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Scritto da Carmen Federico
Pontremoli
11 Gennaio 2026

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C'era un silenzio denso, carico di emozione, sabato 10 gennaio 2026, nella Sala delle Udienze del Palazzo del Tribunale di Pontremoli. Un silenzio che parlava più di mille parole, mentre la città intera si stringeva attorno alla memoria del Brigadiere dei Carabinieri Ruggero Volpi, Medaglia d'Oro al Valor Civile "alla memoria". Non era solo una presentazione di un libro, era qualcosa di più profondo: era un abbraccio collettivo a un figlio di questa terra che ha dato tutto per gli altri. Le parole di un amico che non ha mai dimenticato. Quando il Professor Pierangelo Coltelli ha preso la parola, nella sala si poteva percepire la commozione. Non parlava uno storico distante, ma un compagno di banco, un amico d'infanzia che aveva condiviso con Ruggero i banchi della scuola elementare, le corse nei cortili, i sogni di bambino. La sua voce, ha dato vita a ricordi che sembravano dipinti: il ragazzo di Pontremoli, con il suo sorriso genuino, la sua determinazione, la sua bontà d'animo. "L'idea e la proposta dei compagni di scuola e degli amici di intitolare al Brigadiere Ruggero Volpi la nostra Caserma dei Carabinieri mi hanno colpito molto", ha detto Coltelli, e in quelle parole c'era tutta l'intensità di un legame mai spezzato dal tempo. Le parole e gli scritti scambiati con lui hanno saputo esprimere con convinzione e trasporto i sentimenti di sentita riconoscenza e sincero affetto verso un uomo che si è concesso fino al massimo sacrificio per la sua divisa di carabiniere e per il suo paese.La presentazione del professor Coltelli è stata un capolavoro di sensibilità e profondità. Con eleganza e partecipazione emotiva, ha saputo far rivivere Ruggero non solo come eroe, ma come persona: il compagno di giochi, l'amico fidato, il giovane che sceglieva di servire la sua comunità con un ideale puro e cristallino. Ogni aneddoto, ogni ricordo condiviso ha toccato profondamente i presenti, suscitando emozioni che contenevano insieme dolore, orgoglio e gratitudine per un concittadino straordinario.

I saluti istituzionali hanno assunto una dimensione umana raramente vista in cerimonie pubbliche. Non erano discorsi di circostanza, ma testimonianze autentiche di quanto la figura del Brigadiere Volpi abbia toccato profondamente chi governa questa terra. La dottoressa Clara Cavellini, vice sindaco di Pontremoli, ha parlato con il cuore in mano. "Ruggero è e sarà sempre uno di noi - ha detto con voce ferma ma emozionata - Il suo sacrificio non è solo storia, è parte dell'anima di Pontremoli. Questa città non dimentica i suoi figli migliori, e Ruggero Volpi rappresenta tutto ciò che di più nobile una comunità possa esprimere". Le sue parole hanno ricordato a tutti i presenti che dietro la divisa c'era un giovane che aveva camminato per quelle stesse strade, che aveva amato questa terra e che per essa aveva dato tutto. L'avvocato Jacopo Ferri, Consigliere della Regione Toscana e già Sindaco di Pontremoli, ha condiviso il percorso che ha portato all'intitolazione della Caserma. Come emerge dai ringraziamenti contenuti nel libro, il Sindaco Ferri e l'Amministrazione comunale hanno condiviso con solerzia e convinta partecipazione la proposta, facendo propria questa istanza ben oltre i doveri di ruolo. "Quando abbiamo deciso di intitolare la Caserma a Ruggero", ha raccontato con intensità, "sapevamo che non stavamo solo onorando un caduto, ma stavamo dicendo a tutti i giovani di questa città: ecco un esempio da seguire, ecco cosa significa servire con onore". Il dottor Cosimo Maria Ferri, Magistrato e Componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, nonché Consigliere del Centro Lunigianese di Studi Giuridici, ha offerto una riflessione profonda e toccante sul significato del sacrificio nel nome dello Stato e della giustizia. "Ruggero Volpi", ha affermato con solennità, "rappresenta la più alta espressione di quella che chiamiamo cittadinanza attiva. Non ha atteso che altri facessero, non si è tirato indietro di fronte al pericolo. Ha scelto di essere il primo a proteggere, l'ultimo a fuggire. E questo, in un'epoca in cui spesso si guarda altrove, è una lezione che brucia dentro, che ci interroga tutti".

