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Scritto da Redazione
Politica
29 Luglio 2025

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Città paralizzata politicamente, sindaco isolato e gestione amministrativa inadeguata: questo il severo giudizio del consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella che fa un’analisi degli eventi recenti che hanno coinvolto l’amministrazione del sindaco di Carrara Serena Arrighi: “In primis: il  caso Murlungo. Alloggi popolari su terreno inquinato. Avevamo già segnalato l’area in cui l’amministrazione ha autorizzato la costruzione di 28 alloggi popolari su un terreno dichiaratamente inquinato. Un progetto che ha giustamente scatenato la protesta dei residenti, preoccupati per la salute e la sicurezza. Durante l’ultimo consiglio comunale, l’assessore all’Ambiente Moreno Lorenzini sul tema aveva offerto una difesa inadeguata, chiedendo persino se l’opposizione dei cittadini fosse dovuta al fatto che si trattava di “alloggi sociali”. Un'affermazione grave e offensiva. A peggiorare le cose, è intervenuto anche Luca  Panfietti, presidente  riconfermato di ERP, che ha scaricato tutta la responsabilità della  pessima scelta, direttamente sulla Arrighi. Un attacco durissimo, ancor più sorprendente perché  lei, solo un mese fa, aveva riconfermato Panfietti alla guida di ERP,  dopo un anno di critiche e  una vera e propria campagna sfavorevole per ostacolarne l’elezione. Un gioco di potere interno al centrosinistra? Una vendetta politica? Il risultato è uno solo: una figura istituzionale delegittimata pubblicamente da chi avrebbe dovuto sostenerla. Ma la critica  più pesante è arrivata dai sindacati  guidati da Nicola Del Vecchio della CGIL, che sono scesi in campo contro il progetto di edilizia popolare al Murlungo. Un segnale politico clamoroso, perché proprio Del Vecchio, fino a poco tempo fa era molto vicino alla Arrighi, con cui condivideva l’indirizzo politico  sui temi del marmo. Ora invece, anche Del Vecchio ha preso le distanze e la sinistra, che un tempo la  sosteneva,  oggi le volta le spalle. Il colpo di grazia  definitivo è arrivato  dalla polemica  social nata da un post su Facebook del consigliere d’opposizione Simone Caffaz, che aveva ironizzato sulla nomina, fatta proprio dalla Arrighi, di Fabrizio Volpi (PD) come amministratore unico di RetiAmbiente, paragonandolo al personaggio comico di Oronzo Canà. Volpi ha risposto dalla sua pagina Facebook, sostenendo che Caffaz era rappresentato invece da  “ Bombolo “ cioè quello  che "prendeva gli schiaffi", alludendo alle sue sconfitte elettorali. Caffaz ha letto nelle parole di Volpi un insulto al suo aspetto fisico, denunciando un caso di body shaming e ha chiesto alla Arrighi, attraverso un post, di intervenire.  Incredibilmente il sindaco  è intervenuto pubblicamente, prendendo le difese proprio di Caffaz — cioè del suo oppositore storico — e attaccando il suo stesso “nominato Volpi” , con un post ufficiale sulla sua pagina istituzionale. Un comportamento politicamente scorretto,  che dimostra una totale mancanza di strategia istituzionale, un uso distorto dei canali ufficiali per finalità personalistiche e soprattutto una perdita assoluta del controllo politico sui propri alleati. A confermare lo sbandamento, è arrivata poche ore dopo anche  la dura presa di distanza del Partito Democratico, che in un comunicato ha dichiarato: “Riteniamo doveroso precisare che non condividiamo l’interpretazione della sindaca Serena Arrighi […]. Una lettura attenta delle parole di Volpi consente di escludere tale interpretazione. Invitiamo pertanto a riportare il dibattito politico sui temi, evitando personalizzazioni che non giovano né al confronto democratico né alla qualità della discussione pubblica”. In conclusione stiamo assistendo ad  una parabola discendente di un sindaco che ha perso il controllo politico della città, della maggioranza e perfino della sua immagine istituzionale. I suoi referenti la smentiscono, i suoi nominati vengono attaccati da lei stessa, i cittadini si ribellano alle sue scelte e persino i sindacati che l’hanno sostenuta si dissociano pubblicamente. A questo punto non si intravede più alcuno spazio politico serio per Serena Arrighi. La sua parabola è il simbolo del fallimento di una sinistra che ha pensato di governare con slogan e retorica, dimenticando che la politica è fatta di visione, coerenza, autorevolezza. Qualità che purtroppo questo sindaco ha dimostrato di non avere, e per il bene della città e del suo futuro,  sarebbe opportuno che rassegnasse le proprie dimissioni, così da permettere a Carrara di intraprendere un percorso di rinnovamento e  di crescita”.

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