un ulteriore "appello" al Ministero per slegare definitivamente l'opera dal PNRR.Ma con la Mancanza di un Decreto in quanto ad oggi non esiste un decreto ministeriale firmato che confermi l'accettazione, la Arrighi ha annunciato il passaggio come "prospettiva" per tranquillizzare l'opinione pubblica, ma formalmente la scuola resta sotto osservazione per inadempienza PNRR.Finché il Ministero non pubblica il decreto di rifinanziamento specifico, il progetto resta "appeso". Se lo Stato non dovesse accettare il passaggio, il Comune si ritroverebbe con un cantiere aperto e senza la copertura dei fondi PNRR (che verrebbero revocati il 1° aprile 2026).Inoltre c è il rischio PNC perché anche se ha regole meno rigide dell'Europa, i fondi sono limitati. Molti comuni italiani stanno chiedendo la stessa cosa che ha chiesto il Sindaco Arrighi, creando una "lista d'attesa" ministeriale. Perché infatti Arrighi è stara stranamente cauta in Consiglio comunale? La sua prudenza è dovuta al fatto che, tecnicamente, il Comune sta operando in extratime. Se ammettesse che il passaggio è certo senza avere il decreto in mano, si esporrebbe a critiche politiche feroci in caso di diniego da Roma.Al momento, l'Amministrazione sta procedendo "come se" i fondi ci fossero, ma il termine del 31 marzo 2026 per i progetti PNRR rimane una spada di Damocle per tutti gli altri interventi, il rischio è che il Comune debba rifinanziare le opere con fondi propri o contrarre nuovi mutui per coprire la possibile scopertura finanziaria legata ai fondi PNRR. Sì, il rischio finanziario per il Comune è esattamente questo: se i progetti non vengono completati o rendicontati correttamente entro i termini, il finanziamento europeo viene revocato (totalmente o parzialmente) e la spesa ricade interamente sulle casse comunali.
Ecco i punti chiave della situazione per Carrara:
- Copertura con Fondi di Bilancio: Se l'assessore Lattanzi ha già stanziato milioni di euro nel bilancio comunale per il PNRR, si tratta probabilmente di cofinanziamenti o anticipazioni. Se il PNRR "salta" perché i lavori non finiscono in tempo, il Comune deve trovare altri milioni di euro per coprire la quota che doveva arrivare dall'Europa.
- Il "Buco" nel Bilancio: In caso di revoca, il Comune si troverebbe con opere incompiute e l'obbligo di pagarle con soldi propri. Questo toglierebbe risorse ad altri servizi (manutenzione strade, sociale, illuminazione) o costringerebbe l'amministrazione a fare nuovi debiti.
- Responsabilità Erariale: Oltre al danno economico, il mancato rispetto delle scadenze PNRR può far scattare controlli della Corte dei Conti per danno erariale, poiché si perdono risorse gratuite (i fondi UE) per inefficienza amministrativa.
La Strategia del comune qual è? Proprio per evitare questo disastro, la giunta sta cercando affannosamente di spostare i progetti più critici su altri fondi, come il PNC, sperando che non venga chiesta la restituzione totale.Ma se per inadempienza riguardo al PNRR si arriva a un punto tale da essere considerati "conclusi" per gli standard europei, i milioni messi a bilancio non basteranno e il Comune dovrà affrontare un dissesto finanziario o tagliare altri servizi per finire i cantieri e, per un comune come Carrara, un buco da 70 milioni di euro (l'intero pacchetto PNRR) non è gestibile. Potrebbe aprirsi uno scenario di grave squilibrio finanziario per il comune".









