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Scritto da Redazione
Politica
24 Aprile 2026

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E' severa la critica del consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella sui lavori al museo del Marmo: "Ci sono ferite che una città non può dimenticare, e il trattamento riservato al Museo Civico del Marmo è una di queste. Mentre il  sindaco e l’assessore alla Cultura si esercitano nel solito esercizio di retorica da "taglio del nastro" virtuale, la realtà racconta una situazione di criticità amministrative e scelte politiche contestate che hanno trasformato il tempio della nostra identità il Museo Civico del Marmo  in un simbolo di grave criticità amministrativa. Quattro anni di buio si possono  peraltro definire un danno culturale e turistico enorme.  È inaccettabile infatti  che l’unico Museo al mondo dedicato alla civiltà del marmo sia sbarrato senza soluzioni e  non c’è neanche alcuna giustificazione tecnica: appare il risultato di una gestione discutibile. Ricordiamo che la struttura  è chiusa per un importante progetto di riqualificazione e riallestimento come previsto dall’accordo di programma, sottoscritto nel 2023, tra il Comune di Carrara e la Camera di Commercio, proprietaria della struttura, che aveva garantito in un  primo momento  a 500 mila euro fino a raddoppiare la cifra  ad  1 milione di euro. Di fronte a questa disponibilità, la Giunta Arrighi  ha risposto con stanziamenti molto limitati, distribuiti su tre anni. Questo non è "fare politica” ma una scelta fortemente penalizzante per la cultura locale. Per quattro anni abbiamo negato al mondo la nostra storia perché l’Amministrazione non è riuscita a coordinare un investimento importantissimo per la città del marmo. Ma il punto di non ritorno è stato raggiunto dall’assessore: invece di battersi per ottenere fondi certi dal bilancio comunale,  ha portato la cultura locale a una forma di raccolta tramite Art bonus per trovare i fondi  di riallestimento del Museo  (dettato dalla mancanza del CPI e dall’insorgere di criticità strutturali all’interno dell’edificio). A tale evento contingente infatti si era aggiunta la necessità, ormai improrogabile, di un profondo aggiornamento del percorso espositivo, datato nei contenuti e nelle forme museografiche e cosi aveva presentato una  locandina che lo promuoveva, chiedendo  a privati di sponsorizzare persino i "servizi igienici"  in cambio di una targa con il proprio nome. Nulla di fatto del resto è  stato il risultato di questa idea che,  resterà negli annali come uno dei momenti più discussi della vita istituzionale cittadina. Chiedo: e questa la "visione" dell'assessore?  Purtroppo però il vero scandalo politico risiede nell'uso,  al momento del bisogno,  dei progetti dell'art. 21  della Legge Regionale 35. Sui quali,  il nostro Sindaco,  ha dimostrato una mancanza di autonomia politica alle scelte dell'Amministrazioni precedenti dalle quale ha ereditato i progetti  e, con evidenti criticità sul piano tecnico, in tempi molto rapidi, il 31 Ottobre 2023 aveva rinnovato le concessioni egli degli Agri Marmiferi. Ma attenzione con che risultato? Che  gli imprenditori del marmo  avevano firmato " con riserva".  Una clausola che pesa come un macigno e che dimostra quanto quegli accordi siano stati  fragili e privi di una reale progettualità pubblica.  Oggi la maschera è caduta definitivamente e, senza idee e senza risorse economiche, la Giunta Arrighi all'uopo usa l’Articolo 21 come principale strumento per far fronte alle emergenze, chiamando a rapporto gli industriali più per far fronte a esigenze di bilancio che per creare valore sociale. Si scambia un progetto museale come si era già fatto con la realizzazione  della Curva Nord dello stadio, o con qualsiasi altra urgenza del momento magari venisse fuori. Non è programmazione, ma una gestione in cui la cultura viene sacrificata per far fronte ad altre esigenze contingenti. In conclusione l'opposizione non accetterà mai più altri annunci patinati in quanto, il Museo Civico  del Marmo è rimasto chiuso più di quattro anni per responsabilità di chi oggi si propone come salvatore della situazione. Carrara è stanca di un' amministrazione che non valorizza adeguatamente l’orgoglio cittadino per celare i propri limiti amministrativi. Non è rilancio, è una toppa tardiva su un fallimento politico evidente".

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