Domenica 11 gennaio 2026, alle ore 17.00, presso il Teatro Quartieri di Bagnone, si terrà l’incontro pubblico promosso dal "Comitato per la Tutela del Patrimonio Storico e Paesaggistico di Bagnone". L’incontro nasce con l’obiettivo di informare la cittadinanza sui lavori in corso nel centro storico e di favorire un confronto aperto e costruttivo sulla tutela della pavimentazione storica in arenaria del Borgo e, più in generale, del patrimonio architettonico e paesaggistico del territorio comunale. Il Comitato, una associazione costituita dai cittadini e completamente apartitica, intende offrire uno spazio di dialogo tra popolazione e amministrazione, orientato alla trasparenza, alla collaborazione e alla cura del bene comune. L’incontro è aperto a tutti i cittadini, alla Amministrazione comunale, alle famiglie, agli amici di Bagnone e a chiunque abbia a cuore il futuro del Borgo. Ingresso libero.
Il Comitato per la Tutela del Patrimonio Storico e Paesaggistico di Bagnone, è un gruppo apartitico e aperto a tutti coloro che amano il nostro meraviglioso paese. Vogliamo proteggere e valorizzare ciò che rende unico Bagnone e il suo territorio: la sua storia, il suo patrimonio architettonico, artistico e culturale, le sue tradizioni. Tra queste ricchezze, un posto speciale lo occupano i piagnoni in arenaria, elemento distintivo e identitario delle vie del Borgo. Per questo desideriamo conoscere le scelte progettuali passate e future riguardanti i lavori lungo via Niccolò Quartieri, Piazza Roma e l’area antistante la Chiesa di San Nicolò; confrontarci con spirito costruttivo; chiedere che la pavimentazione storica sia ripristinata integralmente e valorizzata nelle sue forme originali. Il Comitato intende naturalmente rappresentare nel futuro un luogo di partecipazione per sviluppare progetti e iniziative per la valorizzazione e difesa del patrimonio storico, monumentale, paesaggistico e culturale di tutto il territorio comunale. Ma nell'immediato il ripristino integrale dei piagnoni rappresenta una assoluta urgenza e la nostra più grande preoccupazione. Non si tratta di guardare al passato con nostalgia, ma di avere cura di un’eredità preziosa che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che abbiamo il dovere di consegnare intatta ai nostri figli.









