La difficoltà nel reperire personale qualificato rappresenta oggi una delle principali criticità del mercato del lavoro. Una problematica che interessa numerosi comparti produttivi, ma che nel settore dell'autotrasporto assume caratteristiche ancora più complesse in un territorio come quello di Massa Carrara, dove opera una delle realtà più specialistiche del Paese: il trasporto locale dei blocchi di marmo.È questo il quadro emerso dal confronto tra CNA Massa Carrara e le imprese del comparto, dalle quali arriva un messaggio chiaro: il problema non è la mancanza di lavoro, ma la crescente difficoltà nel creare le condizioni affinché nuove professionalità possano avvicinarsi a un mestiere altamente qualificato e indispensabile per il futuro della filiera lapidea.Il trasporto dei blocchi di marmo, infatti, non è un normale servizio di autotrasporto, bensì un'attività di nicchia che richiede competenze tecniche, esperienza, capacità di operare in sicurezza e una conoscenza approfondita del territorio, delle strade di cava e delle particolari modalità di movimentazione dei blocchi. Una professionalità che si costruisce negli anni e che rappresenta un unicum nel panorama nazionale.
Proprio questa specializzazione costituisce uno dei principali punti di forza del distretto del marmo di Massa Carrara. Le imprese estrattive possono contare su un sistema di trasporto altamente qualificato, capace di garantire continuità operativa, sicurezza ed efficienza in un contesto particolarmente complesso. Un patrimonio di competenze che contribuisce in maniera determinante alla competitività dell'intera filiera.«Dal confronto che abbiamo avuto con le imprese dell'autotrasporto del nostro territorio emerge una preoccupazione che non riguarda soltanto il settore, ma l'intera economia apuana. Il problema non è la mancanza di lavoro, ma la crescente difficoltà nel creare le condizioni affinché nuove professionalità possano entrare in questo mestiere. Il trasporto dei blocchi di marmo rappresenta una specializzazione unica in Italia, costruita in decenni di esperienza, e rischiamo concretamente di disperdere un patrimonio di competenze che costituisce uno dei punti di forza del nostro distretto», dichiara Davide Brizzi, Presidente di CNA Massa Carrara.
A rendere ancora più difficile il ricambio generazionale sono gli ostacoli all'ingresso nella professione. Un giovane che intende diventare autista professionale deve sostenere un investimento economico significativo per conseguire le patenti superiori e la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), affrontando costi elevati prima ancora di avere la certezza di un'occupazione.Secondo il Presidente di CNA Massa Carrara «servono strumenti pubblici in grado di sostenere questi percorsi, perché il ricambio generazionale non può essere lasciato esclusivamente sulle spalle delle imprese o dei lavoratori».Accanto alle difficoltà economiche, le imprese evidenziano l'impossibilità di trasferire efficacemente le competenze alle nuove generazioni. L'attuale normativa, infatti, non consente di realizzare percorsi di affiancamento pratico sui mezzi analoghi a quelli che caratterizzano la maggior parte delle professioni.«Nel trasporto dei blocchi di marmo gran parte delle competenze si acquisisce sul campo: conoscere le strade di cava, saper movimentare carichi eccezionali e operare in sicurezza in contesti particolarmente complessi sono capacità che nessun percorso esclusivamente teorico può trasmettere. Se non troviamo il modo di favorire questo passaggio generazionale, rischiamo di perdere un sapere professionale difficilmente ricostruibile».Per CNA Massa Carrara è quindi necessario avviare un confronto con le istituzioni affinché vengano introdotte misure capaci di sostenere il conseguimento delle patenti professionali e, parallelamente, individuare strumenti normativi che consentano di realizzare percorsi di formazione e affiancamento in grado di garantire sicurezza senza impedire il naturale trasferimento delle competenze.Ma il tema riguarda anche il rapporto tra il trasporto specializzato e l'intera filiera del marmo.«Il trasporto specializzato non è un semplice servizio accessorio, ma il collegamento indispensabile tra le cave, i laboratori, gli stabilimenti e i porti. Senza imprese di autotrasporto altamente specializzate, anche il comparto estrattivo vedrebbe ridursi la propria capacità di operare con efficienza e continuità».
Secondo CNA Massa Carrara, valorizzare il trasporto significa anche superare una logica che negli anni ha visto prevalere la contrattazione esclusivamente basata sul prezzo.
«Per troppo tempo il rapporto tra committenza e imprese di autotrasporto è stato condizionato prevalentemente dalla logica del massimo ribasso. Oggi dobbiamo avere la consapevolezza che comprimere continuamente le tariffe significa comprimere anche la capacità delle imprese di investire in mezzi, sicurezza, formazione e nuove professionalità. Se vogliamo garantire un futuro al distretto del marmo, occorre riconoscere il valore economico di un servizio altamente specializzato che non ha eguali nel panorama nazionale».
Il Presidente Brizzi conclude con un appello rivolto all'intero sistema economico locale.
«Quando si parla di competitività del distretto del marmo non possiamo guardare soltanto all'attività estrattiva. La competitività dipende da tutta la filiera: dalle cave, dai laboratori, dai trasportatori, dagli artigiani e da tutti quei servizi altamente specializzati che consentono al marmo di arrivare sui mercati di tutto il mondo. Se uno solo di questi anelli si indebolisce, lo stesso accade all'intero sistema economico apuano. Tutelare il trasporto dei blocchi significa tutelare il futuro delle cave, delle imprese e del lavoro sul nostro territorio».









