Marina di Massa ha aspettato quattrocentocinque giorni. Quattrocentocinque giorni di silenzio sul lungomare, di transenne, di una nave straniera conficcata nel fianco del suo pontile come una spina impossibile da togliere. Stamattina, nella cornice elegante di Villa Cuturi, qualcosa è cambiato. Non ancora i lavori, non ancora i ponteggi, ma qualcosa di altrettanto importante: una data, un impegno scritto nero su bianco, una somma di denaro reale con un destinatario preciso. Il pontile di Marina di Massa si farà. E dovrà essere pronto entro la fine del 2027.
A darne annuncio ufficiale, davanti a una sala stampa gremita, sono stati il deputato della Lega Andrea Barabotti e il sindaco di Massa Francesco Persiani, fresco di nomina a Commissario Straordinario per la ricostruzione dell'opera. Ad impreziosire la mattinata, il collegamento in videomessaggio del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha scelto di non delegare ad altri la comunicazione di una notizia che il territorio attendeva da tempo.
Andrea Barabotti è salito sul palco con la soddisfazione di chi ha portato a termine una battaglia parlamentare lunga e tutt'altro che scontata. Da quando la Guang Rong, nella notte del 28 gennaio 2025, era stata trascinata dalla furia del mare contro le campate del pontile, il deputato massese aveva capito che la strada ordinaria — quella dei fondi comunali, delle procedure burocratiche standard, delle attese infinite legate al contenzioso assicurativo — non avrebbe portato da nessuna parte in tempi ragionevoli. Serviva uno strumento diverso, più potente, capace di tagliare i nodi invece di scioglierli uno per uno. Qullo strumento ha preso la forma di un emendamento inserito nel Decreto Legge Commissari, approvato in prima lettura al Senato appena due giorni fa. Un testo che stanzia oltre 8,5 milioni di euro per la ricostruzione e affida la guida dell'operazione direttamente al primo cittadino, con poteri straordinari che gli permetteranno di muoversi fuori dai binari della burocrazia ordinaria. "Questo posto non è cemento e ferro — ha detto Barabotti — è la memoria di generazioni di massesi. Era mio dovere fare tutto il possibile per restituirglielo."
Francesco Persiani ha preso la parola con la calma di chi sa di avere ancora molto lavoro davanti, ma anche con la consapevolezza di aver vinto una battaglia importante. Da sindaco e ora da commissario, il primo cittadino ha illustrato con precisione le tappe che attendono la città nei prossimi mesi. Entro la fine del 2026 dovrà essere pronto il progetto esecutivo, il documento tecnico che definirà ogni dettaglio dell'intervento. Nei primi mesi del 2027 scatterà l'affidamento dei lavori, con l'obiettivo ambizioso — e dichiarato pubblicamente — di consegnare il pontile completamente ricostruito, collaudo compreso, entro dicembre dello stesso anno. Persiani ha ricordato come tutto questo sia il frutto di un lavoro iniziato molto prima di oggi, di conversazioni avute con il ministro Salvini già durante l'estate scorsa, di documenti inviati, di telefonate, di un pressing costante che alla fine ha prodotto il risultato sperato. "Ho preso un impegno con questa città nell'ottobre scorso — ha detto il sindaco — e oggi quell'impegno comincia a diventare realtà concreta."
Il momento più atteso è arrivato con il videomessaggio di Matteo Salvini. Il Ministro delle Infrastrutture e vicepresidente del Consiglio ha voluto essere presente, anche se a distanza, per ribadire di persona l'attenzione del Governo verso un territorio che aveva subito un danno eccezionale. Salvini ha ripercorso i mesi di lavoro condiviso con il sindaco Persiani e con l'onorevole Barabotti, sottolineando come il Ministero abbia seguito la vicenda fin dall'inizio con un occhio di riguardo. Il messaggio politico era chiaro: lo Stato non ha abbandonato Marina di Massa, e i fondi stanziati ne sono la dimostrazione più concreta.
Sul fronte economico, i numeri parlano da soli. Degli 8,5 milioni complessivi, circa un milione sarà impiegato nella fase di progettazione, mentre la parte restante — 7,5 milioni — finanzierà direttamente i lavori di ricostruzione. Una cifra che tiene conto della straordinarietà dell'intervento: ricostruire un pontile significa lavorare in mare aperto, con tutte le variabili che questo implica. Le condizioni meteorologiche, le correnti, la logistica dei materiali, la complessità strutturale di un'opera che dovrà essere non solo bella ma solida, capace di resistere alle mareggiate che in quel tratto di costa possono essere devastanti.
C'è poi una questione che va al di là dei soldi e dei cantieri, e che stamattina è emersa con chiarezza: lo stanziamento pubblico libera la ricostruzione dall'incertezza del contenzioso legale con l'armatore della Guang Rong. Quella è una partita aperta, complessa, destinata probabilmente a trascinarsi per anni nelle aule dei tribunali. L'armatore, tramite la propria assicurazione, ha già speso una cifra vicina ai 15 milioni di euro soltanto per le operazioni di rimozione del relitto e di bonifica dell'area — quasi il doppio di quanto costerà il nuovo pontile. Il che dà la misura di quanto sia intricata e onerosa l'intera vicenda sul piano risarcitorio. Aspettare l'esito di quella causa per mettere mano alla ricostruzione avrebbe significato consegnare Marina di Massa a un'incertezza senza fine. La scelta fatta oggi — intervenire con risorse pubbliche straordinarie, riservandosi di proseguire comunque nelle sedi legali — è una scelta di responsabilità verso la comunità. Il Comune non rinuncia a chiedere i danni, ma non permette che siano i tempi della giustizia a dettare quelli della rinascita.
Manca ancora un passaggio formale: la Camera dovrà convertire in legge il decreto, e il voto di fiducia è atteso per il 10 maggio. Se tutto procederà come previsto, da quella data in poi il commissario Persiani avrà in mano tutti gli strumenti necessari per avviare il percorso. Una città intera conta i giorni. Dopo quattrocentocinque giorni di attesa, altri pochi non fanno paura.
Pontile Marina di Massa: otto virgola cinque milioni e un commissario straordinario. la città guarda al 2027
Scritto da Carmen Federico
Politica
02 Maggio 2026
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