Martedì 3 marzo l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale ha diramato una nota in cui afferma che "nessun pino verrà sradicato su viale Colombo" e che "il patrimonio arboreo lato monte verrà conservato immutato". Una notizia che accogliamo con sollievo — se confermata nei fatti — ma che non può chiudere la questione. Anzi, la apre in modo ancor più inquietante. La notizia del trapianto dei 27 pini non è nata da un passaparola, né da una fonte anonima. È stata pubblicata il 28 febbraio da un quotidiano locale con grande risalto — addirittura in locandina. Un articolo firmato, presentato come notizia accertata, che ha giustamente allarmato cittadini e associazioni ambientaliste. Su quella notizia ho scritto, documentato, argomentato. Su quella notizia altri hanno protestato. Ora si scopre che era, nella migliore delle ipotesi, inesatta. Nella peggiore, falsa. La domanda a cui bisognerebbe rispondere è semplice: da dove veniva quella notizia? Chi ha fornito l'informazione sul trapianto dei pini? Su quale fonte si basava la notizia? I cittadini meritano una risposta e una correzione pubblica almeno proporzionata al risalto con cui la notizia originale è stata diffusa.
C'è però un altro attore in questa vicenda: l’ Autorità Portuale. Se i documenti di progetto — come afferma la stessa nota odierna — dimostrano chiaramente che nessun pino sarà toccato, perché la smentita è arrivata solo oggi, dopo la polemica pubblica? Un ente che gestisce opere di interesse collettivo, su un'area soggetta a vincolo paesaggistico, ha il dovere di comunicare in modo tempestivo e trasparente. Non si aspetta che gli ambientalisti protestino per poi rispondere. Quella nota poteva — e doveva — uscire il 28 febbraio, subito dopo la diffusione della notizia, se davvero i documenti di progetto erano chiari fin dall'inizio. Il silenzio non è innocente: ha lasciato che una notizia potenzialmente errata circolasse, alimentasse allarme, mobilitasse persone. E questo, che lo si voglia o no, è già un danno. Personalmente, prendo atto della smentita. Ma la mia attenzione, e quella di altri, sui pini di viale Colombo, e più in generale sul patrimonio arboreo di Marina di Carrara, non si allenta. Troppe volte in passato le rassicurazioni hanno preceduto i fatti compiuti. Chiediamo che i documenti di progetto citati nella nota siano resi pubblici e accessibili a tutti, non solo alle associazioni che ne hanno fatto richiesta. La trasparenza non è un favore: è un obbligo.








