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Scritto da Redazione
Politica
07 Dicembre 2025

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Il comitato Ugo Pisa ha parteciapto, venerdì 5 dicembre al gesto simbolico organizzato da  studenti, insegnanti e genitori della scuola Parini che  si sono ritrovati per decorare il cancello dell’istituto che potrebbe essere demolito.Così riferiscono dal comitato: "Abbiamo trovato una comunità determinata a resistere, unita dalla volontà di difendere la propria scuola e il ruolo che essa occupa nel quartiere.Perché la Parini non è solo un edificio: è un presidio sociale, culturale ed educativo. Era un punto di riferimento per le famiglie, un luogo che nel tempo aveva saputo tenere insieme un intero quartiere, offrendo opportunità, relazioni, sicurezza, formazione. La sua perdita – temporanea o definitiva che sia – colpisce non solo gli studenti, ma l’intera comunità.E tuttavia, di fronte a questa centralità evidente, l’amministrazione continua a muoversi in una totale indeterminatezza. Si parla di un “concorso di idee” per ricostruire la scuola, ma senza alcuna chiarezza su tempi, modalità e priorità.Anche la soluzione trovata per studenti e docenti non garantisce quella continuità educativa, né permette di svolgere tutte quelle attività e laboratori che caratterizzavano il plesso.La verità è che oggi l’intera comunità scolastica paga il prezzo dell’inerzia amministrativa, e di questo si continua a parlare troppo poco. E tutto questo accade nella stessa città che ha scelto di candidarsi a Capitale della Cultura.Domandiamo: quale cultura, se non si investe nell’istruzione? Com’è possibile parlare di progetti culturali ambiziosi mentre non si è in grado di garantire il funzionamento ordinario di una scuola, né la continuità didattica di chi la vive ogni giorno? La scuola Parini non può essere sacrificata sull’altare delle procedure, dei rinvii o dell’indifferenza. Se davvero si vuole restituire un futuro a questa comunità, servono scelte chiare, rapide, coraggiose. La fase dell’emergenza è finita. Adesso serve governare la normalità, con la responsabilità e la visione che una città che parla di cultura dovrebbe dimostrare ogni giorno, a partire dalle proprie scuole".

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