All’interno di ASMIU è ormai emergenza totale per quanto riguarda i veicoli dedicati alla raccolta, conseguenza diretta di una programmazione aziendale inesistente, che ha ridotto la flotta ai minimi termini mettendo a rischio la tenuta del servizio.Il quadro attuale, emerso dopo aver ascoltato la voce dei lavoratori in assemblea, descrive una situazione al collasso. A maggio 2026 sono stati fermati diversi mezzi da 75 quintali, non per l'ordinaria manutenzione, ma per gravi cedimenti strutturali riguardanti i telai. Ancor prima, nel dicembre 2025, erano già stati bloccati alcuni mezzi da 35 quintali, sempre per problemi strutturali; mezzi utilissimi e versatili per le loro caratteristiche lavorative.Di recente è avvenuto un grave incidente presso CERMEC. Durante l'azionamento del pistone da parte dell’operatore ASMIU per sollevare il cassone e scaricare il materiale, il meccanismo ha avuto un problema e il cassone è ricaduto sul mezzo stesso. A causa del forte contraccolpo, il dipendente all’interno della cabina è dovuto ricorrere alle cure ospedaliere.
Prima di Natale, per sopperire alla carenza di mezzi sono stati noleggiati alcuni Iveco da 35 quintali; peccato che sono dotati di un pettine di sollevamento che tende a rompere i bidoni, poiché questi ultimi non sono compatibili con tale tipologia di veicolo. Si tratta, insomma, di mezzi presi a nolo con denaro pubblico ma poco utilizzati. L'aspetto più grave è che questi stessi veicoli erano già stati noleggiati lo scorso anno, e l’azienda conosceva benissimo le problematiche correlate. Altri mezzi sono fermi per obsolescenza, mentre su molti di quelli ancora circolanti l’aria condizionata non funziona, privando i dipendenti del necessario refrigerio tra la raccolta di un mastello e/o cassonetto e l’altro.
Per sopperire alla mancanza di mezzi, i dipendenti spesso vengono avviati al lavoro in coppia utilizzando un solo veicolo e accorpando due zone di lavoro. Ciò comporta un pesante aumento dei ritmi di raccolta sempre più frenetici, a totale discapito della salute e della sicurezza sul lavoro, nel tentativo di coprire un percorso che prima veniva effettuato con due mezzi distinti.
In questo contesto, il reparto officina si trova in una condizione di totale impotenza e non può fare miracoli. Problematiche così invasive, che colpiscono la ciclistica e l'integrità dei telai, non si riparano dall'oggi al domani. Sono interventi complessi che richiedono tempi lunghi, lavorazioni specifiche e pezzi di ricambio immediato che non sempre sono a disposizione. Scaricare la pressione sui meccanici aziendali è quindi inaccettabile. Senza una seria programmazione degli acquisti e delle sostituzioni dei mezzi, l'officina può solo tamponare le emergenze, ma non certo risolvere danni strutturali di tale portata.
Di conseguenza, vengono sfruttati al massimo i veicoli con portata non superiore ai 35 quintali che si guidano con la patente B. Per completare i giri di raccolta giornalieri, questi veicoli vengono sistematicamente sovraccaricati di lavoro portandoli ad una loro usura precoce e conseguenti gravi rischi per la sicurezza stradale. Proprio questi mezzi, Piaggio NP6, in organico da circa 3 anni, sono mezzi privi di vasche posteriori o aperture laterali, che costringono ogni giorno l’operatore a lavorare ripetutamente coi carichi sopra le spalle.
Nonostante le nostre numerose richieste, l’azienda non ha mai coinvolto nelle scelte di acquisto e noleggio i rappresentanti sindacali e l’RLSSA. Riteniamo invece che il parere di chi utilizza quotidianamente i veicoli sul campo sia fondamentale.
Questa spaventosa carenza di mezzi non distrugge solo la flotta, ma devasta le condizioni di lavoro del personale. Avendo pochissimi veicoli a disposizione, l'azienda è anche costretta a far fare recuperi di raccolta ai dipendenti del pomeriggio. Il fatto grave, già denunciato più volte e rimasto inascoltato, è che i turni pomeridiani non sono mai stati distribuiti equamente tra gli addetti alla raccolta. Una rotazione regolare tra mattina e pomeriggio è inesistente in ASMIU, e i turni pomeridiani ricadono sistematicamente sempre sui soliti dipendenti. Si crea così una disparità inaccettabile che logora il clima aziendale e la salute dei lavoratori. Queste cose sono state tra l’altro più volte segnalate all’azienda dal Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza Aziendale [RLSSA].
Ci troviamo all'inizio del periodo estivo, una stagione che comporta un fisiologico e massiccio incremento della produzione di rifiuti, dovuto all'apertura delle seconde case, all'aumento delle utenze commerciali e ai flussi turistici. Se i mezzi sono già al collasso oggi e i lavoratori sono stremati da turnazioni ingiuste, come potrà ASMIU reggere l'impatto dei picchi di raccolta delle prossime settimane? Il rischio concreto non è solo il disservizio, ma l'insorgere di una vera e propria emergenza igienico-sanitaria e di decoro urbano che danneggerebbe l'intera comunità, l'immagine della città e le sue attività economiche.
È inaccettabile che i lavoratori, sia sul territorio che nei reparti tecnici e di manutenzione, debbano operare in condizioni di perenne stress e precarietà per sopperire alle mancanze di chi siede ai vertici. Chiediamo immediate spiegazioni, l’introduzione di una turnazione equa e trasparente e un piano di intervento urgente per il ripristino della flotta.








