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Scritto da Redazione
Cronaca
15 Maggio 2026

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«La sicurezza sul lavoro non può e non deve mai essere messa in discussione. Su questo non esistono ambiguità, né compromessi». È duro l’intervento di Gabriele Mascardi, direttore di Confartigianato Imprese Massa Carrara Lunigiana, che torna sul tema della sicurezza nei cantieri e del crescente peso burocratico che grava sulle imprese.  «Da sempre – afferma Mascardi – Confartigianato collabora con gli enti preposti, promuove la cultura della legalità e richiama continuamente imprese e lavoratori al rispetto rigoroso delle norme. Gli infortuni e le morti sul lavoro devono essere contrastati con ogni mezzo. Senza se e senza ma». Ma secondo il direttore dell’associazione artigiana, negli ultimi anni qualcosa si è rotto. «La politica – prosegue – non è riuscita a trovare la vera chiave per migliorare concretamente la sicurezza nei luoghi di lavoro. In compenso, però, si è assistito a un aumento continuo di obblighi, procedure, costi e adempimenti: patente a crediti, badge di cantiere, formazione sempre più complessa, piattaforme, documentazione infinita e continui nuovi balzelli sulle spalle di aziende già stremate». Un quadro che, secondo Mascardi, diventa ancora più pesante in territori economicamente fragili come quello apuano. «Siamo in una provincia dove migliaia di aziende hanno chiuso e dove tanti imprenditori resistono eroicamente tra crisi economica, aumento dei costi e pressione fiscale. Eppure spesso si ritrovano schiacciati da controlli che, in alcuni casi, rasentano l’assurdo». Il riferimento è ad un episodio recentemente segnalato all’associazione. «Una nostra impresa – racconta Mascardi – ha ricevuto un’ispezione in un importante cantiere. È stato controllato tutto: documentazione, formazione, dispositivi di protezione individuale, patente a crediti, documenti di cantiere. Tutto regolare». Poi però il controllo si è spostato sulla cassetta di pronto soccorso. «All’interno – spiega – erano scadute alcune garze sterili e una confezione di acqua fisiologica. Da lì è scattata una contestazione penale che prevede l’arresto fino a quattro mesi oppure un’ammenda fino a 6 mila euro». Mascardi precisa subito di non voler negare l’esistenza della violazione. «La violazione c’è stata ed è giusto dirlo chiaramente. Ma qui siamo davanti ad un evidente cortocircuito normativo e di buonsenso. Non stiamo parlando di lavoratori senza formazione, di mancanza di protezioni contro le cadute dall’alto, di omissioni gravissime o di situazioni realmente pericolose. Stiamo parlando di garze sterili e acqua fisiologica scadute». Da qui l’affondo. «Dove è finita la discrezionalità? Dove è il principio di proporzionalità? Qual è il vero obiettivo? Perché la sensazione diffusa tra gli imprenditori è che si stia passando dalla cultura della prevenzione a quella della repressione fine a sé stessa». Il direttore di Confartigianato utilizza anche un paragone provocatorio. «È come se un agente di polizia stradale fermasse un’automobile trovando tutto perfettamente in regola – assicurazione, revisione, patente – ma contestasse una violazione pesantissima perché il gommino del tergicristallo non aderisce perfettamente al parabrezza. Con lo stesso criterio, quanti cittadini potrebbero essere sanzionati ogni giorno?». Secondo Mascardi il problema centrale riguarda il rapporto ormai compromesso tra imprese ed enti di controllo. «Le aziende vengono continuamente invitate alla collaborazione, ci viene chiesto di fare rete e promuovere la cultura della sicurezza. Ma la sicurezza non si costruisce terrorizzando chi lavora rispettando le regole. Non si migliora la prevenzione trasformando ogni minima irregolarità formale in un potenziale procedimento penale». Infine l’appello. «Servono controlli seri e sanzioni severe per chi mette realmente in pericolo la vita dei lavoratori. Ma servono anche equilibrio, ragionevolezza e capacità di distinguere tra situazioni gravissime e mere irregolarità formali. Perché così il rischio è distruggere definitivamente il rapporto di fiducia tra imprese e istituzioni. E senza collaborazione reale nessuna battaglia sulla sicurezza potrà mai essere vinta».

 

 

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