La Sala delle Udienze non era mai stata così piena. E non era solo la quantità delle persone presenti a colpire, ma la qualità della loro partecipazione: volti commossi, sguardi intensi, mani che si stringevano nel bisogno di condividere un dolore che, pur essendo passato del tempo, restava vivo e pulsante. Tra i presenti,  Gabriella Illuzzi, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Pontremoli, rappresentava l'Arma in quella che è ora ufficialmente la Caserma dei Carabinieri "Brigadiere Ruggero Volpi". Un'intitolazione solenne, avvenuta nel settembre 2025, voluta fortemente dalla comunità e dalle istituzioni, che ha finalmente legato per sempre il nome dell'eroe all'edificio che rappresenta l'Istituzione di cui ha fatto parte, nel luogo dove ha trascorso gli anni della fanciullezza e della spensieratezza.


La cerimonia di settembre: un momento che ha segnato la storia di Pontremoli


Impossibile dimenticare quella mattina di settembre 2025, quando la città di Pontremoli ha partecipato con emozione profonda alla cerimonia di intitolazione della Caserma dei Carabinieri alla memoria del Brigadiere Ruggero Volpi, Medaglia d'Oro al Valor Civile. Il Brigadiere Volpi, nato a Mulazzo il 27 novembre 1947, ha servito con abnegazione e coraggio nelle fila dell'Arma dei Carabinieri. Durante un servizio di scorta per la traduzione di un detenuto da Genova a Trani, fu vittima di un vile agguato mentre svolgeva il suo dovere. Nonostante le gravi ferite riportate, il suo pensiero fu rivolto ai colleghi feriti, assistendoli e fornendo indicazioni utili per l'identificazione degli aggressori, fino all'estremo sacrificio. Quella cerimonia non fu soltanto un gesto simbolico, ma un monito e un esempio vivo: custodire il senso del dovere, l'altruismo e la fedeltà all'istituzione anche nei momenti più difficili. Il nome del Brigadiere Volpi è rimasto impresso nella storia di Pontremoli come segno di rispetto e gratitudine, e da quel giorno ogni carabiniere che varca quella soglia sa di camminare sulle orme di un eroe. Vedere quella divisa nella sala durante la presentazione del libro era come vedere Ruggero stesso ancora presente, ancora in servizio, ancora a proteggere la sua gente. Accanto ai Carabinieri, gli ufficiali della Guardia di Finanza hanno voluto testimoniare la solidarietà tra le forze dell'ordine, unite nel ricordo di chi ha pagato il prezzo più alto per il dovere.
L'Associazione Nazionale Carabinieri - Sezione di Pontremoli, guidata dal suo Presidente M.M. Giovanni Franchini, era presente al completo. Come si legge nei ringraziamenti del libro, il Presidente Franchini ha offerto il suo patrocinio concedendo l'atto di intitolazione. Nel suo sguardo, si leggeva l'orgoglio di chi continua a portare avanti i valori dell'Arma anche nella vita civile, e il ricordo indelebile di un compagno caduto. Particolarmente significativa è stata la presenza dell'Associazione "Cio nel cuore", con la sua Presidente Antonella Bonciani. Come emerge dai ringraziamenti, l'associazione ha contribuito con sensibilità e partecipazione a questa iniziativa, nel ricordo del compagno di gioco e di avventure Pier Giacomo Tassi "Cicci", con cui Ruggero ha condiviso tanti momenti della sua infanzia e adolescenza, unitamente ai compagni della "Banda". Era come se quei ragazzi fossero di nuovo lì, a correre insieme per le vie di Pontremoli, con quella spensieratezza che solo l'infanzia sa regalare, prima che il destino chiamasse uno di loro a un compito più grande.Come riportato nei ringraziamenti, l'Arma dei Carabinieri in tutte le sue articolazioni territoriali, fino al Comando Generale, ha fatto propria la proposta, e il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha concesso l'atto di intitolazione. Un riconoscimento che parte dal cuore della comunità locale e arriva ai vertici dello Stato, segno di quanto universale sia il valore del sacrificio di Ruggero Volpi.

