Rossella Lera torna a parlare della vicenda Murlungo: “ A gennaio ho evidenziato che l'area è stata oggetto di atti parlamentari e di studi epidemiologici nazionali. L'Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00249 del 28 febbraio 2023, riporta che nell'area del Murlungo è stata accertata una contaminazione della falda acquifera da cromo esavalente a partire dagli anni Novanta. Come esponente di Patto per il Nord, ho avanzato una richiesta chiara e precisa: una caratterizzazione ambientale dettagliata, aggiornata e trasparente dell'area, accompagnata dalla valutazione di eventuali soluzioni alternative.”Oggi, a distanza di mesi, la Regione Toscana ha confermato la necessità di procedere con una caratterizzazione ambientale. Questo passaggio, secondo Lera assume un significato preciso: “ Se vi è la necessità di effettuare ulteriori indagini, significa che i dati attualmente disponibili non sono sufficienti. In altre parole, ad oggi quell'area non è ancora stata considerata idonea al progetto.”
Rossella Lera afferma che la caratterizzazione ambientale è solo il primo passaggio: “ Il passo successivo è garantire che tale caratterizzazione venga svolta secondo criteri scientifici rigorosi. Per accertare efficacemente l'eventuale contaminazione da cromo esavalente nella falda acquifera, la caratterizzazione deve essere estremamente accurata. Il cromo esavalente è un contaminante mobile, tossico e facilmente trasportabile dalle acque sotterranee.”Secondo Rossella Lera risulta fondamentale una ricostruzione idrogeologica dettagliata dell’area : “ è indispensabile per comprendere le dinamiche di movimento della falda. Altrettanto essenziale è la progettazione di una rete di monitoraggio adeguata attraverso piezometri installati in prossimità delle possibili sorgenti di contaminazione, lungo la direzione di flusso della falda, così da definire con precisione l'eventuale estensione della contaminazione. Tali controlli devono interessare differenti profondità, poiché il cromo esavalente può migrare su livelli diversi della falda acquifera.”Un ulteriore elemento imprescindibile afferma Lera deve essere il monitoraggio nel tempo: “Una singola campagna di analisi non è sufficiente. Occorrono verifiche periodiche, che consentano di confrontare i dati raccolti in momenti differenti altrimenti il rischio concreto sarà quello di basarsi su dati parziali”.Lera è chiara nell’affermare che ad oggi, senza dati concreti alla mano, è prematuro affermare che ci siano i presupposti per dar seguito al progetto di costruzione ed è pericolo sottovalutare la necessità di una bonifica del territorio: “Solo dopo aver acquisito i dati completi sarà possibile valutare se gli interventi edilizi siano compatibili con le condizioni ambientali del sito e se occorrono o meno interventi preliminari di bonifica, tenendo conto del fatto che le opere di escavazione possono modificare le condizioni di un sito contaminato”.
Patto per il Nord continuerà a monitorare la verifica dell’area perché la tutela della salute pubblica è priorità assoluta.