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Scritto da Redazione
Politica
20 Giugno 2026

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Rifondazione Comunista Massa Carrara condivide le preoccupazioni in merito all’aumento dei biglietti degli autobus annunciati qualche giorno fa. Dal 1° agosto, le cittadine e i cittadini di tutta la Toscana subiranno un nuovo aumento del costo del biglietto dell’autobus, che passerà da 1,70 a 2 euro, nonché un aumento degli abbonamenti dell’8,9 per cento, a seguito dell’ennesima scelta inaccettabile della Regione Toscana. Questa stangata è un attacco diretto al diritto alla mobilità, con ricadute pesantissime dal punto di vista sociale e ambientale.Questi sono gli effetti della scellerata privatizzazione voluta dal Partito Democratico e dal centrosinistra toscano: un aumento ingiustificabile, figlio naturale di quella privatizzazione del servizio pubblico a cui hanno fatto seguito solo disagi nel trasporto, ridicoli investimenti per i territori, soprattutto per le aree interne e profitti per Autolinee Toscane. Oggi con questo aumento pagano le conseguenze le fasce più deboli della popolazione, le aree interne dei nostri territori, gli anziani e i giovani. Il trasporto pubblico locale è un diritto e, in quanto tale, è responsabilità dei soggetti pubblici garantirne l’efficacia. La logica delle privatizzazioni lede questo diritto, scaricando sulla cittadinanza e sui lavoratori i costi della remunerazione dei capitali privati, costi ulteriormente accresciuti dalle esigenze di competitività imposte dal regime di libero mercato. Solo un ritorno ad un servizio pubblico vero, inserito nelle necessità dei territori e delle persona potrà sia parte garantire la mobilità diffusa, sia ridurre le disuguaglianze che si misurano anche e soprattutto con la libertà di spostarsi. Come Rifondazione Comunista Massa Carrara agiremo nei Comuni dove siedono nostri rappresentanti e chiederemo alle amministrazioni locali una presa di posizione netta, un atto formale che impegni la Regione ad un rapido passo indietro.Le risorse ci sono, a partire dagli stanziamenti effettuati per la realizzazione della base militare di Pisa.Meno guerre e più servizi.

 

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