C'è un filo sottile che attraversa Pontremoli in questi giorni. È il filo su cui camminano le ragazze dell'Ipm — Istituto Penale Minorile — protagoniste di Angeli Funamboli, lo spettacolo diretto da Paolo Billi che è il cuore pulsante di "Lunae 2026 - Scuola di primavera di teatro e mediazione". Dal 6 maggio, il Teatro della Rosa diventa il luogo in cui giustizia e arte si cercano, si trovano e si trasformano l'una nell'altra. Quattro giorni, dal 6 al 9 maggio, in cui il teatro smette di essere solo palcoscenico e diventa spazio di ascolto, cura e possibilità. Un programma denso e corale che intreccia repliche serali, momenti formativi sul dialogo riparativo, presentazioni di libri, laboratori aperti e un happening di rap e scrittura in piazza Duomo — perché la trasformazione, quando è vera, non resta dentro quattro mura.Angeli Funamboli nasce da mesi di lavoro condiviso: scritture collettive, esercizi di fiducia, movimento, creazione scenica. Un percorso lungo e paziente, in cui ogni parola è stata guadagnata, ogni gesto costruito insieme. Il risultato è un teatro che non si limita a raccontare, ma accompagna. Che non giudica, ma apre varchi.
"Non è solo uno spettacolo: è un attraversamento", ha detto il regista Paolo Billi alla presentazione dell'evento, insieme alla direttrice dell'Ipm Francesca Capone e alla vicesindaca Clara Cavellini. "È il racconto di chi cammina sul filo, ma non cade perché qualcuno tende una mano. La prova che la giustizia può essere anche ascolto, relazione, responsabilità condivisa." L'appuntamento inaugurale è mercoledì 6 maggio: alle 10.30 un'anteprima dedicata alle scuole, alle 21 la prima serale, con repliche ogni sera fino a sabato. Un invito alla comunità intera. A guardare senza giudicare. A credere — davvero — che ogni storia può cambiare direzione.
Quattro giorni, un filo teso: arte e giustizia minorile si incontrano a Pontremoli
Scritto da Carmen Federico
Pontremoli
01 Maggio 2026
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