Questa mattina Marina di Massa si è fermata per Federica Savarola. Ci siamo stretti tutti insieme in chiesa per accompagnarla nell'ultimo saluto: la nostra Fede, la nostra Trottolina, che a soli 36 anni ha smesso di lottare contro una malattia che ha combattuto fino alla fine con una dignità che difficilmente si dimentica.La chiesa era piena. Amici, clienti, conoscenti, gente che magari l'aveva incrociata solo una volta dietro al bancone del suo Caffè & Parole e che oggi non ha voluto mancare. Perché Fede, in questi anni, non aveva costruito soltanto un'attività: aveva costruito legami veri, con quella capacità che aveva di far sentire ognuno un po' più a casa.Fuori dalla chiesa, il cielo si è riempito di palloncini rossi e bianchi, lasciati volare via insieme a lei, in un gesto che voleva essere leggero come il suo modo di affrontare la vita. E per accompagnarla ha suonato una delle sue canzoni preferite, "Panico" di Fabri Fibra con Neffa: un brano che parla della pressione, del peso dei giudizi, della fatica di restare sé stessi in un mondo che spinge continuamente verso il punto di rottura. Un pezzo che, ripensandoci, sembra parlare esattamente della battaglia silenziosa che Fede ha portato avanti in questi mesi, senza mai perdere il controllo, senza mai lasciarsi schiacciare.Non ha voluto fiori, Fede. Ha chiesto, tramite le parole del suo amatissimo papà Flavio, di organizzare al suo posto un aperitivo di beneficenza, il cui ricavato andrà a sostegno del reparto di oncologia del nostro ospedale NOA di Massa: il reparto dove, come ha sottolineato la sua famiglia, lei non è mai stata trattata come un numero, ma sempre e soltanto come una persona. E l'aperitivo sarà organizzato! Sarà il nostro modo per realizzare questo suo ultimo desiderio, un ultimo gesto d'amore verso chi l'ha curata, e verso chi, dopo di lei, dovrà affrontare la stessa strada.
Non è vero, come è stato scritto da qualche parte, che il suo sorriso si sia spento. Il sorriso di Fede non si spegne: resta, vive, si muove ogni volta che qualcuno di noi la ricorda, ogni volta che qualcuno racconta un suo gesto, una sua battuta, una sua giornata passata a consegnare in bicicletta con il rossetto rosso sulla mascherina. Perché c'è una differenza profonda tra il semplice ricordo e la memoria: il ricordo è statico, è un'immagine ferma nel tempo. La memoria, invece, è viva, si muove, cammina insieme a chi resta e continua a generare qualcosa di nuovo. Ed è proprio questo che Fede sarà per noi: non un ricordo fermo, ma una memoria che continuerà a muoversi tra le strade della nostra Marina di Massa, tra i sorrisi di chi l'ha conosciuta.Tutta la nostra comunità si stringe oggi attorno alla sua famiglia: alla mamma Cinzia, al papà Flavio e alla sorella Roberta, che in questi mesi difficili non l'hanno mai lasciata sola e che oggi portano un dolore che nessuna parola potrà davvero alleggerire. A loro va l'abbraccio di tutti noi marinelli.
Fede è stata un esempio di compostezza e dignità fino all'ultimo giorno. Un insegnamento vero, per tutti noi, su come si può affrontare anche la prova più dura senza perdere se stessi.
Questo non è un addio, Fede. È solo un arrivederci.
Il commosso addio di Marina di Massa a Federica Savarola
Scritto da Carmen Federico
Cronaca
28 Luglio 2026
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