Sole, uniformi schierate, gonfaloni al vento e il suono delle musiche militari: così la provincia di Massa Carrara ha reso omaggio all'Arma dei Carabinieri nel giorno del suo 212° compleanno. La storica caserma "Plava" di Via XXVII Aprile si è trasformata questa mattina nel cuore pulsante di una cerimonia solenne. Sulla facciata gialla campeggia, a caratteri cubitali, il motto latino "Nei secoli fedele" — o meglio, come recita l'epigrafe originale impressa sull'edificio: "Ubbedir tacendo", tre parole che in pochi secondi raccontano duecento anni di storia, di disciplina silenziosa, di sacrificio senza clamore. Un monito che oggi, più che mai, risuona nel piazzale d'armi dove i reparti sono schierati in Grande Uniforme e le grandi bandiere rosso e blu ondeggiano lente davanti alla corona di fiori posata ai piedi del monumento ai caduti.
Il 5 giugno non è una data casuale: richiama il giorno del 1920 in cui la Bandiera dell'Arma fu decorata con la prima Medaglia d'Oro al Valor Militare, conferita per il sacrificio dei Carabinieri durante la Prima Guerra Mondiale. Un filo diretto tra passato e presente, tra chi non è tornato e chi oggi indossa la stessa divisa, affronta le stesse strade, entra nelle stesse case. Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, i Comandanti delle diciannove Stazioni della provincia, una rappresentanza del comparto Forestale e i carabinieri in congedo delle Associazioni Nazionali. Il Gonfalone della Provincia di Massa Carrara — fregiato di Medaglia d'Oro al Valore Militare — e i gonfaloni comunali hanno fatto da cornice all'evento, insieme ai veicoli in uso all'Arma esposti nel piazzale: autoradio, fuoristrada e motociclette.
Ad allietare la mattinata con i brani musicali è stata una rappresentanza di studenti dell'Istituto "Felice Palma" di Massa, accolta da caldi applausi. Al termine, l'Istituto Alberghiero "Pacinotti-Belmesseri" di Bagnone ha curato il rinfresco con un "Vino d'Onore" per gli ospiti. Tra il pubblico erano presenti anche le classi 2ª e 2ª C dell'Istituto Comprensivo "Alfieri-Bertagnini" di Massa, con i loro insegnanti: bambini che hanno guardato le uniformi con quegli occhi grandi che solo i bambini sanno avere, e che forse porteranno a casa qualcosa di più di un ricordo.
Il discorso del Comandante Provinciale
Il Colonnello Alessandro Dominici aveva aperto la giornata con una cerimonia mattutina di omaggio ai caduti, prima di dare il via ufficiale ai festeggiamenti con l'alzabandiera. Nel suo intervento ha ringraziato il personale dell'Arma per il lavoro svolto nell'ultimo anno e ha tracciato un bilancio dettagliato dell'attività operativa in provincia. Un bilancio che, a guardare i numeri, è positivo: nel 2026 i Carabinieri di Massa Carrara hanno trattato oltre l'80% del totale dei reati perseguiti dall'insieme delle Forze di Polizia del territorio, dato ben superiore alla media nazionale del 73%. I delitti scoperti sono aumentati di circa il 9%, gli arresti del 12,6%, i deferimenti in stato di libertà del 3%. I reati complessivi in provincia sono invece calati del 6%, con una riduzione dei furti in generale di circa il 12%, sebbene quelli in abitazione abbiano segnato un aumento di pari entità.
Sul fronte degli stupefacenti sono stati avviati procedimenti per 80 reati, con il sequestro complessivo di circa 90 chilogrammi di varie sostanze. Tra le operazioni di maggior rilievo spicca quella condotta in sinergia con la Direzione Investigativa Antimafia di Firenze, che ha portato allo smantellamento di una rete dedita al traffico internazionale di droga attiva lungo la costa. Le diciannove Stazioni, insieme alle Unità Radiomobili, hanno garantito circa 11.100 servizi sul territorio, identificando nel corso dell'anno circa 44.000 persone.
Codici rossi e tutela delle vittime
Particolare attenzione è stata riservata ai reati di genere, confermati come priorità assoluta dell'Arma. Nel periodo di riferimento sono state avviate indagini a carico di 145 persone nell'ambito dei "codici rossi", eseguite 10 misure cautelari e prodotte 23 proposte di ammonimento. È stato inoltre inaugurato presso la Compagnia di Pontremoli uno spazio dedicato all'ascolto delle vittime — "Una stanza tutta per sé" — che si aggiunge a quello già attivo a Massa, portando questo servizio anche nei comuni della Lunigiana.
Il caso Bongiorni
Sotto la direzione delle Procure della Repubblica di Massa e dei Minorenni di Genova, i Carabinieri hanno condotto indagini rapide e decisive sul tragico omicidio di Giacomo Bongiorni, raccogliendo elementi che hanno portato al fermo di cinque persone ritenute coinvolte nel fatto, di cui una minorenne. Una vicenda che ha scosso la comunità, e che l'Arma ha affrontato con quella silenziosa determinazione che il motto sulla caserma, in fondo, descrive meglio di qualsiasi discorso.
La giornata nazionale: Reggio Calabria e il centenario
Il momento più solenne della ricorrenza nazionale si è svolto a Reggio Calabria, alla presenza del Comandante Generale dell'Arma, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Luongo. In quella sede è stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell'Arma, per l'attività del Comando per la Tutela del Lavoro, che quest'anno celebra cento anni dalla propria istituzione.
I riconoscimenti consegnati a Massa
Durante la cerimonia sono stati premiati diversi militari distintisi in operazioni di servizio. Un Encomio Semplice è andato al Vicebrigadiere Alessandro Davì per il contributo determinante a un'indagine che ha portato a misure cautelari nei confronti di otto operatori di un centro diurno per disabili, ritenuti responsabili di maltrattamenti reiterati sugli ospiti. Un Compiacimento del Comandante Provinciale è stato assegnato a un gruppo di militari del Nucleo Investigativo per un'operazione su frodi legate al riconoscimento di invalidità civili, conclusasi con cinque misure restrittive e 103 deferimenti. Diversi Vivissimi Apprezzamenti sono stati consegnati per operazioni antidroga, per il contrasto alle truffe agli anziani tramite la tecnica del "finto maresciallo" e per le indagini sul caso Bongiorni.
Il senso di una ricorrenza
Duecentododici anni sono una storia lunga, fatta di uomini e donne che hanno scelto di mettersi in mezzo — tra il pericolo e la gente comune, tra la legge e chi la ignora, tra il buio della notte e chi ha bisogno di aiuto. La caserma Plava, con la sua facciata gialla e quelle tre parole incise sopra l'ingresso, è ogni anno il luogo in cui quella storia si fa carne, voce, medaglie appuntate sul petto. L'Arma di Massa Carrara si congeda dall'anniversario con un bilancio positivo e con la consapevolezza che la sfida più grande non si vince solo con gli arresti, ma con la fiducia quotidiana dei cittadini: quella che si costruisce nelle 26 scuole visitate, nei 21 incontri organizzati per mettere in guardia gli anziani dalle truffe e nel presidio continuo di una provincia che va dalla costa apuana alle vette della Lunigiana.
Ubbedir tacendo. Ancora, per altri duecento anni.









