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Scritto da Redazione
Politica
23 Febbraio 2026

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"Quale modello di sviluppo vogliamo per il nostro territorio? - inizia così la riflessione del comitato Ugo Pisa su Cava Fornace- È la domanda che emerge con forza dopo le dichiarazioni degli ultimi giorni. Prima la chiusura di Cava Fornace, poi la difesa della costa e il tema dell’erosione. Subito dopo il rilancio del piano regolatore del porto di Marina di Carrara. Non sono questioni scollegate. Sono parti della stessa scelta politica.Colpisce, in particolare, la posizione dell’ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti, che nel giro di due giorni è intervenuto prima sul tema dell’erosione e poi su quello del porto, senza affrontare fino in fondo il nodo della coerenza tra le due questioni. Se si riconosce che la costa è fragile e va difesa, allora bisogna avere il coraggio di interrogarsi sulle scelte infrastrutturali che incidono su quell’equilibrio. Se si chiedono trasparenza e tempi certi per il porto, la stessa determinazione dovrebbe valere per la chiusura della discarica di Cava Fornace. E invece, proprio sulla discarica, il consigliere regionale appare tra i rappresentanti territoriali più cauti sui tempi, non avendo mai espresso con chiarezza la volontà di chiedere il rigetto del progetto nell’ambito del PAUR, mentre alcuni sindaci locali hanno assunto una posizione più netta, indicandone esplicitamente la bocciatura come strada per arrivare alla chiusura immediata dell’impianto. Questo è il punto politico.Porto, erosione costiera e discarica non sono temi da trattare a compartimenti stagni. Sono il banco di prova della coerenza politica. Non si può parlare di tutela della costa e il giorno dopo rilanciare un modello di sviluppo portuale senza chiarire fino in fondo gli impatti complessivi. Non si può parlare di chiusura della discarica e contemporaneamente accettare anni ulteriori di conferimenti in nome dell’equilibrio economico del gestore. Ambiente e salute non sono variabili negoziabili. Sono la base su cui costruire qualsiasi sviluppo credibile. Il territorio ha bisogno di una visione unitaria, non di dichiarazioni a giorni alterni. Ha bisogno di scelte chiare. E su questo chiediamo coerenza".

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