Cogliamo l'occasione per riportare l'attenzione sulla sorte di un bene comune di grande valore che va recuperato: il mulino dei Guerra di Canevara. Mulino storico del territorio, presente fin dal XIV secolo, dalla fine del Settecento di proprietà della famiglia Guerra che lo mantenne fino agli inizi degli anni Duemila quando venne acquistato dalla Provincia. Dopo anni di silenzio, e dopo avere dato in comodato gratuito la struttura ai Giovani Esploratori, oggi il mulino si trova all'asta per circa 70 mila euro. Una prima seduta si è svolta lo scorso 18 novembre, andando deserta. Dopo mesi di silenzio, vogliamo riportare l'attenzione su un bene che va recuperato e che deve rimanere pubblico.Potrebbe, infatti, essere un punto importante di aggregazione e un motore di nuovo sviluppo per il paese di Canevara, ma non solo. Potrebbe tornare ad essere un punto importante di riferimento per la montagna massese trasformandolo in un piccolo museo, un punto di ristoro per i viandanti della montagna, visto che si trova proprio al centro della valle del Frigido, e magari potrebbe essere collegato alla storica Via Vandelli. Potrebbe essere uno dei fulcri del cosiddetto “turismo lento”, creando così una vera connessione con il territorio. Idee e progetti non mancano, così come non mancano associazioni pronte a prendere in mano la struttura e a gestirla collettivamente, come dovrebbe essere per i beni comuni. Come Rifondazione, ci opponiamo alla vendita del bene a privati ed esortiamo il Comune ad attivarsi e a dialogare sia con la Provincia che con le associazioni che avrebbero intenzione di gestire la struttura.Segnaliamo, inoltre, che la frana verificatasi lo scorso novembre proprio nei pressi del viottolo d'accesso al mulino non è stata ancora del tutto sistemata. Il versante non è ancora sicuro, non essendo stato messo in sicurezza. Non solo, i vari detriti sono stati raccolti dal viottolo e gettati nel terreno sottostante, che è di proprietà di un privato e quindi negando anche ad esso l'accesso all'area.Chiediamo, quindi, che venga prima di tutto messa in sicurezza l'area e che poi il Comune di Massa si attivi per un acquisto del bene per una gestione collettiva con le varie associazioni del territorio interessate.