Come Polo Progressista e di Sinistra interveniamo per evidenziare come il controllo della popolazione dei piccioni in provincia di Massa Carrara non sia mai stato un obiettivo politico da ben tre lustri. Nel Piano Regionale i dati di Massa Carrara non sono presenti, la sola provincia di tutta la Toscana a non averli mai forniti. Andrebbero capite a fondo le ragioni per le quali tutti i Presidenti provinciali, espressione del Partito Democratico, che si sono succeduti dal 2010 a oggi non hanno mai pensato di fornirli alla Regione Toscana. E’ dunque stato facile nascondersi dietro il Piano Regionale, per l’Amministrazione comunale di Massa, per giustificare l’uccisione dei piccioni come unica soluzione. In realtà l’obiettivo del piano 2022-2026 era quello di uniformare le procedure amministrative in ambito urbano visto che ogni comune toscano procedeva in ordine sparso. Il piano regionale è “un riferimento operativo (linee guida) anche per le Amministrazioni comunali interessate alla gestione del problema le quali sono invitate ad attivarsi autonomamente sotto l’aspetto procedurale e operativo, ma attenendosi alle indicazioni tecniche contenute nel piano” che scade a fine anno.L’Amministrazione comunale avrebbe dovuto rispettare in ambito urbano, ma non solo, un ordine prioritario d’azione avviando monitoraggi biennali della popolazione dei piccioni come primo passo. Poi avrebbe dovuto promuovere metodi ecologici come le misure incruente di contenimento agendo su due risorse fondamentali come quella alimentare e quella riproduttiva attraverso anche il contenimento dei siti di nidificazione. Per questo ultimo caso la consigliera Bennati aveva segnalato un appartamento abbandonato, della Asl TNO, dove nidificano i piccioni nel quartiere della Martana, ma nulla è mai stato fatto. Infine gli atti amministrativi di abbattimento devono essere ritenuti necessari dal Sindaco, elemento che non emerge nella determinazione di affidamento diretto del servizio. Manca poi la condizione fondamentale, ignorata dal Comune di Massa, ma ben specificata dal Piano Regionale ovvero che la rimozione di esemplari in ambiente urbano è consentita solo se dimostrata la criticità sanitaria e non ha sortito effetto l’applicazione provata delle misure incruente previste che non corrispondono a far fare un giretto a un falco. C’è il fondato rischio che il Comune di Massa venga portato di fronte al Tar e perda, con la conseguente creazione dell’ennesimo debito di bilancio che saremo chiamati a pagare fra qualche anno. E perché no, anche un bel danno erariale!
"No al piano di abbattimento dei piccioni a Massa": il Polo progressista e di sinistra chiede il ritiro del provvedimento
Scritto da Redazione
Politica
25 Agosto 2026
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