"Si tratta di una delle più importanti occasioni di rigenerazione ambientale dal dopoguerra ad oggi, ma nel nostro territorio tutto sembra procedere nel silenzio istituzionale". Osserva in un comunicato il Comitato Ugo Pisa.
"Il Piano Nazionale di Ripristino della Natura, previsto dal Regolamento europeo (UE) 2024/1991 - si legge - rappresenta una delle più importanti opportunità ambientali e territoriali degli ultimi 80 anni. L'obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: recuperare ecosistemi degradati, migliorare la qualità delle acque, rafforzare la biodiversità, aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici e restituire valore ambientale ai territori. Si tratta di un passaggio destinato a influenzare le politiche territoriali dei prossimi decenni ma anche la distribuzione dei finanziamenti europei. Proprio in questa fase gli enti locali, le amministrazioni e i soggetti competenti sono chiamati a contribuire all'individuazione delle misure e dei progetti che potranno concorrere agli obiettivi del Piano. Eppure, almeno nel nostro territorio, il tema sembra procedere quasi completamente sotto silenzio. Riteniamo che questo dovrebbe invece diventare un argomento centrale del dibattito pubblico. Il territorio apuano e costiero presenta infatti numerose situazioni straordinarie e di altissimo impatto sulla collettività che richiedono sia uno sforzo economico che un approccio sistemico e progettuale e che, essendo legate alla gestione degli ecosistemi e delle risorse naturali, potrebbero rientrare negli obiettivi del Piano: la fascia costiera, il sistema dunale, i corsi d'acqua, le aree urbane e interne, le aree da bonificare, i siti degradati e più in generale le criticità ambientali che interessano il rapporto tra mare, pianura e Alpi Apuane. Non si tratta soltanto di conservare ciò che esiste, ma di individuare e realizzare interventi capaci di migliorare concretamente la qualità ambientale del territorio e la qualità della vita delle comunità che lo abitano. Per questo motivo riteniamo che i Comuni, insieme agli altri enti competenti, debbano assumere un ruolo attivo nell'individuazione delle misure da proporre e delle aree sulle quali intervenire. Ci chiediamo quindi quali contributi abbiano fornito i Comuni del nostro territorio alla costruzione del Piano Nazionale di Ripristino della Natura. Hanno partecipato alla consultazione pubblica? Hanno presentato misure o proposte? Hanno individuato aree degradate o progetti di ripristino da candidare e quindi far finanziare? Hanno avviato un confronto con cittadini, associazioni e realtà del territorio? Sono domande che riteniamo legittime e importanti, perché le decisioni che verranno assunte adesso e finanziate progressivamente dall'Unione Europea nei prossimi anni contribuiranno a qualificare il futuro ambientale del nostro territorio. Da parte nostra abbiamo contribuito al dibattito proponendo il recupero della ex Colonia Ugo Pisa, oggi sede del Museo del Mare e del Centro Sub Alto Tirreno, come esempio concreto di tutela del patrimonio storico, educazione ambientale, valorizzazione culturale e rigenerazione territoriale. Riteniamo tuttavia che il contributo delle associazioni non possa sostituire quello delle istituzioni, alle quali spetta il compito di promuovere una visione complessiva del territorio e di individuare le opportunità offerte da questo importante strumento europeo. Per questo chiediamo alle amministrazioni locali di informare la cittadinanza sul ruolo che intendono svolgere in questo processo e sulle iniziative che intendono promuovere nell'ambito del Piano Nazionale di Ripristino della Natura" termina il Comitato Ugo Pisa.









