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Scritto da Redazione
Politica
02 Luglio 2026

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“I lavori sono partiti,  ma non si vede la fine: il nuovo Centro di Raccolta (Cdr) di località Anderlino doveva essere il fiore all'occhiello della transizione ecologica di Carrara, finanziato con i fondi europei del PNRR. E invece rischia di trasformarsi nell'ennesimo monumento all'inefficienza e alla mancanza di programmazione”. Parte così l’analisi del consigliere della lista Civica Massimiliano Bernardi che spiega: “ La giustificazione dei ritardi legata alla necessità di bonificare l'area fa quasi sorridere, se non ci fosse da piangere. Che il magazzino comunale d Anderlino fosse, da sempre , una vera e propria discarica del Comune lo sapevano tutti. Più e più volte denunciato pubblicamente dall'amico Nicola Pieruccini che, nel suo mandato, ne aveva fatto un punto fisso. Strano quindi che non lo sapessero i tecnici e soprattutto i politici del PD che hanno governato Carrara per 40 anni e che hanno candidato il progetto ai finanziamenti europei . Tutto questo ha fatto sì che i lavori siano rimasti ostaggio di un passato di sporcizia  accumulata in un luogo  che è anche sede del parcheggio per i pulmini scolastici, sul quale, il comune di Carrara, in quanto socio di RetiAmbiente, ha   il preciso dovere di esercitare il controllo. Palazzo Civico avrebbe dovuto vigilare e invece il silenzio e l'assenza di una pressione costante sui cronoprogrammi dimostrano una grave carenza di controllo da parte di Arrighi e della sua giunta. E, mentre il cantiere del PNRR è fermo al palo (le foto allegate sono di martedì 30 giugno alle ore 20), l'efficienza aziendale con a capo Fabrizio Volpi, del PD, si concentra altrove. I cittadini assistono a un paradosso grottesco: l'amministratore unico invia gli ispettori ecologici sul territorio a fare multe, a caccia del sacchetto fuori posto o dell'errore nel conferimento. Invece di militarizzare il territorio, penalizzando l'anello più debole – il cittadino –, i vertici aziendali avrebbero avuto l'obbligo di piantare le tende nel cantiere di via Anderlino per controllare h24 lo stato dei lavori perchè le scadenze europee non aspettano e il rischio concreto è che i residenti non vedano alcun beneficio reale da questi fondi, rimanendo costretti a riversarsi sull'unica e congestionata Ricicleria di via Bernieri. Nel contesto di questa paralisi oltre al cantiere di Anderlino al 30 giugno 2026, il destino degli altri due progetti PNRR (da 1 milione di euro ciascuno) non è migliore: sto parlando della transizione digitale e quella ecologica, che  rischiano di rimanere del tutto sulla carta.

Ecco cosa prevedevano nel dettaglio i due progetti: "Raccolta 4.0" (Finanziamento: 1 milione di euro). Era il piano per la digitalizzazione totale del servizio. Questo sistema serviva a introdurre finalmente la Tariffa Puntuale (TARIP), ovvero il principio del "paghi solo per quello che produci". Senza il completamento dell'infrastruttura tecnologica entro le scadenze europee, i cittadini di Carrara continueranno a pagare la TARI con i vecchi e costosi criteri presuntivi, mentre il milione di euro europeo rischia di essere revocato. Il Progetto "S.COU.W.P." – Smart Courtesy Waste Point (Finanziamento: 1 milione di euro) era il progetto specificamente pensato per risolvere il problema dei paesi a monte e delle zone montane più svantaggiate e difficili da raggiungere con i normali camion del porta a porta. Ad oggi, l'assenza di queste isole smart costringe i cittadini dei paesi a monte a subire i disagi di una raccolta complessa per la morfologia del territorio. Le risorse economiche destinate a colmare il divario tra il centro città e le frazioni montane rischiano di svanire, lasciando la montagna carrarese senza le infrastrutture promesse. Il danno complessivo potrebbe essere di 2,5 milioni di euro e i consiglieri comunali di opposizione – anche sulla base di commissioni consiliari sul tema – dovranno chiedere conto a RetiAmbiente Carrara , ma soprattutto il sottoscritto esercitera' il potere di presentare un'interrogazione comunale urgente ed un eventuale esposto alla Corte dei Conti per potenziale danno erariale legato alla perdita dei fondi europei”.

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