E poi c'è stato il momento in cui la voce del tenore Alessandro Bazzali si è levata nella sala, potente e delicata insieme e l'atmosfera si è trasformata. Le sue note hanno donato alla cerimonia una dimensione quasi sacra, un rito collettivo in cui il dolore e l'orgoglio si mescolavano in un'unica, travolgente emozione. La musica ha fatto quello che le parole non sempre riescono a fare: ha toccato l'anima, ha parlato direttamente al cuore. Per un attimo, nella bellezza di quel canto, è stato come se Ruggero fosse lì, presente tra la sua gente, sorridente e sereno, a dire a tutti: "Va bene così, ho fatto quello che dovevo fare". Il volume presentato non è solo carta e inchiostro. È un ponte tra generazioni, un testamento morale, un grido silenzioso che dice: "Non dimenticateci". Il Professor Coltelli, come emerge dalla sua prefazione, ha voluto raccogliere in queste pagine un insieme di ricordi professionali e umani, affinché rimangano anche al di là delle bellissime targhe posizionate in Caserma.Ma il libro racchiude anche qualcosa di straordinario: l'arte al servizio della memoria. Tra le sue pagine vivono le opere di artisti pontremolesi che hanno voluto dare il loro contributo per rappresentare il Brigadiere Ruggero Volpi, trasformando la parola scritta in immagine, il ricordo in rappresentazione visiva.
Luciano Preti, artista pontremolese di grande sensibilità, ha donato al volume la sua interpretazione della figura di Volpi, catturando con il suo tratto l'essenza di un uomo che ha incarnato i valori più nobili del servizio pubblico. Le sue opere parlano un linguaggio universale, quello dell'emozione che diventa colore e forma. Paolo Lucii, pittore pontremolese, ha contribuito con la sua arte a dare un volto alla memoria, traducendo in pittura ciò che le parole faticano a esprimere: la grandezza silenziosa di chi sceglie il dovere, la dignità di chi non si sottrae al sacrificio. I suoi dipinti nel libro sono finestre aperte su un'anima pura. Carlo Melli e Giovanni Liuzzi hanno arricchito il volume con le loro rappresentazioni del Brigadiere, ciascuno portando la propria sensibilità artistica al servizio di un progetto che va oltre la semplice commemorazione: è un atto d'amore verso un concittadino, è arte che diventa testimonianza, è bellezza che custodisce la verità di una vita esemplare. Queste opere non sono semplici illustrazioni: sono il modo in cui Pontremoli, attraverso i suoi artisti anche, ha scelto di celebrare uno dei suoi figli migliori. Sono il segno tangibile che la memoria di Ruggero Volpi non è solo affidata alle parole, ma vive anche nell'espressione artistica, nel colore, nella forma, nella creatività di una comunità che sa rendere omaggio ai suoi eroi con tutti i linguaggi a sua disposizione.

