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Scritto da Redazione
Politica
20 Maggio 2025

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Parla di svendita della città da parte dell’amministrazione del sindaco Serena Arrighi, il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi, in relazione al caso Baker Hughes nel quale, secondo lui, abbondano le promesse mancate, i disagi reali e mancano completamente  le ricadute sul territorio. “Nel 2023 l’amministrazione Arrighi  - spiega Bernardi - aveva  celebrato come un grande successo politico l’autorizzazione concessa alla Baker Hughes per l’ampliamento dello stabilimento di Avenza. Un’operazione definita “strategica per l’occupazione locale” e salutata come un volano di crescita, anche attraverso un indotto promesso e sbandierato a ogni occasione utile. A un anno di distanza, tuttavia, non si registra alcun  beneficio concreto per il tessuto economico e sociale del territorio. Anzi, i problemi sembrano  moltiplicarsi. La città di Carrara ha regalato spazi, suolo e silenzio istituzionale a un colosso industriale che, a fronte di presunte assunzioni, ha invece contribuito a un’invasione caotica di manodopera esterna: operai extracomunitari (e in parte comunitari) che ogni mattina arrivano in treno alla stazione di Avenza, per poi riversarsi in bicicletta o su monopattino verso lo stabilimento. Un flusso giornaliero che nulla ha lasciato a Carrara se non disagi, tensioni sociali e un mercato immobiliare drogato: appartamenti affittati anche a cinque o sei persone in due locali, sporcizia e degrado fuori controllo in strada, piccoli imprenditori locali tagliati fuori da qualsiasi reale beneficio. E qui arriva il paradosso: mentre si chiudono occhi e naso sull’inquinamento e sul traffico generato da questo insediamento industriale, a pagare il prezzo più alto sono proprio quei commercianti che avevano stretto convenzioni con le ditte dell’indotto per fornire pasti agli operai. Tra questi c’è Valerio Musetti, imprenditore serio e dinamico, che ha investito tempo, risorse e fiducia per costruire un’attività ristorativa al servizio del territorio. Musetti con la la sua attivita Venus di Viale Zaccagna,  aveva  stretto una convenzione con la RAM, una delle aziende dell’indotto,  per fornire pasti buoni a prezzo contenuto a numerosi operai. Il suo impegno, portato avanti con spirito di iniziativa e responsabilità sociale, ha permesso di mantenere occupati diversi dipendenti e di dare dignità economica a un’attività locale che credeva davvero nello “sviluppo del territorio”. Ma cosa è accaduto? Con la prossima apertura della mensa interna alla Baker Hughes il  22 maggio è arrivata la comunicazione del recesso della convenzione. Un colpo durissimo, tanto che Musetti è stato costretto ad annunciare il licenziamento di quattro lavoratori. Il giorno successivo, in un maldestro tentativo di copertura, la ditta RAM  aveva  smentito la cessazione del rapporto. Ma nessuno ci ha creduto. I fatti parlano da soli, e la sensazione che dietro tutto questo ci sia una precisa volontà di escludere le attività locali dalla partita è fin troppo concreta. Valerio Musetti oggi si trova solo, lasciato senza alcuna tutela da un’amministrazione che aveva promesso crescita e collaborazione. Noi, invece, lo sosteniamo perché non è accettabile che chi si rimbocca le maniche e lavora, venga messo da parte da logiche industriali che nulla hanno a che vedere con il bene della città. Perché Carrara ha bisogno di imprenditori come lui, non di multinazionali che prendono e non lasciano. La domanda è: dov’erano il comune e la  Arrighi mentre accadeva tutto questo? Dov’erano quando si trattava di pretendere vere ricadute sul territorio in cambio di autorizzazioni, cemento e impatto ambientale? Dov’erano mentre Carrara veniva trasformata in una periferia industriale sfruttata… ma mai davvero coinvolta? Infatti  quando si governa una città non basta inaugurare spazi o stringere mani ai dirigenti. Bisogna difendere i propri cittadini, i lavoratori, gli imprenditori, il tessuto sociale, la dignità di un’intera comunità. Carrara non merita di essere terra di conquista industriale dove si promette sviluppo e si consegna sfruttamento e  se la politica ha scelto di non vedere, allora sarà la cittadinanza a pretendere risposte”.

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