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Scritto da Redazione
Politica
21 Marzo 2026

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"La narrazione ufficiale fatta di post sui social, con l'ingegnere del comune col caschetto giallo ad illustrare il cantiere e le rassicurazioni politiche non reggono più davanti alla realtà:  sul cantiere della scuola Taliercio, finanziata dal PNRR, emerge un quadro allarmante" a parlare è il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: "Il sito, secondo segnalazioni di cittadini, appare privo di operai, mezzi e attrezzature, con il cancello spalancato e senza segni di lavoro in corso. La situazione lascerebbe presupporre che, di fatto, il cantiere sia fermo o con un’attività minima o nulla della ditta incaricata e questo non è un dettaglio da poco. Nonostante le dichiarazioni rassicuranti del sindaco Serena Arrighi e dell’assessore  Moreno Lorenzini, appare chiaro che la situazione è preoccupante: il nuovo edificio è ancora incompleto, mentre il tempo del PNRR scorre inesorabile.

I dati ufficiali del bilancio comunale mostrano che l’intervento per la costruzione della nuova scuola secondaria “Taliercio” ha un valore complessivo di oltre 9,5 milioni di euro, interamente finanziati dal PNRR e già impegnati nelle opere progettuali. Tuttavia, al momento risultano impegnati e pagati solo poco più di 4,2 milioni di euro, con avanzamento dei lavori ben al di sotto delle previsioni. All'inizio dei lavori, per far fronte all’emergenza strutturale, il sindaco Arrighi aveva deciso di trasferire gli studenti nell’ex Campo dei Pini, installando moduli temporanei (container) a noleggio. Una operazione che ha già comportato un esborso di quasi due milioni di euro, a fronte dell’esclusione e mancata utilizzazione della ex scuola media “Da Vinci” di Avenza, disponibile da anni e mai sfruttata.

Secondo quanto emerge da documenti e comunicazioni interne, la scelta è stata guidata da indicazioni della ASL, che segnalava la necessità di mantenere disponibilità dell’immobile Da Vinci per l'apertura di un imminente cantiere finanziato con l'ex art 20 per realizzare la scuola infermieri. Quel finanziamento da 5,5 milioni di euro, però, non risulterebbe, allo stato degli atti pubblicamente disponibili, ancora formalmente disponibile o certificato. In questo contesto, non è dato sapere se siano stati effettuati ulteriori approfondimenti o verifiche preventive prima di procedere allo spostamento degli studenti e al ricorso ai moduli temporanei.

Ciò detto: dal primo aprile, cosa accadrà? Allo stato attuale dei lavori, è ragionevole ritenere che al 1° aprile 2026 la scuola Taliercio non risulti ancora completata, e i container non saranno smantellati e rimarranno in uso, con costi di noleggio e gestione che continueranno a gravare sulle casse comunali. E i cittadini rischiano di trovarsi a coprire i costi extra generati dai ritardi, e la spesa pubblica aggiuntiva sarà reale. Cosa prevede, infatti, il PNRR e la normativa europea? Le regole del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, così come quelle dell’Unione Europea sul Next Generation EU, sono molto chiare sui tempi di realizzazione delle opere. Se un progetto non viene completato entro le scadenze prefissate, il rischio è concreto: revoca totale o parziale dei fondi europei destinati all’opera; restituzione di somme già erogate; obbligo per l’ente locale di coprire con risorse proprie eventuali porzioni di progetto non finanziabili più dal PNRR. In sostanza, se entro il 31 marzo una parte significativa dell’opera non sarà ultimata, l’Italia rischia di dover restituire a Bruxelles parte dei fondi già stanziati, facendo così gravare il conto sui bilanci comunali e quindi sui cittadini.

In presenza di ritardi significativi o di criticità nella gestione delle risorse, potrebbero intervenire anche organi di controllo come la Corte dei Conti, che ha già richiamato l’attenzione, in casi analoghi, sugli effetti che i ritardi nei progetti PNRR possono avere sui bilanci degli enti locali. In tali circostanze, potrebbero essere avviate verifiche per accertare eventuali responsabilità amministrative, qualora emergessero irregolarità o inefficienze nella gestione degli interventi. I fatti non lascerebbero dubbi: improbabile che la scuola Taliercio sia pronta entro il 31 marzo scadenza PNRR; i costi per moduli temporanei cresceranno ancora; la mancata verifica su finanziamenti prospettati ha prodotto costi rilevanti che meritano chiarimenti; il comune potrebbe dover integrare con risorse proprie somme importanti se i fondi PNRR venissero revocati o ridotti, oppure chiedere un finanziamento statale (come per la scuola Buonarroti, ma per il quale, da dicembre, data della richiesta, non si è visto pubblicato il decreto del governo) infine la Corte dei Conti potrebbe avviare verifiche per eventuale danno erariale.

I cittadini hanno il diritto di sapere cosa accadrà a partire dal 1° aprile 2026 e quali saranno le conseguenze finanziarie per l’amministrazione e per le famiglie. È urgente avere trasparenza, responsabilità e chiarezza sulle reali scadenze e sui costi definitivi. La politica della Arrighi e della sua maggioranza non può più nascondersi dietro annunci ottimistici e rassicurazioni: le dichiarazioni rese finora appaiono in contrasto con la situazione attuale. È arrivato il momento di prendere responsabilità concrete per una gestione che evidenzia limiti evidenti di programmazione e controllo, e di agire subito per rimediare, prima che tutti i progetti diventino “cattedrali nel deserto”, costi enormi e ingenti risorse pubbliche impegnate senza risultati concreti ad oggi riscontrabili. Il tempo delle promesse è finito: serve trasparenza, controllo rigoroso e interventi immediati perché i cittadini sappiano come sono impiegati i loro soldi e possano finalmente vedere opere completate, non cantieri abbandonati".

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