I Dirigenti scolastici e i Docenti delle Scuole dei Comuni di Pontremoli e Mulazzo hanno dato la loro concreta disponibilità a far conoscere ai giovani alunni il sacrificio compiuto dal Brigadiere Ruggero Volpi, Medaglia d'Oro al Valor Civile. È questo, forse, il lascito più prezioso: che le nuove generazioni possano guardare a Ruggero e dire "voglio essere come lui", non necessariamente nell'eroismo estremo, ma nella dedizione quotidiana, nell'onestà incrollabile, nella scelta di mettere il bene comune davanti a quello personale. Un sentito ringraziamento, come riportato nel libro, va a tutti coloro che hanno testimoniato in vari modi e forme personali, con dediche e riferimenti al loro vissuto, il ricordo dell'indimenticabile amico Ruggero Volpi. Tra i compagni di scuola e di gioco che hanno condiviso ricordi commoventi, emergono storie di un'amicizia vera, di una giovinezza vissuta con intensità, di promesse sussurrate che la vita avrebbe poi trasformato in destino. L'intitolazione della Caserma dei Carabinieri al Brigadiere Ruggero Volpi, avvenuta nel settembre 2025, rappresenta molto più di un atto amministrativo. È il riconoscimento tangibile che questa comunità fa ai suoi figli migliori. Ogni volta che un giovane carabiniere varca quella soglia, vede quel nome e sa che prima di lui c'è stato qualcuno che ha onorato quella divisa fino all'estremo.
Come ha scritto con toccante lucidità il Professor Coltelli nella prefazione, legare il nome di Ruggero Volpi per sempre all'edificio che rappresenta l'Istituzione di cui ha fatto parte, nel luogo in cui ha trascorso gli anni della fanciullezza e della spensieratezza, assume un valore speciale e può rendere ulteriore merito alla sua straordinaria e nobilissima esperienza di vita di Carabiniere.La Caserma non è più solo un edificio: è diventata un luogo di memoria viva, un santuario laico dove il ricordo di Ruggero continua a ispirare, guidare, proteggere. Che questa intitolazione non sia soltanto un gesto simbolico, ma un monito e un esempio vivo: custodire il senso del dovere, l'altruismo e la fedeltà all'istituzione anche nei momenti più difficili.


Un pomeriggio che resterà nella storia di Pontremoli


Quando, alle 18, la cerimonia si è conclusa, nessuno aveva fretta di andarsene. Le persone sono rimaste a parlare sottovoce, a sfogliare le copie del libro disposte sui tavoli, a soffermarsi sulle opere d'arte che ritraggono Ruggero, a guardare le fotografie di un giovane in divisa che sorrideva alla vita senza sapere che quella vita gli avrebbe chiesto tutto.Il desiderio espresso dal Professor Coltelli e dai promotori dell'iniziativa è che questo libro raggiunga in primis i giovani, a cui ne sarà fatto dono attraverso gli Istituti scolastici, quale testimonianza del coraggio, del senso del dovere e dell'amor di Patria di un Carabiniere che ha servito l'Italia con dedizione assoluta. In quel pomeriggio di gennaio, freddo fuori ma caldissimo dentro quella sala, Pontremoli ha dimostrato che esistono ancora luoghi e comunità dove la memoria non è retorica, dove l'esempio non è vuota celebrazione, dove un eroe non diventa una statua fredda ma resta un amico, un compagno, un fratello che continua a vivere nei cuori di chi lo ha conosciuto e di chi, pur non avendolo mai incontrato, ne sente la presenza come guida morale.Ruggero Volpi non è morto. Vive nella commozione di chi lo ricorda, nel sorriso orgoglioso di chi porta la sua stessa divisa, negli occhi curiosi dei bambini che a scuola ascolteranno la sua storia. Vive nelle pietre di quella Caserma che ora porta il suo nome, nelle pagine di quel libro che tramanda la sua memoria, nelle opere d'arte che lo ritraggono, nel cuore di una città che non dimentica.E forse, questa è la vera immortalità: continuare a vivere nell'amore e nella riconoscenza di una comunità che sa dire, con voce ferma e orgogliosa: "Grazie, Ruggero. Grazie per quello che hai fatto. Grazie per quello che continui a essere per noi".La cittadinanza è cortesemente invitata a visitare la Caserma dei Carabinieri "Brigadiere Ruggero Volpi" e a richiedere il libro presso gli enti organizzatori: Città di Pontremoli, Centro Lunigianese di Studi Giuridici, Sezione L. Oppi di Pontremoli e Associazione "Cio nel cuore". Il volume sarà distribuito gratuitamente alle scuole del territorio come strumento di educazione civica e memoria storica.

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