In vista dell'incontro fissato per il prossimo 30 marzo con i vertici di The Italian Sea Group e i legali che li rappresentano, la UILM intende fare il punto su una vertenza che sta attraversando una fase estremamente delicata.Dall'ultimo confronto dello scorso 12 marzo, il silenzio della dirigenza è stato interrotto solo da informazioni frammentarie. Ad oggi, la situazione richiede risposte certe e non più rinvii. L'azienda deve rispettare gli impegni presi negli incontri precedenti.
La UILM pone all'azienda cinque condizioni fondamentali per il proseguimento del confronto:
• Chiediamo la presentazione immediata del piano industriale necessario a traghettare l'azienda fuori dall'attuale tempesta. Senza una visione chiara, non può esserci fiducia.
• È fondamentale conoscere l'esatto ammontare dell'esposizione debitoria per valutare la reale sostenibilità della ripartenza.
• Pretendiamo rassicurazioni ferree per tutta la forza lavoro; gli attuali livelli occupazionali devono essere salvaguardati integralmente.
• Serve un cronoprogramma dettagliato per il rientro delle ditte esterne. Le proposte economiche avanzate dal consulente per la crisi sono state giudicate insufficienti dai partner tecnici, criticità che rischia di bloccare l'intera produzione.
• Le voci su una ripresa tra la prima e la seconda settimana di aprile devono trovare conferma ufficiale e basarsi su presupposti concreti.Attualmente le attività procedono a ranghi ridotti. Mentre per i dipendenti diretti è stato attivato un piano ferie, l'incertezza regna sovrana tra i fornitori. La situazione è drammatica, abbiamo firmato accordi di Cassa Integrazione per aziende dell'indotto che non hanno la liquidità necessaria per anticipare il contributo, costringendo i lavoratori ad attendere i tempi tecnici dell'INPS (circa tre mesi). A questo si aggiunge un dato allarmante, molti dei fornitori coinvolti sono realtà monocommittenti che, legate a doppio filo alle sorti del cantiere, stanno correndo il concreto rischio del fallimento. Senza interventi immediati, rischiamo un effetto domino devastante per l'economia locale. È inaccettabile che i lavoratori debbano apprendere notizie sul proprio futuro tramite vie informali. Questa è una sfida che riguarda la dignità di centinaia di famiglie: non accetteremo passi indietro.Subito dopo l'incontro del 30 marzo, verranno convocate le assemblee dei lavoratori. In quella sede riferiremo l'esito del confronto e, insieme a tutte le maestranze, decideremo un percorso condiviso e le azioni necessarie a tutelare il futuro produttivo e occupazionale del sito.
Vertenza The Italian Sea Group: la UILM chiede chiarezza su Piano Industriale e Occupazione
Scritto da Redazione
Politica
27 Marzo 2026
Visite: 68








