“A Carrara esiste ufficialmente un regolamento comunale sulla pratica del compostaggio domestico approvato con delibera del Consiglio comunale n. 37 del 2021” ad affermarlo è il consigliere Filippo Mirabella che spiega: “Un atto chiaro, nero su bianco, che l’Amministrazione 5 Stelle aveva voluto per disciplinare le modalità. Nel luglio 2021 la stampa locale aveva riportato l’approvazione del “Regolamento relativo alla pratica del compostaggio domestico” da parte del comune di Carrara, sottolineando l’intento di ridurre i rifiuti in discarica e dare uno sconto sulla TARI a chi compostava. Il comune aveva incrementato gli sgravi sulla TARI per chi effettuava un compostaggio domestico continuativo. La riduzione prevista era circa -6% per chi faceva la raccolta differenziata dell’organico e -10% per chi non aveva un servizio porta a porta (ad esempio nelle zone fuori centro). Sulla carta, quindi, lo strumento c’è. Ma quanti cittadini di Carrara lo sanno? Quanti hanno presentato domanda? Funziona? Perché, nella realtà quotidiana, il compostaggio domestico non risulta promosso, diffuso o spiegato in modo chiaro né dal comune né dal gestore del servizio rifiuti, Retiambiente Carrara. Non si registrano campagne informative evidenti, non si vedono comunicazioni pubbliche strutturate, non si parla di percentuali di sconto applicate, né di numeri di iscritti all’albo dei compostatori. Il regolamento esiste, ma sembra restare confinato negli atti amministrativi. E questo crea una situazione anomala.In molti comuni italiani lo sconto è chiaro, pubblicizzato, quantificato. I cittadini sanno che, se lo mettono in pratica, risparmiano. Il compostaggio non è solo una questione economica: è prima di tutto una scelta ecologica e di sostenibilità ambientale.Compostare significa sottrarre alla raccolta una delle frazioni più pesanti e problematiche, l’organico. Significa ridurre il volume dei rifiuti trasportati, abbattere i costi di trattamento, diminuire le emissioni legate alla movimentazione e allo smaltimento. Significa trasformare uno scarto in risorsa, restituendo al terreno un fertilizzante naturale. Se il sindaco Arrighi e l’assessore Carlo Orlandi vogliono davvero parlare di transizione ecologica e sostenibilità, il compostaggio domestico dovrebbe essere un pilastro, non un allegato dimenticato. C’è poi un altro aspetto centrale: la qualità della raccolta differenziata. Quando l’organico viene separato correttamente o, ancora meglio, trattato direttamente a casa, si riducono le impurità nel rifiuto residuo e migliora l’intero ciclo della differenziata.Meno errori di conferimento, meno contaminazioni, meno costi di selezione. Una comunità che composta è una comunità che differenzia meglio. E questo è ancora più grave perché la raccolta differenziata a Carrara è caotica, presenta elementi di discontinuità, criticità organizzative e una gestione non efficace. In questo contesto, incentivare il compostaggio domestico potrebbe essere una leva concreta per migliorarne le percentuali e la qualità complessiva. E soprattutto: non risulta che l’amministrazione di Retiambiente Carrara abbia promosso con forza questa opportunità ambientale ed economica. Il compostaggio domestico riduce i rifiuti organici conferiti, abbassa i costi di trattamento e migliora le percentuali ambientali. È una misura che conviene a tutti. Eppure, nel dibattito cittadino, il tema è sostanzialmente assente.
Secondo l’analisi del Servizio Politiche Fiscali della UIL (studio 2025/2026), la TARI negli ultimi anni è aumentata in molte città italiane, con incrementi significativi dei costi a carico delle famiglie, e Carrara è in una posizione più elevata rispetto agli anni passati, senza che siano evidenti benefici o miglioramenti del servizio percepibili dal cittadino. Il risultato è che i predetti amministratori, nonostante regolamenti e possibilità teoriche, continuano a far pagare i cittadini senza che vi sia stata un’adeguata e diffusa informazione sulle possibilità di riduzione previste dal regolamento.Sul piano politico emerge una responsabilità evidente del PD. Se esiste un regolamento sul compostaggio domestico ma non viene reso operativo, questo si traduce in maggiori inefficienze e minore qualità ambientale. Più informazione significa più equità fiscale.Carrara dispone dello strumento normativo dal 2021. Ora resta da capire se intende farlo vivere davvero o lasciarlo chiuso nei cassetti amministrativi. Perché tra avere una norma e applicarla c’è una differenza sostanziale. E oggi, a giudicare dalla percezione diffusa tra i cittadini, quella differenza pesa.









